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17:54 giovedì 9 aprile 2026
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.

Perché “Despacito” non ha vinto i Grammy

29 Gennaio 2018

Nella primavera/estate 2017 ha fatto impazzire tutti. La si sentiva in ogni bar e locale, proveniva dalle finestre aperte delle case, dai cellulari, dalle cuffie nelle orecchie dei più insospettabili. In ogni balera, discoteca, club, in ogni after, festa e serata, sentirla e ballarla era praticamente inevitabile: se non veniva messa dal dj, veniva puntualmente richiesta, come se tutti stessero aspettando soltanto quella canzone per iniziare a divertirsi davvero. Ispirava perfino racconti. Eppure “Despacito” non ha vinto neanche un Grammy.

Su Vulture, un Frank Guan incazzato nero si è giustamente chiesto perché. «Col senno di poi», commenta, «era ovvio che “Despacito” non ce l’avrebbe fatta, già all’inizio della trasmissione». A farlo intendere, secondo lui, il fatto che Luis Fonsi and Daddy Yankee non fossero nemmeno riusciti a vincere il premio per il Migliore Duo Pop/Gruppo durante la pre-cerimonia, scalzati dai Portugal. The Man con la loro “Feel It Still”. Ambire ai trofei di Canzone dell’anno o Disco dell’anno è sembrato quindi, da subito, del tutto impossibile. Se non riuscivano a battere neanche i Portugal. The Man, come avrebbe potuto gareggiare con gente tipo Bruno Mars, Jay-Z e Kendrick Lamar? Come nota Guan, “Feel It Still” è arrivata quarta nelle Hot 100, mentre “Despacito”, per tutta l’estate, si è mantenuta prima nella classifica dei singoli. Non solo: è oggettivamente una canzone migliore, da un punto di vista puramente musicale. Insomma: com’è possibile che non abbia vinto almeno quel premio?

E se il problema di “Despacito” fosse, in realtà, che si tratta di una hit in lingua spagnola? E se il fatto che non abbia vinto significhi che, a prescindere dai risultati qualitativi e commerciali, un pezzo in lingua spagnola non riuscirà mai a essere abbastanza per un Grammy? «Certo, senza ipocrisia l’intrattenimento non sarebbe possibile, ma durante una serata Grammy densa di atteggiamenti pro-immigrazione, questo affronto (ed è decisamente un affronto) si rivela molto peggio che ipocrita – è quasi un inganno». Bisogna ammettere che anche a tanti altri non è andata bene: a Lorde è stata negata una performance solista, Jay-Z è stato segato da ben otto categorie, SZA da cinque, e niente album dell’anno a Kendrick Lamar per la terza volta di fila. Insomma, secondo Guan, ci sono un sacco di motivi per essere insoddisfatti da questi Grammy.

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