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21:49 venerdì 19 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Perché d’inverno siamo più tristi

30 Ottobre 2017

Ormai i nostri pc e cellulari si aggiornano automaticamente sul nuovo orario: il cambio dall’ora legale a quella solare non è più legato al rito della lancetta da spostare indietro. Nonostante questo ci accorgiamo da subito che qualcosa è diverso. Ad esempio, l’uscita dal lavoro, che fino a pochi giorni fa era la parte della giornata più adatta a pregustare aperitivi, deliziose cenette e gradevoli bevute serali, è diventata un momento contemplativo, un po’ malinconico, immerso com’è nel buio notturno. Che questo repentino cambiamento nel ritmo della luce possa influire sul nostro stato mentale non sorprende nessuno: secondo il Guardian è normale che il cambio di stagione possa provocare per qualche giorno un senso di mancanza di energie, un po’ di apatia e un incremento nel bisogno di dormire. Ma per il 6% della popolazione della Gran Bretagna e tra il 2 e l’8% dei Paesi a latitudini più alte (come Canada, Danimarca e Svezia), questi sintomi sono così severi da impedire di lavorare o comportarsi normalmente. Si tratta di una particolare forma di depressione maggiore, la cui causa scatenante risiede appunto nel cambio di stagione, chiamata “disordine affettivo stagionale” o Sad (da Seasonal affective disorder).

Oltre agli episodi depressivi, la Sad è caratterizzata da una sonnolenza cronica, che porta a dormire più del dovuto, e a un desiderio irrefrenabile di carboidrati, che causa l’aumento di peso. Essendo questi sintomi opposti a quelli della depressione maggiore (insonnia e inappetenza), la Sad è stata finora considerata un tipo di depressione “meno grave”. Ma nuove ricerche nel campo della psichiatria hanno rilevato che in realtà si tratta soltanto di una versione differente della stessa malattia. È interessante notare come l’80% di chi soffre di Sad siano donne, soprattutto quelle nei primi anni dell’età adulta. In donne più grandi, la prevalenza di Sad si abbassa. Alcuni ricercatori credono che questo pattern sia collegabile ai cicli comportamentali dei nostri antenati (una specie di letargo che consentiva al corpo delle donne in età di riproduzione di conservare energie) ma anche a specifici ormoni femminili sensibili alla produzione della serotonina, a sua volta influenzata dalla luce. Esiste una cura per la Sad? La più efficace, secondo il Guardian, è la terapia luminosa con la luce artificiale, che stimola i neurotrasmettitori del cervello, diminuendo la sonnolenza e anche l’appetito.

Foto Getty
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