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10:46 lunedì 23 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Cosa faremo da grandi

La tecnologia ci migliora la vita ma ci "ruba" il lavoro. Che fare? La scuola alle prese con la sfida del futuro: insegnare ad avere buone idee. Ecco di cosa parla il nuovo numero di Studio, dal 13 giugno in edicola e su iPad.

13 Giugno 2014

A un certo punto, durante l’ultima stagione di Mad Men, compare il computer. Enorme, viene posizionato nella stanza che fu dei creativi. Copywriter e art director iniziano a passare gran parte del tempo a bere lunghi caffè fissando attoniti il nuovo macchinario, domandandosi che ne sarà di loro. Uno ci esce pazzo, letteralmente. Le parti della commedia ci sono tutte: il copywriter terrorizzato, l’amministratore cinico convinto che i creativi serviranno sempre di meno, l’entusiasta del futuro, il conservatore scettico. Le scene si svolgono nel 1969.

Sì, quando parliamo di rivoluzione digitale che cambia il mondo del lavoro, semplicemente aggiorniamo l’eterno dilemma di come porsi di fronte al progresso e prendiamo atto della maturazione di un processo iniziato almeno trent’anni fa. Nei primi giorni del 2014 è uscito negli Stati Uniti un libro importante che prova, con dati e ampie riflessioni, a far luce su tutto ciò. Si intitola The Second Machine Age, la seconda era delle macchine, scritto due professori, Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee. Il sottotitolo recita: “lavoro, progresso e prosperità in un’era di brillanti tecnologie”. Il tema è enorme, ma si può brutalmente sintetizzare così: la tecnologia ci migliora la vita ma ci “ruba” il lavoro.

La prima domanda da porsi è ovvia: ma è vero? La seconda, conseguente, è: come usciamo da questa situazione? Brynjolfsson e McAfee nell’introduzione scrivono: «la digitalizzazione porta con sé sfide molto difficili. Ciò non dovrebbe allarmarci: anche i più benefici dei progressi hanno conseguenze spiacevoli che vanno gestite. La rivoluzione industriale fu accompagnata dai cieli inquinati di Londra e da un orribile sfruttamento del lavoro minorile. Quale sarà il loro equivalente moderno? La rapida digitalizzazione sta avendo conseguenze più economiche che ambientali, partendo dal facile assunto che più i computer acquisiranno potere, meno le aziende avranno bisogno di alcune categorie di lavoratori. Il progresso tecnologico più andrà avanti più lascerà indietro alcune persone, probabilmente molte. Non c’è mai stata un’epoca migliore per un lavoratore con abilità speciali o la giusta istruzione, perché saranno loro i soggetti che potranno usare la tecnologia per creare valore. Contemporaneamente, non c’è mai stato periodo peggiore per i lavoratori con capacità “ordinarie”, perché i computer e le tecnologie digitali stanno portando quelle abilità a livelli straordinari».

Forse il punto è proprio in una parola magica di quel paragrafo: istruzione. Forse la sfida vera che abbiamo di fronte parte dai luoghi dove potenzialmente si costruisce il futuro: le scuole. È lì che si formano le società di domani, ed è lì che si può insegnare quella che diventerà un’abilità sempre più centrale: avere buone idee. Che è l’unica cosa che la tecnologia non farà mai meglio di noi. Ma i sistemi scolastici sono all’altezza del cambiamento che hanno di fronte? A che punto si trovano della loro evoluzione? Come dovrebbero cambiare? Quali sono i nuovi modelli globali di education? E le aziende, di conseguenza, come stanno reagendo di fronte a quest’epoca di rottura? E le nuove generazioni? Tante domande, uno scenario incredibilmente in movimento. Storie, modelli, persone, dati, proposte: questo troverete nel nostro lungo speciale “Cosa faremo da grandi”, in edicola e su iPad da venerdì 13 giugno Perché qualcosa faremo, l’abbiamo sempre fatto. Indietro non si torna, questo resta il dato più entusiasmante.

Nell’immagine: sala centrale della biblioteca della Humboldt University a Berlino (foto di Natalie Toczek per Studio)

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