Hype ↓
14:32 mercoledì 4 febbraio 2026
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.

Bernardo Bertolucci e la storia di un film mancato

Il regista ci ha parlato del sogno di mettere in scena La condizione umana, il classico di Malraux che dal 7 novembre esce con Bompiani in una nuova traduzione.

06 Novembre 2018

Era la primavera del 1966, Il dottor Živago di David Lean aveva appena vinto cinque Oscar e fatto registrare incassi pari a dieci volte i costi, e Carlo Ponti, che aveva prodotto il kolossal insieme alla Metro-Goldwyn-Mayer, stava cercando un’altra grande storia d’amore che gli permettesse di battere quel ferro ancora caldo e di mettere di nuovo in scena «a love caught in the fire of revolution», come strillava la locandina del film sopra i volti di Omar Sharif e Julie Christie. Qualcuno gli suggerì La condizione umana (che il 7 novembre esce con Bompiani nella nuova traduzione di Stefania Ricciardi), e lui pensò subito che il capolavoro di André Malraux ambientato nei giorni della rivolta di Shanghai del 1927 era praticamente perfetto – bastava sviluppare meglio l’intreccio amoroso e sostituire, sullo sfondo, la Rivoluzione russa con quella cinese.

Decise di proporre il progetto a un giovane regista italiano che all’epoca aveva firmato solo due piccole opere indipendenti. «Non capii mai perché avesse chiamato me» raccontò in seguito Bernardo Bertolucci, «che facevo solo film d’autore agli antipodi del cinema commerciale che produceva Ponti. Comunque sia, lessi il libro, e ne fui entusiasta. A quel punto lui mi disse che nel ruolo di May, “naturalmente”, ci sarebbe stata “Sophia”. Io lo guardai sconcertato. Provai a spiegargli che la Loren non era adatta a quel ruolo, che May era una comunista tedesca, una donna algida, dura, volitiva, ma lui era irremovibile. Ebbi un brivido, e pensai: “ecco come muore un sogno”».

Passarono gli anni, ma Bertolucci non accantonò mai il progetto di portare sullo schermo La condizione umana. «A metà degli anni Settanta avrei voluto girare quel film prima di Novecento, ma doveva essere un kolossal e non trovavo un produttore all’altezza.» Bertolucci fece Novecento, poi Ultimo tango a ParigiLa luna e infine, nel 1981, La tragedia di un uomo ridicolo. A quel punto decise di misurarsi con qualcosa di profondamente diverso. «Un giorno venne a trovarmi un giovane produttore di nome Franco Giovalè che era appena tornato dalla Cina, e mi diede un libro, Sono stato imperatore: appena cominciai a leggerlo, mi ricordai di aver sentito raccontare anni prima che le Guardie rosse di Mao avevano processato l’imperatore della Cina, ma, invece di ucciderlo, lo avevano messo a fare il giardinere nell’orto botanico di Pechino. Era una storia affascinante, e così nel 1984 partii per la Cina con due progetti: uno era l’autobiografia dell’imperatore Pu Yi, l’altro era La condizione umana».

Bertolucci trovò una Cina profondamente trasformata dall’avvento di Den Xiaoping, che aveva avviato un ambizioso piano di apertura all’Occidente. Il nuovo corso politico aveva portato, tra l’altro, alla creazione della China Film Co-Production Corporation, pensata per realizzare grandi co-produzioni con case cinematografiche americane ed europee, e fu proprio alla CFCC che si rivolsero Bertolucci e Jeremy Thomas, il suo produttore«Conoscevano bene l’autobiografia dell’ultimo imperatore, ma il romanzo di Malraux non era mai stato tradotto e nessuno ne aveva sentito parlare. Non mi persi d’animo: diedi una copia del romanzo in italiano al nostro interprete, che non sapeva il francese, e gli chiesi di tradurlo in cinese, così che potessero leggerlo e valutarlo anche loro».

Liv Tyler con Bernardo Bertolucci alla prima di Io ballo da sola (titolo originale: Stealing Beauty), il 19 giugno 1996 a Hollywood (Vince Buccia/Afp/Getty Images)

In quello stesso periodo, intanto, Bertolucci visitò Shanghai, dove avrebbe dovuto girare La condizione umana. «Era ancora la città aperta, cosmopolita, che aveva visto Malraux – ma l’aveva vista per un attimo, per due o tre giorni al massimo. E poi l’aveva reinventata nel romanzo, come tutto il resto: le sue descrizioni degli uomini e dei luoghi sono sempre affascinanti, ma è un fascino orientaleggiante, non orientale. Alcuni anni prima Malraux aveva scritto un altro libro che si intitolava La tentazione dell’Occidente, un breve dialogo epistolare tra un giovane francese e un giovane cinese, in cui l’Occidente era la tentazione dell’Oriente e viceversa: ecco, nei suoi libri l’Oriente non è una terra, è una tentazione. Resta il fatto che quei due o tre giorni erano stati sufficienti a Malraux per cogliere l’incanto dei cion, dei quartieri stranieri di Shanghai… quello inglese, quello italiano e soprattutto quello francese, il più grande di tutti. Ricordo che c’era un bellissimo hotel e a pochi passi il French Club, con una magnifica sala da ballo tutta in legno: sono sicuro che quando Malraux andò nel quartiere francese andò anche in quel locale, che era molto noto, e ne fece poi il Black Cat dove passa le sue notti il barone Clappique della Condizione umana. Mi sarebbe piaciuto molto girare qualche scena lì dentro. La nostra guida ci raccontò che era il ritrovo notturno delle Guardie rosse, e che Jiang Qing, la giovane attrice che era diventata la quarta moglie di Mao, ballava lì ogni sera con i suoi amici e le guardie – e le allusioni della guida, devo dire, non lasciavano dubbi sulla moralità di “Madame Mao”».

I sopralluoghi a Shanghai, però, furono inutili. «Cercai di capire perché al CFCC non volevano produrre La condizione umana, ma mi diedero una risposta molto vaga, molto cinese: la rivolta di Shanghai del 1927, e tutti quegli anni, non sono ancora scritti con chiarezza nei nostri libri di storia, ed è meglio non parlarne. Devo dire che non ho mai capito questo imbarazzo. Ho sempre pensato che il libro di Malraux sia stato uno strumento importante per far conoscere in tutto il mondo il comunismo cinese: racconta la rivoluzione come una storia d’amore, molto romantica, che si conclude con il sacrificio supremo. Comunque sia, preferirono fare l’Ultimo imperatore

La lavorazione del kolossal durò quasi quattro anni, e nel dicembre del 1987 si tenne a Parigi la prima mondiale. «Ricevetti una straordinaria accoglienza da tutto il pubblico, e quando tornai in albergo trovai un biglietto. Erano gli eredi di Malraux: sapevano che anni prima avevo pensato di adattare la Condizione umana, avevano appena visto L’ultimo imperatore e dicevano che sarebbero stati felici di dare a me i diritti del romanzo. Anche al CCFC, dopo L’ultimo imperatore, erano pronti a ridiscutere del mio vecchio progetto sulla Condizione umana. Ma dopo tutti quegli anni non ne potevo più della Cina, e volevo solo tornare a casa.» Se avesse fatto quel film, Bertolucci avrebbe raccontato di nuovo, dopo Il Conformista, la storia di un attentato politico. «È vero, ma non era quella parte che mi attirava: era il romanzo nel suo insieme… era la tentazione di Malraux».

Articoli Suggeriti
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah

Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.

Per Paolo Sorrentino, tutto questo parlare di cinema non è salutare

Una mattina con il regista napoletano, protagonista della nostra nuova digital cover, a parlare di Presidenti, dedizione al lavoro, fragilità maschile e un film, futuro, su Milano.

Leggi anche ↓
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah

Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.

Per Paolo Sorrentino, tutto questo parlare di cinema non è salutare

Una mattina con il regista napoletano, protagonista della nostra nuova digital cover, a parlare di Presidenti, dedizione al lavoro, fragilità maschile e un film, futuro, su Milano.

Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI

Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.

Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe

Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.

Industry è la serie per cui vale assolutamente la pena fare un abbonamento in più, anche se vi farà perdere fiducia nel genere umano

Disponibile su Hbo Max, la serie è una storia di soldi e potere, di finance bros e onlyfanser, di persone disposte a monetizzare tutto, comprese se stesse. Ne abbiamo parlato con i creatori dello show, Mickey Down e Konrad Kay.

Per chi non ha ancora superato la morte di David Lynch, rivedere Twin Peaks al cinema è l’unica consolazione

L'1 febbraio il cinema Beltrade di Milano ha organizzato una "maratona" notturna della prima stagione della serie. A rivederla oggi, a 35 dal debutto e a uno dalla morte di Lynch, colpisce la capacità di questa opera di superare lo spazio, il tempo e persino il suo autore.