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Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

Come il New York Times sceglie i suoi candidati ai Pulitzer

19 Aprile 2016

Il New York Times ha vinto due premi Pulitzer, i prestigiosi riconoscimenti giornalistici americani annunciati nella giornata di ieri e giunti alla loro centesima edizione. Nella storia recente il quotidiano è stato protagonista assoluto dei Premi, vincendone 37 solo negli ultimi 15 anni (e 74 in totale). Un editoriale odierno spiega come la testata organizza le sue proposte per la kermesse, che mette a disposizione 3 indicazioni per ognuna delle sue 14 categorie ogni anno. L’autore, Glenn Kramon, ogni autunno si mette a un tavolo col direttore Dean Baquet per discutere i migliori angoli da cui presentare la selezione annuale.

Come fa la principale testata mondiale a selezionare i lavori da candidare? «Prima di tutto ci chiediamo: quale impatto ha avuto questo lavoro?», si dichiara nell’articolo, facendo riferimento ai due vincitori di ieri: la fotografia di Daniel Etter che ritrae un rifugiato iracheno in lacrime con la figlia in braccio e la storia di Alissa Rubin sulla donna afghana uccisa e arsa. Entrambi i reportage hanno avuto una vasta eco, e sono serviti a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica americana su questioni fino a quel momento rimaste più o meno ai margini del dibattito nazionale.

In secondo luogo, il Times cerca «storie interessanti sui nostri giornalisti per le lettere di candidatura che accompagnano ogni contributo». Anche in questo caso tornano utili i vincitori di ieri: alla foto di Etter è seguita un’intervista al padre ritratto, che ha spiegato di essersi messo a piangere perché pensava ai rischi a cui aveva esposto la sua famiglia, aggiungendo poi: «Dovreste chiedere a Daniel, perché era lì anche lui e anche lui stava piangendo». Infine, il terzo criterio dirimente secondo il New York Times è la miscela di reporting tradizionale e «lavoro online innovativo»: nel caso del reportage dall’Afghanistan, i corrispondenti Adam B. Ellick e John Woo hanno unito le forze con un assistente a Kabul per processare video girati con smartphone delle violenze subite dalla donna e creare un contenuto “user-generated” di impatto.

Foto Mario Tama/Getty Images
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