Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.
Una fotografia vera ha vinto un concorso per immagini generate con l’AI
Da quando sappiamo che si può usare l’AI per creare o modificare le immagini, gli artisti e i fotografi di tutto il mondo vivono in un perenne stato di inquietudine, spesso combattuti tra le possibilità creative che il nuovo strumento offre anche a loro, e la paura che un giorno, se non già oggi, l’intelligenza artificiale possa “sostituirli”. Ora la complessa discussione su AI e autorialità si arricchisce di un nuovo sorprendente capitolo. Per la prima volta è successo, come riporta la Cnn, che un’immagine creata da un essere umano sia riuscita a “spacciarsi” per immagine AI (di solito, come ben sappiamo, si verifica il problema opposto). Il fotografo Miles Astray ha sottoposto l’immagine di un fenicottero senza testa alla prestigiosa giuria del 1839 Awards Color Photography Contest, nella categoria AI. Non solo la foto è riuscita a salire sul podio (terzo posto) ma ha vinto il premio conferito dal pubblico, il cosiddetto People’s Vote. Lo scatto, però, è reale: il fenicottero si sta grattando la pancia con il becco, la sua testa c’è ma non si vede. Astray ha detto di non aver catturato l’immagine con un’intenzione precisa, ma che quando l’ha vista ha subito pensato a un’immagine AI.
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Dopo che sono stati rivelati i vincitori, Astray ha confessato tutto sui social: «Ho inserito questa foto nella categoria AI dei 1839 Awards per dimostrare che i contenuti creati dall’uomo non hanno perso la loro rilevanza, che Madre Natura e i suoi interpreti umani possono ancora battere la macchina». E poi: «C’erano ovviamente delle preoccupazioni etiche, ho sperato che la giuria e il pubblico comprendessero che questa mia stoccata all’intelligenza artificiale e alle sue implicazioni etiche era più importante delle implicazioni etiche di ingannare lo spettatore, il che, ovviamente, è ironico perché è proprio ciò che fa l’intelligenza artificiale». La Creative Resource Collective, l’organizzazione che presiede al premio, ha deciso di squalificare Astray, per non fare un torto ai creativi in gara con le loro immagini AI, ma ha specificato che utilizzerà questo interessante “caso” come punto di partenza per una pubblicazione sullo stato delle immagini generate con l’intelligenza artificiale.
Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.