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14:35 martedì 25 agosto 2026
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.

Dawson’s Creek compie 20 anni

19 Gennaio 2018

Le prime serie tv che abbiamo visto segnano il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, dai cartoni animati al teen drama: non più gioco e fantasia, ma la vita di un gruppo di coetanei che, sullo schermo, ci fa da esempio. Il 20 gennaio 1998 negli Stati Uniti andava in onda la prima puntata di Dawson’s Creek, creata da Kevin Williamson, che da noi arrivò dopo ben 2 anni: il primo episodio su Italia 1 andò in onda il 13 gennaio del 2000. La serie ruotava intorno al protagonista Dawson Leery, un aspirante regista apparentemente buono e sognatore – ma anche egoista e superficiale – ossessionato da Steven Spielberg (e dal sesso, o meglio dalla prima volta in cui sarebbe riuscito a farlo). Era ambientata nel paesino di Capeside, nel Massachusetts, una piccola città balneare d’invenzione (in realtà venne tutto girato in Carolina del Nord). Stranamente l’attore che interpreta Dawson è stato l’unico a non aver fatto carriera: la biondina conturbante che interpretava Jen Lindley, infatti, era la grandissima Michelle Williams, mentre era Katie Holmes a interpretare l’irritante Joey Potter. L’altro protagonista maschile era Pacey Witter, interpretato da Joshua Jackson, che abbiamo poi visto in un ruolo importante in The Affair.

Con la verbosità dei personaggi e la complessità dei dialoghi (i protagonisti vantano un vocabolario e una cultura un po’ troppo sofisticati per essere dei sedicenni) Dawson’s Creek ha segnato una generazione. Ma è stata soprattutto la sua inedita sensibilità nel raccontare l’ambivalenza, l’egoismo e l’indecisione degli adolescenti a ispirare serie di successo come The O.C. e Gossip Girl. Il Parents Television Council la considerò la peggiore serie della stagione 1997/1998 ma in generale le recensioni della stampa furono positive, ed è molto interessante leggerle oggi. Le migliori sono questa di Ray Richmond su Variety, che considera la serie l’equivalente per adolescenti di un film di Woody Allen, e questa pubblicata di Caryn James pubblicata dal  New York Times: Young, Handsome and Clueless in Peyton Place.

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