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01:39 domenica 14 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
Il primo sciopero di tutti i lavoratori della cultura nella storia d’Italia Si fermano il personale di musei, biblioteche, archivi e teatri, insieme ai lavoratori autonomi dell'editoria, dello spettacolo e della produzione artistica e culturale.
I biglietti dei Mondiali costano così tanto che ce ne sono ancora 180 mila invenduti Persino i bagarini che li hanno comprati con largo anticipo sono in difficoltà e puri di liberarsene sono disposti ad andare in perdita.
Da quasi un anno un’associazione segnalava alla polizia irlandese i gruppi razzisti che stanno mettendo a ferro e fuoco Belfast, ma la polizia non ha fatto niente Il gruppo si chiama Accountability Project Northern Ireland e ha fatto decine di segnalazioni alle forze dell'ordine tra novembre 2025 e giugno 2026.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
Una booktoker ha provato a registrare come marchio lo slogan “hot girls read” e le altre booktoker l’hanno boicottata finché non ci ha rinunciato Allie Mitrovich ha pensato che uno slogan che non è di nessuno poteva benissimo diventare suo. BookTok non ha apprezzato l'idea.
È uscito il primo trailer del sequel di The Social Network e sono tutti straniti dal fatto che non c’è Jesse Eisenberg a interpretare Mark Zuckerberg L'arduo compito è passato a Jeremy Strong, che nel trailer ha stupito (e interdetto) tutti sfoggiando un notevole caschetto rossiccio.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.

Nella crisi abitativa di Berlino c’entra anche un assurdo articolo del codice civile tedesco

22 Gennaio 2025

Come tutte le capitali europee, anche Berlino sta affrontando una crisi abitativa. Quella della capitale tedesca è però particolarmente grave (il costo medio degli affitti è aumentato del 21,2 per cento nel 2023, per il 2024 siamo ancora in attesa delle statistiche), anche perché Berlino è stata a lungo considerata un esempio da seguire per le città europee. Grazie alla Mietpreisbremse, la legislazione federale sugli affitti, la situazione berlinese, da questo punto di vista, era sempre sembrata migliore di quella delle altre capitali. O, almeno, appariva sotto controllo. Come scrive però Tim White in un pezzo sul Guardian, tutto è cambiato quando i proprietari di case hanno capito di poter sfruttare a loro vantaggio un cavillo della Mietpreisbremse, quello riguardante le case arredate messe in affitto per brevi periodi di tempo e per motivi di lavoro.

Funziona così: il Mietpreisbremse prevede che l’affitto di una casa (escluse le spese per le utenze) non possa essere superiore per più del 10 per cento alla media degli affitti della zona in cui la casa si trova. Questo obbligo, però, non è previsto per le case già arredate che vengono messe in affitto per brevi periodi e per motivi di lavoro. Questa “scappatoia” fu introdotta nel codice civile tedesco per facilitare la vita dei lavoratori stranieri che si fermano in città per poco tempo e, appunto, per brevi periodi di tempo e che quindi non hanno motivo di firmare lunghi contratti né di comprare mobili per case in cui, di fatto, non vivono. Come sempre accade, fatta la legge, trovato l’inganno. Oggi, il costo dell’affitto a Berlino è, in media, di 7,67 € per il metro quadro. Per le case già arredate e disponibili per affitti brevi la cifra si alza fino ai 30 €, in alcune zone si arriva anche a 50 €.

Il tutto era sostenibile fino a quando queste case e questi affitti rappresentavano una piccola percentuale del mercato immobiliare berlinese. Ma adesso, invece, ammontano al 50 per cento delle case in affitto nella capitale. In alcuni quartieri, addirittura il 70 per cento. I due terzi degli appartamenti fino a 50 mq vengono messi sul mercato così. Il successo di questa forma di affitto è dovuto anche al fatto che rappresenta un rimedio, per i proprietari di case, alla legislazione che negli ultimi tempi ha messo un limite allo strapotere di Airbnb e di piattaforme simili: questa legislazione, appunto, vale solo per le case messe in affitto ai vacanzieri. Siccome i controlli sono abbastanza laschi è facile, per chi vuole, far risultare una casa affittata per motivi di lavoro e non per farci una vacanza.

Ovviamente, attorno a questa scappatoia legale si è formata un’economia vera e propria, con società di consulenza che aiutano i proprietari a organizzare tutto in modo che, nel raro caso in cui un controllo dovesse arrivare, non risulti nessuna irregolarità. La politica locale e nazionale tedesca, in più occasioni, ha detto di voler risolvere il problema con dei nuovi regolamenti, controlli più severi o una riforma del codice civile. Al momento, la crisi abitativa di Berlino continua.

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