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A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro
L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Nel 1982 Conan il Barbaro rese il suo protagonista Arnold Schwarzenegger una star del cinema internazionale: fino ad allora l’attore austriaco naturalizzato statunitense era noto come campione di bodybuilding. Fu proprio vedendolo nel documentario sportivo Pumping Iron che i produttori di Conan decisero che era perfetto per interpretare il personaggio inventato dallo scrittore Robert Ervin Howard nel 1932. Quarant’anni e numerosi tentativi dopo di riportare il personaggio su grande schermo, il re distruttore sembra pronto a tornare in sala, interpretato dallo stesso attore, ormai alla soglia degli ottant’anni.
A darne notizia è stato lo stesso ex governatore della California durante la manifestazione sportiva Arnold Sports Festival in Ohio. The Hollywood Reporter ha rilanciato le parole dell’attore, che lasciano intendere molto più della solita operazione nostalgia. L’intenzione infatti è proprio quella di esplorare il crepuscolo del regno di Conan, ormai invecchiato e logorato dal potere, con un film di grandi ambizioni sia dal punto di vista pro in termini di produzione che di talenti coinvolti. A lavorare, ormai da anni, al progetto è Christopher McQuarrie, apprezzatissimo regista d’azione, autore degli ultimi quattro capitoli della saga di Mission:Impossible con Tom Cruise, fatto che lo rende forse l’uomo più qualificato di tutta Hollywood a lavorare con action hero che lottano contro i cattivi ma soprattutto contro la terza età. L’idea per King Conan, scritto e diretto da McQuarrie, appunto, ha appena ottenuto l’approvazione di 20th Century Studios, costola di Disney. Schwarzenegger ha già avuto modo di leggere la sceneggiatura, molto influenzata dalla sua idea di un personaggio invecchiato ma non sconfitto.
Nel film re Conan verrà costretto ad abbandonare il potere e tornare a combattere. L’attore ha paragonato l’idea a un western crepuscolare ispirato da Gli spietati, incentrato su un eroe invecchiato che viene trascinato di nuovo nel conflitto: «È una grande storia in cui Conan è diventato compiacente, ma poi viene cacciato dal suo regno. Ovviamente scoppia la guerra e in qualche modo il re torna, e da lì partono ogni tipo di follia, violenza, magia e creature fantastiche». Secondo McQuarrie, il progetto è rimasto fermo soprattutto per questioni legate ai diritti del personaggio e ai cambi di proprietà degli stessi dovuti alla fusione tra Fox e Disney. Ora però il ritorno di Conan sembra vicino e potrà beneficiare di tutta la tecnologia del cinema contemporaneo: «Ora abbiamo tutti gli effetti speciali e il sistema degli studios ha abbastanza soldi per rendere questi film davvero enormi» ha sottolineato l’attore.
Lo scrittore ha recentemente ribadito che «non è dell'umore giusto» per scrivere il finale, gettando nello sconforto chi da anni lo attende. Ma il tormentato rapporto con la sua opera più famosa dice molto su cosa significhi oggi essere uno scrittore di successo.
Il film racconta con un misto di cinismo e rassegnazione la realtà di chi oggi prova a intraprendere una qualsiasi carriera artistica, tra illusioni di radicalità, privilegi, soldi e tempo che non bastano mai. Ne abbiamo parlato con la regista.