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A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
La colonna sonora più incredibile dell’anno è quella di un documentario sulla scena rave ucraina in cui suonano Fred Again, Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles Si intitola Black Sunflowers, ha debuttato al Toronto International Film Festival l'11 settembre e, anche e soprattutto grazie alla musica, è già uno dei documentari più chiaccherati dell'anno.
Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, basterebbe una patrimoniale del 3 per cento sulla ricchezza dei miliardari per salvare la vita a 30 milioni di persone Un minuscolo contributo dei 3 mila miliardari che vivono nel nostro mondo, che collettivamente possiedono un patrimonio di 17 mila miliardi.
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.

Secondo il New York Times tantissime persone mettono la crema solare nel modo sbagliato

23 Maggio 2023

Ormai da anni abbiamo imparato a rifuggire l’abbronzatura, definitivamente passata di moda («il miglior modo per esporsi al sole», scrivevamo nel 2018, «è non farlo»). Con l’arrivo dei primi caldi, però, puntualmente si ripresentano le scottature, a ricordarci che forse sbagliamo qualcosa nel mondo in cui cerchiamo di difenderci dal sole. Il New York Times lo chiama “il paradosso della protezione solare”: si tende a pensare che utilizzare una crema solare con un numero elevato di Spf dia più protezione, quando in realtà potrebbe soltanto aumentare le possibilità di subire i danni del sole. «L’uso di creme solari con un Spf elevato (50 e oltre) può conferire un falso senso di invincibilità e indurre le persone a rimanere più a lungo al sole senza riapplicare la crema, un’azione fondamentale per proteggere al meglio la pelle dalle radiazioni nocive», afferma la Skin Cancer Foundation. Come hanno rilevato numerosi studi sull’uso della protezione solare, indipendentemente dall’Spf utilizzato, le persone applicano regolarmente meno protezione solare del necessario (lozione, spray o stick), non la applicano prima dell’esposizione (l’ideale sarebbe tra i 20 e i 15 minuti prima) e non la riapplicano abbastanza frequentemente (non solo dopo essere entrati in acqua o aver sudato: bisogna riapplicarla ogni ora).

In generale, il modo migliore per utilizzare la protezione solare, dice il New York Times, è considerarla uno strumento secondario del nostro arsenale per difenderci dal sole, che dovrebbe basarsi su un elemento fondamentale: l’ombra. Stare all’ombra è l’unico modo per essere sicuri che il sole non ci faccia male. Se proprio dobbiamo per forza esporci al sole, prima ancora della crema dobbiamo pensare ad indossare cappelli, foulard e occhiali da sole. Non soltanto la crema dev’essere considerata come una “seconda linea di difesa”, ma la quantità e la frequenza dell’applicazione contano più dell’Spf: una lozione Spf 15 applicata spesso può proteggerci meglio di una lozione Spf 50-plus applicata solo una volta ogni otto ore. Anche la quantità è importante: per coprire adeguatamente il corpo di un adulto in un costume da bagno ci vogliono almeno 2 cucchiai di crema. 

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