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21:29 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

È morto David Gulpilil, attore-simbolo degli aborigeni d’Australia

30 Novembre 2021

Ieri è morto David Gulpilil, l’aborigeno australiano più famoso del mondo. Aveva 68 anni e da tempo gli era stato diagnosticato un cancro al polmone. Faceva l’attore, moltissimi se lo ricorderanno per la parte che interpretò nel primo film della saga di Crocodile Dundee (in particolare per la “gag della fotografia”). Ma David Gulpilil era molto, molto di più: la storia della sua carriera da attore e della sua vita da aborigeno che prova a conservare questa identità dentro l’Australia moderna è stata oggetto di spettacoli teatrali, documentari, interviste.

Era nato nel 1953, David Gulpilil, in un giorno che fu però deciso dai missionari che lo “adottarono”: l’1 luglio. In effetti, David non era neanche il suo nome, come lui stesso ricordava spesso: David era il nome che decisero per lui i dirigenti (inglesi) della scuola elementare che frequentava da bambino. Quando, la prima volta, gli chiesero come si chiamava, lui rispose semplicemente «Gulpilil». Anni dopo, ricordando l’episodio, disse che alla fine non gli importava nulla di quel nome che gli era stato dato: «Voi avete la vostra cultura e io ho la mia». L’attaccamento alla sua cultura, quella degli aborigeni d’Australia, è stata l’unica costante di una vita altrimenti difficilissima: la dipendenza dall’alcol, dal tabacco, dalle bevande zuccherate hanno reso la sua salute sempre un motivo di preoccupazione per amici e colleghi. Rolf de Heer, il regista con cui Gulpilil ha lavorato di più, ha detto che «tutte queste sostanze, estranee alla sua cultura, allo stesso tempo lo calmano e lo fanno infuriare». Solo davanti alla cinepresa Gulpilil sembrava davvero a suo agio, soprattutto quando si trattava di girare in quelle parti di Australia che lui considerava la sua terra. «So come camminare su questa terra davanti una cinepresa, perché è a questo posto che appartengo», diceva di sé. Una naturalezza che lo farà interprete di un modo nuovo di vedere gli aborigeni e la loro cultura, a partire da quella prima parte interpretata in L’inizio del cammino di Nicolas Roeg.

Una naturalezza che sarà la ragione del suo successo. Dei tanti film in cui ha recitato, è inevitabile citare quello che lo ha portato a vincere il premio come miglior attore a Cannes (Charlie’s Country), quello che lui definiva il suo miglior lavoro (The Tracker) e, ovviamente, quello che lo ha fatto conoscere al grande pubblico (Crocodile Dundee).

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