Il film di Eva Victor, apprezzatissimo prima al Sundance e poi a Cannes, è un raro e riuscito tentativo di raccontare il trauma senza mai mostrarlo. Ed è, soprattutto, una commovente professione di fede nella sorellanza.
In Germania i club verranno riconosciuti a tutti gli effetti come istituzioni culturali
“I club sono cultura” era lo slogan della campagna che è stata portata al parlamento tedesco per far dichiarare i club della Germania vere istituzioni culturali. Dopo una lotta di un anno, il 5 maggio il Bundestag ha votato, quasi all’unanime, a favore di questa legge, decretando i club come luoghi di cultura e non più di intrattenimento, dove figuravano insieme a bordelli, casinò e sale da gioco. Come riportato da Dazed, oggi, 7 maggio, dovrebbe arrivare la sottoscrizione definitiva della legge, che si pensa passerà senza dibattiti.
Con questo riconoscimento, i club tedeschi potranno accedere a trattamenti fiscali agevolati, e questo, si pensa, li aiuterà a riprendersi dalla crisi causata dalla pandemia. Secondo quanto riportato dal sito della città di Berlino, i club sarebbero delle attrazioni turistiche fondamentali, in grado di portare nella capitale circa 3 milioni di turisti ogni anno, contribuendo all’economia della città fatturando oltre 168 milioni di euro. Già nel 2016 il Berghain era stato classificato al pari di un’istituzione culturale dal tribunale fiscale della regione, e si era visto oggetto di un’agevolazione notevole, una tassazione del 12 percento in meno.
Pamela Schloßer, uno dei volti della commissione berlinese dei club, fa sapere a Ra che un simile cambiamento di status «aiuterà a mantenere le città e i quartieri vivi e vivaci, e a proteggere i luoghi culturali dal dislocamento». Come riporta Djmag, infatti, uno dei rischi nei quali incorrono i club è di restare vittime della gentrificazione, finendo così smantellati. Un ulteriore vantaggio che potrebbe portare questa legge sarebbe la rimozione dei limiti per il rumore notturno, poiché verrebbero riconosciuti alla stregua delle sale da concerti di musica classica, teatri e musei. «Con la decisione di oggi, il parlamento sta mandando allo Stato un segnale forte e atteso da tempo. I club musicali sono istituzioni culturali che plasmano l’identità dei distretti della città come parti integrali della vita culturale e economica della città», ha detto Schloßer.
Il film di Eva Victor, apprezzatissimo prima al Sundance e poi a Cannes, è un raro e riuscito tentativo di raccontare il trauma senza mai mostrarlo. Ed è, soprattutto, una commovente professione di fede nella sorellanza.
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