Polemiche ↓
13:14 venerdì 10 aprile 2026
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.

Serve il consenso di un neonato per cambiargli il pannolino?

14 Maggio 2018

Un’esperta di sessuologia australiana ha acceso un dibattito riguardo l’autonomia dei neonati: durante un intervento ad ABC News, Deanne Carson, fondatrice di Body Safety Australia, ha suggerito che i genitori dovrebbero chiedere il permesso ai propri bambini prima di cambiar loro il pannolino. Come riportato da Essential Baby, l’esperta ha spiegato che il semplice avvertimento prima delle cure igieniche, seguito dall’attesa di un qualche riscontro verbale, contribuirebbe allo sviluppo di una cultura del consenso fin dalla più tenera età. «Ovviamente il bambino non risponderà mai “sì mamma, è fantastico, mi piacerebbe che tu mi cambiassi il pannolino”», ha spiegato Carson. «Ma se si lascia uno spazio e un’attesa per il linguaggio del corpo e per un contatto visivo, si fa capire al bambino che la sua risposta conta».

Il parere dell’esperta ha sollevato un’ondata di commenti su Twitter, dove molti utenti si sono sentiti quasi presi in giro per l’eccessiva premura sul tema del consenso. «Insegnare ai bambini il consenso è importante al 100 per cento», ha scritto un utente, «Ma un bambino si affida al genitore perché si prenda cura di lui, e ciò include l’igiene personale!». Alcune donne si sono stupite del trattamento quasi distaccato di un figlio, mentre altri hanno fatto notare che già il pianto di un bambino dovuto al disagio del pannolino pieno dovrebbe già essere considerato una forma di consenso (anzi, di urgenza!) nella cura igienica.

Non sono mancate, però, le supporter dell’argomentazione di Carson. C’è chi ha approvato l’esercizio del consenso fin dal primo giorno della nascita, ringraziando per aver fatto luce su un aspetto mai indagato della crescita. La stessa Carson, in un post su Facebook, si è detta dispiaciuta per chi ha ridicolizzato il concetto – prendendola per matta – e ha ribadito le conseguenze di una cattiva educazione del corpo. «Una ragazza su tre, un ragazzo su sette saranno sessualmente aggrediti prima dei 18 anni», ha avvertito. A detta dell’esperta, una lenta educazione dal principio – che alcuni hanno immaginato eccessivamente formale – può prevenire una relazione superficiale con il proprio corpo, e portare gradualmente il tema della sessualità in famiglia.

Immagine Getty
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