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08:32 venerdì 27 marzo 2026
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.
L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".
La fotografia della serie di Harry Potter è così strana che i fan si sono convinti che sia stata girata usando l’AI La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.
È appena stato annunciato un nuovo film del Signore degli anelli ed è già il più strano di tutta la saga Si intitola The Lord of the Rings: Shadow of the Past, sarà prodotto da Peter Jackson, avrà come protagonisti Sam, Merry e Pipino e soprattutto lo scriverà Stephen Colbert.
Nemmeno un accordo da un miliardo di dollari con Disney è bastato a evitare la chiusura di Sora da parte di OpenAI La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
Su internet sempre più maschi si rivolgono ai face rater, cioè tizi pagati per recensire le facce degli altri e decidere se sono belli o brutti Ci sono interi subreddit dedicati e server Discord appositi: basta pubblicare una foto della propria faccia e chiedere che venga recensita.

Il piano della Corea del Sud per eliminare i contatti tra umani

10 Dicembre 2021

La pandemia ha ovviamente cambiato il nostro rapporto con il prossimo, con lo spazio personale e con il contatto fisico. In alcuni Paesi, in particolare quelli economicamente più avanzati del continente asiatico, il Covid-19 ha accelerato alcune trasformazioni sociali ed economiche già in corso dall’inizio degli anni 2000. Adesso queste trasformazioni stanno assumendo i tratti ufficiali dei programmi governativi, delle riforme politiche, come racconta il Guardian. In Corea del Sud, per esempio, il governo ha deciso di lanciare “Untact”, una serie di iniziative il cui obiettivo è trovare il modo di mettere assieme la sempre presente necessità di crescita economica e il nuovo bisogno di limitare i contatti tra persone al fine di contenere il contagio ed evitare una nuova ondata della pandemia. Se due anni fa molte di queste cose sembravano abitudini nuove ma momentanee, destinate a finire al finire della pandemia, adesso in Corea del Sud stanno adottando un approccio che si potrebbe definire “pragmatico”: le cose resteranno come sono ancora per un pezzo, quindi meglio abituarsi, adattarsi, trarne il buono che ne si può trarre. Da qui nasce questo progetto che, al momento, tocca pezzi della società complessi e diversi: la sanità, l’impresa, l’intrattenimento.

Ovviamente non sono mancate le polemiche in seguito all’annuncio del governo di questa novità. Se da un lato l’obiettivo è quello di aumentare la produttività nei luoghi di lavoro e diminuire gli intoppi burocratici che complicano la vita dei cittadini (ora come non mai, vista la necessità di distanziamento sociale e la diffusione dello smart working), dall’altro il rischio è quello di mettere in dubbio uno dei fondamenti stessi della società: la solidarietà, un valore che messo in disparte rischia di costringere gli individui all’isolamento. Il cambiamento in corso è particolarmente evidente in una città “futuristica” come Seoul (che non per niente sarà la prima città a costruire un metaverso tutto suo): in questi due anni si sono moltiplicati esercizi commerciali e settori produttivi gestiti in parte o in tutto da robot, dalle caffetterie ai fast food passando per i negozi di elettronica e le catene di montaggio. Ormai anche i concerti delle band K-Pop si tengono a distanza, con i fan invitati a partecipare agli eventi dentro stadi virtuali, presenziando via avatar. Una tendenza che, come detto, sta diventando abitudine: secondo il Ministero per le Piccole Imprese e le Startup, 12 delle 15 grandissime aziende sudcoreane usano ormai stabilmente strumenti che permettono incontri e riunioni a distanza. Ma anche tra la popolazione il distanziamento sembra si stia velocemente affermando come la norma sociale: secondo un sondaggio del Seoul Institute, l’80% degli abitanti della capitale che si sono abituati al “contatto a distanza” vogliono continuare a vivere così anche quando la pandemia sarà passata. Il governo sta decidendo di conseguenza, con l’istituzione di un fondo da 7.5 miliardi di dollari per finanziare oltre 1200 “untact startups” entro il 2025.

Secondo il sociologo Choi Jong-ryul, questo movimento dell’opinione si spiega con alcuni storici problemi della società sudcoreana, diffusi particolarmente nell’economia dei servizi: l’attenzione ossessiva per il customer service, la pervicacia di vecchie strutture gerarchiche e una tendenza all’abuso da parte di chi detiene il potere sul luogo di lavoro (i sudcoreani hanno anche una parola per definire quest’ultimo problema in particolare, “gapjil”). Ma la preoccupazione per il rischio che il distanziamento diventi isolamento rimane, soprattutto in un Paese in cui aumentano sempre di più le diagnosi di depressione dovute alla solitudine e in cui ci sono sempre più anziani che finiscono abbandonati. Anche in questo caso, la soluzione sudcoreana è tecnologica: l’ultimo esempio è il servizio di assistenza agli anziani di SK Telecom, AI Care, un’intelligenza artificiale che si occupa di tenere compagnia agli anziani soli. Ma anche il presidente dell’azienda ha dovuto ammettere che «queste macchine non possono sostituire gli esseri umani. Funzionano solo se troviamo il modo di farle convivere con noi, di inserirle nella nostra vita».

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