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16:21 lunedì 20 luglio 2026
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?
A Bologna c’è un archivio che conserva tutti gli atti giudiziari, gli articoli di giornale, i materiali audiovisivi per ricordare cosa è successo davvero al G8 di Genova Si trova nello spazio autogestito Vag61 e conta gli atti dei processi processi sul G8 del 2001, una rassegna stampa di 6.275 articoli e moltissime ore di materiale audiovisivo.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».
Einaudi sta per pubblicare un nuovo libro di David Foster Wallace Esce il 25 agosto con il titolo Contro il fatalismo: è la tesi con la quale si laureò in metafisica, un saggio breve che affronta criticamente l’idea del fatalismo.
Le matite Ikea sono diventate uno degli strumenti più usati nelle sale operatorie perché sono gratis, sono piccole e scrivono benissimo sulle ossa A quanto pare, i chirurghi di mezzo mondo adorano questa matita e vorrebbero che Ikea ne producesse una linea pensata appositamente per loro.
Una ricerca ha scoperto che il cromosoma Y, quello che determina il sesso biologico maschile, sta letteralmente perdendo pezzi e potrebbe scomparire Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, il cromosoma Y conteneva 900 geni. Oggi ne contiene appena 55 e continua a perderne.

Una ricerca del Reuters Institute dice che le notizie ci interessano sempre meno

17 Giugno 2024

Ogni anno il Reuters Institute for the Study of Journalism pubblica in cui rapporto sullo stato dell’informazione nel mondo e ogni anno scopriamo che per l’informazione le cose vanno sempre peggio. L’ultimo rapporto, pubblicato oggi, è particolarmente deprimente: nonostante il mondo stia attraverso uno dei periodi più turbolenti e spaventosi della storia recente, quattro sui dieci intervistati dal Reuters Institute affermano di non avere nessun interesse nelle notizie. Anzi, c’è di più, cioè di peggio: il 39 per cento degli intervistati dice di evitare consapevolmente, intenzionalmente le notizie. L’ultima ricerca di questo tipo, relativa al 2022, era già assai scoraggiante. Ma, come detto, ogni anno le cose sembrano mettersi peggio: nel 2023 la percentuale di coloro che scansano le notizie è aumentata di tre punti, in sette anni l’aumento è addirittura di dieci punti (nel 2017 gli “anti news” erano il 29 per cento degli intervistati).

La ricerca contiene diversi spunti interessanti. Tra questi c’è sicuramente il rapporto sempre più complicato tra quelli – pochi, evidentemente – che alle notizie si interessano e che le cercano e le notizie stesse. Le fake news sono ormai una preoccupazione comune, l’intelligenza artificiale non ha fatto che aggravare il senso di paranoia che oramai ci pervade ogni volta che troviamo una notizia nei nostri feed: sarà vera? Questa immagine è reale? Questa cosa è successa davvero? Non sorprende dunque che dalla ricerca del Reuters Institute emerga una generale diffidenza nei confronti delle notizie e di chi le notizie le dà: in Italia, per esempio, soltanto il 34 per cento degli intervistati dice di fidarsi delle fonte d’informazioni (tutte: giornali, tv, radio, social, podcast).

Nell’ultima parte del report ci sono delle pagine dedicate al mercato dell’informazione in ogni singolo Paese preso in considerazione nella ricerca. Per l’Italia, ci sono diverse informazioni interessanti. Per esempio: è calata moltissimo la percentuale di persone la cui principale fonte d’informazione è la tv. Erano l’85 per cento nel 2017 e sono il 65 oggi. All’interno di questa statistica ce n’è un’altra piuttosto indicativa: soltanto il 50 per cento della fascia d’età 18-24 usa la televisione come fonte di news. Altro dato, questo piuttosto noto, che contribuisce a dare un’idea della crisi del settore nel nostro Paese è quello della chiusura delle edicole: negli ultimi quattro anni 2700 hanno cessato l’attività, e ora aperte ne restano soltanto 13,500.

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