Hype ↓
07:35 venerdì 2 ottobre 2026
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.
Qualcuno ha modificato le pagine di diversi film su IMDb in modo che risultassero distribuiti nei Territori Palestinesi Occupati invece che in Israele I distributori dicono di non saperne niente, IMDb dice di non saperne niente. Nel frattempo, però, le modifiche sono state tutte già cancellate.
La crisi climatica è talmente grave che siamo in autunno e sul Cervino non c’è ancora nessuna traccia di neve Con l'Europa sotto una cupola di calore le Alpi perdono ghiaccio e pezzi di roccia, e sul Monte Bianco quest'anno si attendono quattrocentocinquanta cadute di massi.
Dei coloni israeliani hanno bloccato l’esercito israeliano mentre stava facendo rientrare in casa una famiglia palestinese eseguendo l’ordine di un tribunale israeliano Nella stessa notte i coloni hanno bruciato anche altre case palestinesi e ferito tre agenti della polizia di frontiera israeliana.
C’è una sacrosanta polemica attorno allo sgombero di una via di Milano usata come rifugio dai senza tetto per far posto a una sfilata della Fashion Week The Attico ha chiuso e rimbiancato il tunnel di via Sammartini per la sua sfilata, privando di un rifugio le persone senzatetto e causando notevoli disagi ai residenti.
Il movimento per la casa ha ottenuto una vittoria storica, ed è tutto merito di una 87enne spagnola che ha rifiutato di farsi sfrattare dalla casa in cui viveva da 70 anni Il 23 settembre Maricarmen Abascal è stata portata fuori in barella dalla sua casa di Madrid, sfrattata dal fondo di investimento che ne è proprietario. Ne è nata una protesta che ha costretto il governo Sanchez a intervenire.
L’ultima iniziativa di Mamdani è regalare 70 mila biglietti per l’opera ai newyorkesi che non si sono mai potuti permettere di andarci L'iniziativa si chiama Opera for All: i biglietti saranno distribuiti via lotteria, 10 mila al mese per tutta la stagione del Metropolitan Opera.
Dopo quasi trent’anni uscirà un nuovo romanzo di Donald Antrim, il più tragico, spassoso, originale, misterioso e fenomenale degli scrittori americani Arriverà il 12 gennaio 2027 negli Usa, si intitolerà My Eliot ed è già considerato il romanzo più antrimiano di tutti.

Qual è il miglior libro per uccidere le zanzare?

Tipi di copertine, tascabili o rilegati, guida al libro più efficace per schiacciare gli insetti.

13 Agosto 2020

Inizio di giugno. Avevo incrociato le prime informazioni su qualche social network, ma avevo girato lo sguardo da un’altra parte (magari è colpa dell’umidità delle loro abitazioni mi ero detto, come se io vivessi nel paradiso della coibentazione) e invece, ferma sul muro bianco c’era chiaramente la prima zanzara della stagione. Non ero ancora pronto all’evento e quindi ho afferrato il primo libro che mi è capitato a tiro: Il sussurro del mondo di Richard Powers. Una bella edizione, La Nave di Teseo, con una sovraccoperta liscia che potrebbe essere particolarmente adatta a schiacciare zanzare, solo che il peso del libro e, per caso, pure il contenuto fanno particolarmente contrasto con l’uccidere insetti – mille pagine di inno alla natura – e dunque ho desistito. Ho afferrato il secondo libro a disposizione su quel comodino (non il mio, ma ci arriviamo dopo) ed era Spillover. Ancora peggio, zoonosi da spiaccicamento. E poi pure quello troppo pesante e, per giunta, Adelphi.

Chi, come me, da anni studia quali siano le edizioni migliori per uccidere le zanzare non può non sapere che Adelphi è assieme a Sellerio particolarmente inadatta a spiaccicarle. È un problema che caratterizza in special modo la Piccola Biblioteca Adelphi, ma riscontrabile anche in altre collane. Certo, esistono loro libri che hanno il peso e la dimensione perfetta, ma anche in quei casi il nervo scoperto è la copertina. La carta ruvida di Sellerio e Adelphi tende, in qualche modo, ad assorbire il cadavere della zanzara. Così dopo aver schiacciato l’insetto sul muro ci si ritrova in difficoltà quando si vuole ripulire la copertina. Diventa un’operazione addirittura impossibile se la zanzara non ha ancora digerito il sangue. Uno schifo. E chi vuol rovinare quelle che sono notoriamente le edizioni che – assieme al sapere, certamente – meglio svolgono mansioni di arredamento?

Io uso un pezzetto di carta igienica appena bagnata o una salvietta umida per rimuovere il cadavere della zanzara e quindi credo che la prima caratteristica da cercare in un libro sia una copertina liscia e lavabile, che non assorba acqua. Ma, subito dopo, vale la pena accertarsi che la copertina non sia rigida e il libro non di troppe pagine – all’incirca mai più di trecento – perché, in questi casi, il peso o la scarsa aerodinamicità tendono a rallentare il movimento e il rischio è che la zanzara avverta qualcosa di strano e scappi prima del colpo. In un vecchissimo numero di Dylan Dog, l’unico che ricordi, si suggerisce che le zanzare prevedano il futuro di qualche istante e per questo sappiano anticipare il libro che prova a schiacciarle. Ci penso ogni volta che mi trovo a studiare la traiettoria libro-muro di un ammazzamento.

Perciò trovo inspiegabile che, ogni anno, quando sulle riviste furoreggiano le liste coi libri per l’estate, i dieci o, a volte, perfino i venti libri da leggere “sotto l’ombrellone” spesso in due striminzite settimane, che siano nuove uscite o i titoli da recuperare per stare al passo, non venga mai preso in considerazione – a latere del contenuto, nessuno fraintenda – l’adattabilità del libro alla caccia notturna.

Una volta, a Napoli, si diceva che la carta del Mattino fosse più adatta a confezionare la passata fatta in casa rispetto alla carta di Grazia, perché con la carta di Grazia le bottiglie “schiattavano”, mentre col Mattino resistevano integre, ma con questa considerazione nessuno pretendeva fomentare boicottaggi. (Che la voce fosse stata messa in giro dai giornalisti del Mattino sarebbe fantastico, ma, purtroppo, poco credibile). Ecco, allo stesso modo, esistono delle carte, dei formati e delle copertine più propense. E andrebbe detto. Perché è chiaro che ogni libro per l’estate che si rispetti a un certo punto assolverà anche questa funzione secondaria: evitare qualche puntura (dalle mie parti, il dialetto ci fa dire che le zanzare mordono. Che le zanzare in Campania siano più feroci che al Nord e dunque mordano invece che pungere? Io ci credo).

Ricapitolando, copertina non rigida, ma il più possibile liscia e lavabile, non troppe pagine né troppo compatto, non troppo pesante, ma neanche troppo leggero perché un movimento d’aria troppo fiacco finisce per accompagnare la fuga e addirittura velocizzarla (spiacente per la poesia. I libri di poesie sono sempre troppo leggeri, le raccolte di tutta una vita troppo pesanti). Ci sarebbero tante edizioni che rispondono a queste caratteristiche: Il Saggiatore, Stile Libero, molte edizioni economiche Einaudi e Mondadori e altre ancora. Ma se proprio vogliamo il non plus ultra, numerose prove empiriche suggeriscono che lo si possa ottenere coordinando due ulteriori caratteristiche: il risvolto interno perché dà flessibilità alle edizioni e dona una particolare efficacia, e l’ampiezza della superficie per una ragione evidente . Ricordo con particolare piacere l’estate di Tra loro di Richard Ford (I Narratori, Feltrinelli) e anche quella di Less di Andrew Sean Greer (La nave di Teseo). Sono le copie con cui ho raggiunto le migliori percentuali di riuscita nelle uccisioni, entrambe intorno al 90%. Per questa estate punto moltissimo su Storia di un boxeur latino di Minimum Fax perché, quasi dimenticavo, se il libro è anche interessante non guasta visto che finirò per averlo a lungo sul comodino a lungo.

Articoli Suggeriti
Se non avete capito la differenza tra audiolibro e cinematic audio, ascoltate il nuovo Dracula e vi sarà chiarissima

L'ultima incarnazione del vampiro di Bram Stoker è, appunto, il cinematic audio realizzato da Audible. Che è pensato come un film, prodotto come un film e diretto come un film, ci ha spiegato la regista della versione inglese Mary Lambert. Solo che non si vede, si ascolta.

Di Resident Evil ce n’è uno per tutte le occasioni

Il successo riscosso dall'adattamento cinematografico di Zach Cregger segna la definitiva ascesa del franchise: oltre il videogioco, oltre il cinema, Resident Evil ormai è immaginario collettivo.