Hype ↓
23:31 lunedì 17 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Siamo davvero noi il problema?

La natura che rifiorisce, le città che respirano, gli animali che si riprendono i loro spazi: come il virus ha rinforzato una nuova (ma in realtà vecchissima) ideologia.

06 Aprile 2020

I canali di Venezia sono tornati trasparenti e si sono anche riempiti di pesci. I parchi di Milano si sono ripopolati di lepri, gli uccelli ci svegliano, i gabbiani hanno preso ancora più possesso delle vie e inseguono le poche persone uscite per fare la spesa. A metà tra Sorrentino e l’Esercito delle 12 scimmie vediamo cinghiali e animali selvatici di ogni tipo scorrazzare per mezza Italia, sui binari dei tram e nei giardini abbandonati e incolti. Da tante parti si leva un grido stupito: la natura si riprende i suoi spazi. E la cosa non crea spavento, come fossimo in Annientamento di Vandermeer, bensì gioia. (E, ovviamente, sono apparsi anche i primi meme coi dinosauri che, finalmente, dopo anni, tornano ad affacciarsi in Salento). 

Le città d’arte sono vuote e, così, come fossero quadri di Modigliani, piacciono di più. Perché era stato il turismo di massa a esacerbarle. Le architetture riprese dai droni ci restituiscono quello che non sapevamo più vedere. E pazienza se di quelle architetture, adesso, non ne gode nessuno. Sono così belle che anche loro vengono trattate come un elemento della natura, anche loro hanno ripreso possesso dei propri spazi. Possiamo guardarle dalle webcam e commuoverci quando uno sparuto passante le sfiora. Sono un paesaggio naturale che ci sopravviverà.

Molti si lamentano che perfino i libri non hanno più valore, sono illeggibili, perché raccontano un’epoca che ci sembra lontana. In classifica tornano La peste e Cecità e, per chi li compra, quelli sono ormai attualità, instant book. Abbiamo criticato, per anni, l’incapacità del potere, che fossero politici o grandi imprenditori, di pensare il futuro, ma poi il futuro non lo sanno pensare neanche i lettori che prima si lamentavano.

Scrive Anna Oliverio Ferraris in Psicologia della paura: «Non è facile, per noi che viviamo in un’epoca in cui la novità è promozionale e molti prodotti e beni di consumo si vendono facendo appello al nuovo e all’avventura, ammettere che possano esserci stati interi secoli in cui le novità producevano non soltanto sospetto e inquietudine, ma anche panico e reazioni aggressive». Ci sembrava che solo gli incolti e i provinciali reagissero ancora così, e invece eccoci qui. Mentre al secondo posto delle classifiche di vendita c’è Profezie. Che cosa ci riserva il futuro di Sylvia Browne, un libro del 2004 in cui, secondo gli esegeti, la sensitiva (morta nel 2013) prevedeva l’epidemia di Coronavirus. La risposta alla paura è, allora, ancora quella atavica, gli oroscopi, le visioni, il millenarismo.

Ma, accanto a quello storico, si fa sempre più strada anche un millenarismo che potremmo definire scientifico. Perché che il mondo scomparirà, la nostra civiltà svanirà, e la terra trionferà libera dal giogo della razza umana, una volta lo ricordavano solo i predicatori più appassionati, adesso è una costante del discorso umanista. Perfino Spillover di David Quammen è stato trasformato da meraviglioso libro scientifico a manuale di morale. Il virus ha fatto anche cose buone, sembrano dire in tanti a mezza bocca. Ci fa ripensare alle nostre priorità, ci renderà migliori di prima, ha pulito l’aria, ha fatto respirare la terra. E, pazienza, se quelli che prima non facevano respirare la terra, guarda caso, erano sempre gli altri. Quelli che inquinavano, viaggiavano troppo, prendevano troppi aerei, consumavano troppa plastica, vivevano al di sopra delle proprie possibilità, erano gli altri. In un’epoca in cui la parola “moralismo” sembra far orrore a tutti, abbiamo dato mandato al virus di moralizzare gli altri. Quello che non avevamo il coraggio di dirvi prima, vedete, adesso ve lo dice il virus. Così che non possano, una volta ammesso il peccato neanche domandarci, se invece, noi, prima, eravamo diversi.

E assieme all’incapacità del futuro, abbiamo consegnato al virus anche la possibilità di imporci una versione perfino più estrema della retrotopia degli ultimi anni. Se già la nostalgia falcidiava il nostro immaginario e i nostri pensieri, adesso ci troviamo ad avere nostalgia di tutto, delle code al casello, dei luoghi affollati, perfino delle canzoni tremende dell’estate del 2019. Perfino quell’intro agghiacciante reggaeton dell’estate scorsa ci sembra che, in fondo, quasi quasi, come si stava bene. Adesso me la godrei diversamente. Non era affatto questo che intendeva Vonnegut con «Quando siete felici fateci caso», una frase che direttamente o indirettamente tutti abbiamo sentito dire continuamente in quest’ultimo mese. Ma facciamo finta che lo sia. Mentre io, invece, credo intendesse: guardate che anche oggi che siete costretti a stare in casa, e fate i paragoni con la guerra, o con la peste del ‘600, beh, non è proprio così, fateci caso.

E fate pure caso che tutto questo discorso dell’uomo distruttore da punire per le sue colpe morali, dell’uomo come vero virus lo diceva uguale uguale in Matrix l’agente Smith. Quando c’è il confronto tra Morpheus e i computer, l’agente Smith spiega al leader degli umani incatenato quella che è la visione dell’intelligenza artificiale: «Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie […] Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga». Speriamo finisca come sui social e anche qui vinca Keanu Reeves.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.