Hype ↓
14:31 martedì 10 febbraio 2026
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta la moglie di Ye ha parlato di sé in occasione della sua prima mostra a Seoul (anche se, ovviamente, lui si è mezzo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.
Per i brand di moda, farsi pubblicità durante il Super Bowl non è mai stato così importante Spot che sembrano corti cinematografici, collaborazioni e persino sfilate: il pubblico del Super Bowl sta cambiando – anche grazie a Taylor Swift – e la moda prende nota.
Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimi e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.
L’uscita dell’album di Lana Del Rey è stata rimandata di tre mesi e mezzo per colpa della versione in vinile Il nuovo singolo, invece, creato insieme a Jack Antonoff e scritto insieme alla sorella, il cognato e il marito Jeremy Dufrene, uscirà il 17 febbraio.

Corita Kent, la suora della Pop Art

Storia della religiosa diventata artista, a cui la galleria kaufmann repetto di Milano ha dedicato una retrospettiva.

04 Aprile 2021

Quando, all’età di 18 anni, Frances Elizabeth Kent entrò nell’ordine religioso del Cuore Immacolato di Maria, nessuno, eccetto l’amica del tempo, sembrò sorpreso. Era il 1936 e i Kent, che da diversi anni vivevano a Los Angeles, erano una tipica famiglia cattolica. Sister Mary Corita, come da quel momento si farà chiamare, era la penultima di sei figli di cui due indossavano già la tonaca. Lei dirà di aver sempre voluto essere una suora. Non 
si sorpresero neppure quando,
 32 anni dopo, nel 1968, Corita
 abbandonò la vita monacale
 e si stabilì a Boston. L’opposizione dell’arcidiocesi di Los 
Angeles all’impulso progressista del Concilio Vaticano II era 
ostinata e, come lei, altre suore 
lasciarono l’ordine. Quello che 
nessuno si aspettava era che 
Corita potesse diventare un’artista di successo, capace con le sue opere – brillanti, audaci, coloratissime – di veicolare messaggi di amore, speranza e giustizia in un mondo che stava cambiando.

Al pari di quella religiosa, la vocazione artistica di Corita Kent si manifesta assai precocemente. Incoraggiata dalla famiglia, frequenta l’Otis Art Institute di Los Angeles e qualche mese più tardi entra all’Immaculate Heart College, di cui, dopo la laurea e un master in storia dell’arte, assume la direzione del dipartimento artistico. Tra i suoi maestri ci sono Alois Schardt e soprattutto Charles Eames, il geniale architetto e designer che fa spesso visita al College e grazie al quale Corita matura l’interesse per il progetto e una crescente insoddisfazione per l’arte figurativa. Dalla vedova del muralista messicano Alfredo Ramos Martínez apprende invece i fondamenti della serigrafia. I primi lavori, realizzati a partire dagli anni ’50, risentono dell’influenza dell’Espressionismo astratto e combinano temi biblici ed elementi moderni, come le sedie di Eames su cui siedono gli invitati alle nozze in “at cana of galilee” del 1952.

Corita Kent, “with love to the everyday miracle”, 1967 screenprint

Corita Kent, “the day – shell writing #1”, 1976 screenprint

La svolta decisiva arriva però dieci anni dopo, quando alla Ferus Gallery di Los Angeles vengono esposte le Campbell’s Soup Cans di Andy Warhol. È la prima mostra della Pop Art sulla West Coast e Corita ne rimane folgorata: «Tornando a casa vedevo tutto come Andy Warhol», racconterà in seguito. Ha scoperto che può trovare ispirazione nelle corsie di un supermercato, trasformando ad esempio il packaging a cerchi del pane in cassetta Wonder o un pomodoro Del Monte nel “più succoso di tutti i pomodori”: Maria. Crea una sorta di Factory all’interno del convento e arruola i suoi studenti e le sue
consorelle in una battaglia contro la fame nel mondo,
la guerra in Vietnam, le disuguaglianze sociali, le discriminazioni razziali. Si appropria del linguaggio del
consumismo, ma prende spunto anche da e.e. cummings, Kierkegaard, Gertrude Stein, citando senza
distinzioni i Beatles e la Bibbia. «Gli artisti hanno
sempre lavorato con quello che li circonda. Nel XVIII
 secolo erano signore, signori e divanetti in giardino;
oggi potrebbero essere barattoli di zuppa Campbell e
segnali stradali. Non c’è una reale differenza», spiega.

Intorno alla metà degli anni ’60 Corita è una celebrità, con mostre a Los Angeles, New York e in Connecticut. Ha contatti con John Cage, Buckminster Fuller, Hitchcock, Henry Miller, che invita regolarmente alle sue lezioni, mentre lei stessa tiene conferenze sui suoi metodi d’insegnamento innovativi. Nel 1967 Harper’s Bazaar la annovera tra le cento donne americane di successo; qualche mese dopo è sulla copertina di Newsweek, che titola «The Nun: Going Modern». «È una suora e un’artista, è così moderna», scrivono, stentando quasi a credere che le tre cose possano coesistere in una sola persona. L’arcidiocesi di Los Angeles intanto è preoccupata: le attività del College sono troppo liberali e l’arte di Corita blasfema. Lo scontro si inasprisce e l’anno successivo Corita lascia l’ordine. Si trasferisce a Boston, dove realizza progetti su commissione e lavora per le numerose gallerie che la rappresentano.

Corita Kent, “come off it”, 1966 screenprint

Corita Kent, “my country”, 1981 screenprint

La sua arte si fa più introspettiva, più politica, con serigrafie che riflettono sulle uccisioni di Robert Kennedy e Martin Luther King, sulle tensioni razziali e l’escalation della guerra in Vietnam. Muore nel 1986, malata di cancro, ma celebrata in tutto il Paese come la suora della Pop Art. Oggi la carica dirompente dei messaggi di Corita ha conquistato Chloé, che ne ha fatto una dichiarazione di vitalità e armonia, inserendo alcune sue stampe nella collezione Primavera Estate 2021 firmata da Natacha Ramsay–Levi. A Milano invece si svolge la prima retrospettiva italiana: dal 4 marzo al 17 aprile la galleria kaufmann repetto ospita 35 opere che ne ripercorrono la carriera, mostrandone gli sviluppi e le svolte inattese.

Articoli Suggeriti
Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose

Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimi e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.

L’uscita dell’album di Lana Del Rey è stata rimandata di tre mesi e mezzo per colpa della versione in vinile

Il nuovo singolo, invece, creato insieme a Jack Antonoff e scritto insieme alla sorella, il cognato e il marito Jeremy Dufrene, uscirà il 17 febbraio.

Leggi anche ↓
Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose

Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimi e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.

L’uscita dell’album di Lana Del Rey è stata rimandata di tre mesi e mezzo per colpa della versione in vinile

Il nuovo singolo, invece, creato insieme a Jack Antonoff e scritto insieme alla sorella, il cognato e il marito Jeremy Dufrene, uscirà il 17 febbraio.

I Geese faranno finalmente un concerto in Italia, quest’estate a Milano

Un sibillino Reel Instagram ha annunciato l'ingresso della band nella line-up di Unaltrofestival: l'appuntamento è per il 19 agosto al Magnolia.

Infinite Jest, 30 anni di gratitudine

Il romanzo di David Foster Wallace non ha avuto ricadute solo sui critici e i lettori. Se ne trovano tracce in ogni ambito della cultura e, anche a 30 anni dall'uscita, è difficile distinguere tra ammirazione e ossessione.

Le parti rosse di Maggie Nelson non è né un memoir né un true crime, ma un’accusa alla spettacolarizzazione della violenza sulle donne

Il nuovo libro dell'autrice di Bluets racconta un omicidio, un processo e un trauma familiare. Ma, soprattutto, è un'accusa contro una cultura che trasforma in spettacolo persino la morte di una donna.

It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley, arriverà finalmente anche in Italia, a marzo

Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.