Hype ↓
16:37 venerdì 3 aprile 2026
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda i suoi soldati speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventati ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Dara Birnbaum, come distruggere i media con l’arte

La mostra all'Osservatorio della Fondazione Prada riassume la carriera dell'artista americana: 50 anni di sperimentazione con videoarte, televisione e tecnologie.

di Studio
13 Aprile 2023

Siamo nel bel mezzo dell’art week e la lista di inaugurazioni continua ad allungarsi (qui le trovate tutte): c’è chi non se ne sta perdendo una, nell’attesa di poterne parlare con artisti, galleristi e collezionisti tra gli stand di miart, dal 14 al 16 aprile. Il 12 aprile ha inaugurato anche Dara Birnbaum, la mostra a cura di Barbara London, Valentino Catricalà ed Eva Fabbris, all’Osservatorio della Fondazione Prada in Galleria Vittorio Emanuele II (fino al 25 settembre). Ma quella dedicata alla pioniera della media art nata a New York nel 1946 è una mostra che oltrepassa i confini dell’arte contemporanea, arrivando a toccare le nostre abitudini quotidiane e cioè il nostro modo di consumare le immagini. Volendo unire due visite, la mostra all’Osservatorio sarebbe da vedere prima o dopo la personale di Yuri Ancarani al Pac, Lascia stare i sogni (per approfondire, qui trovate la nostra intervista all’artista), un’altra esposizione che balza oltre al recinto dell’arte, arrivando a toccare il cinema e il documentario. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a opere che scelgono come mezzo espressivo quello che ci siamo abituati a consumare ogni giorno sui nostri schermi, il video. E in questo modo ci costringono a porci una domanda: cosa distingue un video che è arte da un video che arte non è? L’intuizione precoce, l’esperienza, il punto di vista, la composizione, il messaggio? Tutto questo e molto altro.

La mostra si apre con Technology/Transformation: Wonder Woman (se volete riguardarlo con calma lo trovate anche su YouTube), l’opera manifesto di Birnbaum, il video con cui nel 1978 profetizza i remix demenziali di YouTube che ripetono la stessa scena all’infinito o le composizioni meta del trend TikTok del corecore, il trend sui trend. Quello che il suo pubblico riconosce da subito, però, è l’efficacia con cui l’artista utilizza il mezzo contro se stesso, limitandosi semplicemente a modificare il montaggio: basta la selezione e la ripetizione di alcune scene per sottolineare i pregiudizi di genere che si riflettono nell’immagine della donna diffusa dalla cultura pop di quegli anni. Come scrive la curatrice Barbara London, «Birnbaum si appropria delle immagini di cinema e televisione con un approccio diverso [rispetto ai suoi contemporanei della “Pictures Generation”, ndr], attenendosi al medium del video e criticandone l’aspetto commerciale con il suo stesso linguaggio».

L’artista non fa altro che selezionare alcune brevi scene di Wonder Woman e ripeterle. Una segretaria gira vorticosamente su se stessa per diventare una supereroina in mutande e reggiseno: poi di nuovo, di nuovo, di nuovo. Non solo la ripetizione ha un effetto comico e inquietante allo stesso tempo, ma permette ad associazioni che altrimenti sarebbero sfuggite di emergere, funzionando come un evidenziatore che sottolinea una frase, ad esempio quando Wonder Woman taglia uno specchio. È solo riguardando la stessa scena varie volte che ci si accorge che la donna sta tagliando il suo riflesso, per la precisione si tagliando la gola. Birnbaum vedeva il personaggio di Wonder Woman come una creazione maschile in un’industria dominata dagli uomini e tramite la manipolazione del video esprime il suo turbamento senza aggiungere elementi estranei o di commento. Da un Ep della Wonderland Band sceglie un brano che forma la colonna sonora della seconda metà dell’opera, con il testo (super sessuale, così come l’interpretazione della cantante) che scorre su uno schermo blu. Birnbaum presenta il suo video in ogni modo possibile: tramite tv via cavo, contrapponendola al vero telefilm, come proiezione video in vari festival di cinema, su uno schermo televisivo nella vetrina di un parrucchiere a SoHo. Qualche anno dopo presenta l’opera durante la “Guerrilla Girl Night” al Palladium, un locale aperto nel 1985 dagli impresari Steve Rubell e Ian Schrager. In quell’occasione due grandi file di monitor vengono calate dal soffitto, dando forma a una potente fusione di arte e spettacolo.

Partendo da questa fondamentale opera e arrivando fino agli esperimenti più recenti, la mostra ripercorre l’evoluzione dell’artista che, nelle parole di London «negli anni Settanta si appropria delle immagini. Negli anni Ottanta le ruba. Negli anni Novanta le campiona». Le opere, però, non sono organizzate in ordine cronologico. La loro coesistenza evidenzia piuttosto gli aspetti fondamentali della ricerca di Birnbaum: il distacco tra il corpo e la sua rappresentazione, l’appropriazione di immagini televisive e musicali per dare vita a dinamiche provocatorie, la critica all’economia della rappresentazione della sessualità e del consumismo. Non si tratta soltanto di video, però, perché Birnbaum è stata anche tra le prime a concepire installazioni che combinano immagini da fonti diverse, integrando elementi tridimensionali come fotografie di grandi dimensioni, elementi scultorei e architettonici.

Articoli Suggeriti
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Leggi anche ↓
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho

Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.

Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep

L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.

Nella seconda chiusura di The Face c’è molto di più (e di più grave) della solita storia di crisi del fashion journalism

Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.

La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati

Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.

Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente

Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.