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16:33 venerdì 10 luglio 2026
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.
Adesso l’Ozempic c’è anche in pillola Per la precisione, è la pillola di Wegovy, stesso principio attivo dell'Ozempic (la semaglutide), stessa azienda produttrice (Novo Nordisk).

Una ricerca del Reuters Institute dice che le notizie ci interessano sempre meno

17 Giugno 2024

Ogni anno il Reuters Institute for the Study of Journalism pubblica in cui rapporto sullo stato dell’informazione nel mondo e ogni anno scopriamo che per l’informazione le cose vanno sempre peggio. L’ultimo rapporto, pubblicato oggi, è particolarmente deprimente: nonostante il mondo stia attraverso uno dei periodi più turbolenti e spaventosi della storia recente, quattro sui dieci intervistati dal Reuters Institute affermano di non avere nessun interesse nelle notizie. Anzi, c’è di più, cioè di peggio: il 39 per cento degli intervistati dice di evitare consapevolmente, intenzionalmente le notizie. L’ultima ricerca di questo tipo, relativa al 2022, era già assai scoraggiante. Ma, come detto, ogni anno le cose sembrano mettersi peggio: nel 2023 la percentuale di coloro che scansano le notizie è aumentata di tre punti, in sette anni l’aumento è addirittura di dieci punti (nel 2017 gli “anti news” erano il 29 per cento degli intervistati).

La ricerca contiene diversi spunti interessanti. Tra questi c’è sicuramente il rapporto sempre più complicato tra quelli – pochi, evidentemente – che alle notizie si interessano e che le cercano e le notizie stesse. Le fake news sono ormai una preoccupazione comune, l’intelligenza artificiale non ha fatto che aggravare il senso di paranoia che oramai ci pervade ogni volta che troviamo una notizia nei nostri feed: sarà vera? Questa immagine è reale? Questa cosa è successa davvero? Non sorprende dunque che dalla ricerca del Reuters Institute emerga una generale diffidenza nei confronti delle notizie e di chi le notizie le dà: in Italia, per esempio, soltanto il 34 per cento degli intervistati dice di fidarsi delle fonte d’informazioni (tutte: giornali, tv, radio, social, podcast).

Nell’ultima parte del report ci sono delle pagine dedicate al mercato dell’informazione in ogni singolo Paese preso in considerazione nella ricerca. Per l’Italia, ci sono diverse informazioni interessanti. Per esempio: è calata moltissimo la percentuale di persone la cui principale fonte d’informazione è la tv. Erano l’85 per cento nel 2017 e sono il 65 oggi. All’interno di questa statistica ce n’è un’altra piuttosto indicativa: soltanto il 50 per cento della fascia d’età 18-24 usa la televisione come fonte di news. Altro dato, questo piuttosto noto, che contribuisce a dare un’idea della crisi del settore nel nostro Paese è quello della chiusura delle edicole: negli ultimi quattro anni 2700 hanno cessato l’attività, e ora aperte ne restano soltanto 13,500.

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