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La Slovenia non solo boicotterà l’Eurovision ma al suo posto trasmetterà una rassegna di film palestinesi «Trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi», ha detto il direttore della tv pubblica slovena.
Su YouTube è stato pubblicato Giorni di gloria, il primo film italiano a raccontare la Resistenza Lo girarono nel '45 Luchino Visconti, Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Marcello Pagliero, con l'intenzione di lasciarci «la testimonianza definitiva della lotta partigiana».
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La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, un profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.

Perché un video con dei ghanesi che portano una bara è diventato il meme del Coronavirus

Il "coffin dance meme" è perfetto per raccontare tutti gli epic fail che caratterizzano questo momento storico.

11 Maggio 2020

Chiunque abbia dato un’occhiata a Twitter, Facebook o Instagram negli ultimi due mesi si sarà sicuramente imbattuto nel meme della “coffin dance”. Il meme, tanto tetro quanto spiritoso, si divide in due parti, la seconda delle quali è sempre uguale: un gruppo di portatori ghanesi particolarmente cool (bellissimi, elegantissimi, con i guanti e gli occhiali da sole) mette in scena un balletto coordinato durante il trasporto di una bara nel corso di un funerale (un usanza ghanese, quella dei “portatori ballerini” raccontata in un breve video della Bbc nel 2017, che poi è lo stesso utilizzato nel meme). Il meme, chiamato anche Ghana Says Goodbye su Reddit, prevede che la danza dei portatori di bara ghanesi venga accompagnata dall’irresistibile traccia EDM del 2010 di Tony Igy, “Astronomia“. La prima scena del meme è sempre diversa, ed è quella che dà senso al tutto: può essere qualsiasi frammento di video, purché abbia senso che la conseguenza dell’azione rappresentata conduca, idealmente, alla morte del protagonista o dei protagonisti della scena, simboleggiata appunto dalla “coffin dance”. Il meme è esploso durante la pandemia (lo si trova anche in versione Lego, filtro Instagram e in moltissime altre declinazioni) e sembra dia il meglio di sé quando viene collegato al Coronavirus. Un esempio: scena di persone che passeggiano con la mascherina indossata sul mento (il nuovo “casco sulla nuca”) – stacco – coffin dance. Oppure: signora che alza la mascherina per annusare la frutta e la verdura al supermercato – stacco – coffin dance.

Come ha raccontato Dazed, l’autoproclamato “portatore-ballerino numero uno al mondo” che compare nel meme, Benjamin Aidoo, non si preoccupa affatto di essere diventato “la mascotte del Coronavirus” ed essersi ritrovato protagonista di un meme che ironizza sulla gravità delle conseguenze del virus. Al contrario, sembra che i portatori del Ghana abbiano accolto positivamente l’associazione coffin dance – Coronavirus e la stiano a loro volta sfruttando per diffondere la consapevolezza sul problema. Su twitter Aidoo ha pubblicato un video ringraziando i medici di tutto il mondo: «Ricorda», ha aggiunto, «resta a casa o balla con noi».

In “Bounce To This”, primo episodio della quarta stagione della docu-serie Hip Hop Evolution (se non l’avete vista, potrebbe essere il momento perfetto per recuperarla: è tutta su Netflix), in cui viene raccontata, tra le altre cose, l’evoluzione del twerking, si parla molto della scena musicale di New Orleans. All’inizio dell’episodio si parla della tradizione della “second line”, basata sul “jazz funeral” della città. Durante il funerale, la banda conduce la famiglia alla tomba. Questa si chiama “first line”. Al ritorno dal funerale, invece, chiunque può unirsi alla processione, che si trasforma in una specie di festa, e creare la cosiddetta “second line”: un corteo che funziona come una calamita. Tutti possono partecipare, anche i bambini, e ballare e suonare uno strumento qualsiasi (anche un oggetto che faccia soltanto rumore): lo scopo è fare casino, sfogarsi e divertirsi.

Un meme funziona più o meno nello stesso modo. Chiunque può unirsi e dare il suo contributo: non è importante che conosca la fonte dell’immagine o che il risultato sia perfetto o efficace, lo scopo è quello di partecipare a una sorta di rito collettivo. Non è facile ottenere un meme esilarante utilizzando lo schema “coffin dance”: i social pullulano di esempi poco riusciti, che non fanno ridere o risultano grotteschi e poco rispettosi. Perché se nell’ottica del funerale jazz, con i portatori ballerini e la banda, la scena che vediamo smette di sembrarci “strana” (è semplicemente una tradizione diversa da quella cristiana cattolica italiana, che prevede una processione lugubre, lenta e triste, accompagnata dalla cadenza lamentosa delle preghiere), è impossibile non pensare, almeno per qualche istante, alla famosa, terribile foto scattata a Bergamo e diventata virale il 18 marzo, con una lunga colonna di mezzi militari che trasportava fuori dalla città i feretri delle vittime del Coronavirus che non potevano essere seppelliti nel cimitero cittadino per mancanza di spazio. Nella puntata speciale dell’Assedio, andata in onda il 6 maggio, Daria Bignardi ha presentato il documentario inedito Così Soli, realizzato da Valentina Monti e Alessio Valori, che racconta l’esperienza di Roberta Caprini, titolare di un’impresa funebre della zona, che si è trovata in primissima linea a gestire questa situazione, anche perché suo padre e suo zio si sono ammalati a loro volta di Coronavirus.

C’è poco da scherzare, verrebbe da dire, quindi, considerato il numero di persone morte nel mondo e in Italia e soprattutto la quantità di persone che non hanno potuto nemmeno ricevere un funerale come si deve e tantomeno vedere per l’ultima volta le persone amate. Dall’altra parte, spesso, il ruolo dei meme è proprio quello di esorcizzare le nostre peggiori paure, i problemi più gravi e i dolori più profondi (basti pensare alla quantità di account che sfornano quotidianamente meme sulla malattia mentale: i malati mentali, di solito, li adorano). Sarà per questo suo assurdo mix di scorrettezza e allegria, e per il modo in cui invita, magari inconsapevolmente, ad approcciare un punto di vista diverso sulla morte rispetto ai toni gravi, cupissimi, con cui la nostra cultura è abituata ad accoglierla (vi immaginate una “second line” nelle nostre strade? O una bara a forma di ananas, bottiglia di birra, o scarpa Nike?), che quando gli studenti del futuro studieranno i meme in associazione a quello che succedeva nel mondo e verranno interrogati sui “meme del Coronavirus”, si troveranno a parlare soprattutto della coffin dance.

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