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04:22 giovedì 9 aprile 2026
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

Corbyn ha di nuovo un problema con Israele (e Hamas lo twitta)

23 Ottobre 2017

Jeremy Corbyn ha rifiutato l’invito da parte del Jewish Leadership Council, la più grande associazione di comunità ebraiche britanniche, a partecipare ai festeggiamenti per il centenario della dichiarazione Balfour, che si terranno il mese prossimo a Londra. La cosa ha reso felice Hamas, il gruppo estremista palestinese, che infatti ha twittato: «Corbyn ha detto no alla cena che celebra il centenario di Balfour nel Regno Unito. Il Regno Unito dovrebbe chiedere scusa e risarcire i palestinesi». La vicenda ha risollevato una polemica che già da anni riguarda Corbyn, che è accusato di boicottare sistematicamente eventi legati a Israele, anche all’interno del Labour, e di tollerare l’antisemitismo di alcune frange del suo partito.

Il mese scorso Corbyn aveva rifiutato di partecipare a un evento dei Labour Friends of Israel, un’associazione filo-israeliana interna al partito. Sotto la sua leadership, inoltre, il Labour è stato accusato a più riprese di essere eccessivamente tollerante nei confronti di esponenti del partito che hanno dimostrato opinioni esplicitamente antisemite. Per esempio c’è stato il caso di una consigliera comunale che aveva twittato che Hitler era «la migliore persona della storia» e di un ex sindaco che aveva definito l’Olocausto «l’uccisione di sei milioni di sionisti»: in casi come questi, le sanzioni erano arrivate ma soltanto dopo le proteste della stampa. Quando le accuse rivolte al Labour di avere creato un clima ostile agli ebrei sono montate, Corbyn ha lanciato un’indagine interna. Però, come ha scritto Howard Jacobson sul New York Times, quell’indagine non ha portato ad alcuna misura concreta.

Con il termine “dichiarazione Balfour” generalmente s’intende una lettera inviata il 2 novembre 1917 da Lord Arthur Balfour, allora capo della diplomazia britannica, a Lord Walter Rothschild, uno dei massimi esponenti della comunità israelitica del Regno Unito, nonché un sostenitore dell’emigrazione ebraica in Palestina, che era già iniziata a parte del 1870. Nella lettera in questione, Balfour informava Rothschild che esisteva una «simpatia» da parte del governo britannico nei confronti delle aspirazioni del nascente movimento sionista di creare «un focolare nazionale» (national home) per il popolo ebraico. Dunque la dichiarazione Balfour fu determinante nel consentire l’immigrazione ebraica in Palestina tra il 1920, cioè quando iniziò il mandato britannico nella regione, e il 1939, quando gli inglesi cambiarono idea e passarono il cosiddetto “Libro Bianco” che invece vietava l’accoglienza di profughi ebrei in fuga dal nazismo. Ha un valore più che altro simbolico, perché nei fatti il grosso dell’immigrazione ebraica avvenne dopo, nonostante gli inglesi e non grazie agli inglesi. Però a cento anni di distanza la dichiarazione Balfour è celebrata come una ricorrenza positiva dagli israeliani e negativa dai palestinesi.

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