Hype ↓
19:29 martedì 24 marzo 2026
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero con il suo vero nome, Claire Boucher L'anno scorso aveva detto su X che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.

Secondo il New York Times tantissime persone mettono la crema solare nel modo sbagliato

23 Maggio 2023

Ormai da anni abbiamo imparato a rifuggire l’abbronzatura, definitivamente passata di moda («il miglior modo per esporsi al sole», scrivevamo nel 2018, «è non farlo»). Con l’arrivo dei primi caldi, però, puntualmente si ripresentano le scottature, a ricordarci che forse sbagliamo qualcosa nel mondo in cui cerchiamo di difenderci dal sole. Il New York Times lo chiama “il paradosso della protezione solare”: si tende a pensare che utilizzare una crema solare con un numero elevato di Spf dia più protezione, quando in realtà potrebbe soltanto aumentare le possibilità di subire i danni del sole. «L’uso di creme solari con un Spf elevato (50 e oltre) può conferire un falso senso di invincibilità e indurre le persone a rimanere più a lungo al sole senza riapplicare la crema, un’azione fondamentale per proteggere al meglio la pelle dalle radiazioni nocive», afferma la Skin Cancer Foundation. Come hanno rilevato numerosi studi sull’uso della protezione solare, indipendentemente dall’Spf utilizzato, le persone applicano regolarmente meno protezione solare del necessario (lozione, spray o stick), non la applicano prima dell’esposizione (l’ideale sarebbe tra i 20 e i 15 minuti prima) e non la riapplicano abbastanza frequentemente (non solo dopo essere entrati in acqua o aver sudato: bisogna riapplicarla ogni ora).

In generale, il modo migliore per utilizzare la protezione solare, dice il New York Times, è considerarla uno strumento secondario del nostro arsenale per difenderci dal sole, che dovrebbe basarsi su un elemento fondamentale: l’ombra. Stare all’ombra è l’unico modo per essere sicuri che il sole non ci faccia male. Se proprio dobbiamo per forza esporci al sole, prima ancora della crema dobbiamo pensare ad indossare cappelli, foulard e occhiali da sole. Non soltanto la crema dev’essere considerata come una “seconda linea di difesa”, ma la quantità e la frequenza dell’applicazione contano più dell’Spf: una lozione Spf 15 applicata spesso può proteggerci meglio di una lozione Spf 50-plus applicata solo una volta ogni otto ore. Anche la quantità è importante: per coprire adeguatamente il corpo di un adulto in un costume da bagno ci vogliono almeno 2 cucchiai di crema. 

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