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19:34 venerdì 14 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Per vincere lo Strega è meglio non avere social

La Cinquina 2021 ha mostrato criteri diversi da quelli che oggi consideriamo fondamentali per essere scrittori visibili.

11 Giugno 2021

Per avere successo con un libro bisogna o no avere un seguito importante sui social network, essere influenti? Abbiamo sempre pensato di sì, ma la Cinquina del Premio Strega di ieri sembra dare un segnale diverso. Nessuno dei 5 autori finalisti – Bajani, Bruck, Caminito, Di Pietrantonio, Trevi – è su Twitter, la maggior parte non è neanche su Facebook o su Instagram, e la grande esclusa di questa edizione, Teresa Ciabatti, è stata considerata per anni il modello di come una scrittrice possa trovare addirittura una voce di finzione scrivendo dei post per poi perfezionare l’io di finzione nelle pagine di un romanzo.

Un mito che circola intorno all’esordio letterario è che oggi gli editori chiedano al potenziale scrittore esordiente quanti follower abbia, su che comunità di lettori possa contare per l’eventuale lancio del libro. Avere un successo social sembra alla base dello scouting editoriale e non si contano i casi letterari firmati da influencer, da youtuber da milioni di visualizzazioni, da blogger venerati. Una parte di libri che arrivano da questo mondo sembrano garantire la possibilità di un ingresso nelle classifiche. Gli uffici stampa contano sui social per il lancio di una novità più ancora che sulle paginate di testate autorevoli. Ci si è detti per molto tempo che per far vendere un libro è più importante un tweet di Jovanotti che una recensione di Claudio Magris. Come mai allora Trevi o Bajani, Bruck o Di Pietrantonio riescono a entrare in Cinquina senza intervenire quotidianamente sulle gogne quotidiane, su rivendicazioni politiche, rilanciando i meme del giorno?

Negli ultimi anni, la promozione dei libri avviene ormai per tappe fisse, studiate dal marketing che, insieme all’ufficio stampa, pensa alle strategie per i social. Una pioggia di libri arriva alle persone giuste che fotograferanno la copertina. Alcuni diranno di non essere riusciti a dormire la notte per l’intensità del libro, altri grideranno al capolavoro, fino alla mattina dopo, quando si ricomincerà con un altro libro indimenticabile. Questo rumore di fondo – una sovraesposizione di autori non sempre all’altezza del reale talento letterario – è diventato forse troppo assordante e fastidioso agli stessi “addetti ai lavori”, alle stesse persone che votano per i premi, magari agli stessi Amici della Domenica che stabiliscono la Cinquina dello Strega. Esporsi, essere divisivi, prendere la parola quotidianamente è sì una strategia per avere notorietà, un pubblico di affezionati, ma è anche un modo per riempirsi di nemici silenziosi.

Nessuno ha vantaggio ad attaccare pubblicamente qualcuno del proprio ambiente (baciato dal successo), ma spesso questa fama può covare sentimenti indicibili. Gli scrittori della Cinquina mostrano che forse esiste ancora la possibilità di percorrere in solitaria la propria strada letteraria. Senza ascoltare nessuno, senza cordate di amici e di like, senza gruppi di fan scatenati. Sembra possa essere possibile scrivere vivendo defilati (almeno dagli schermi). Ci si può chiedere se ciò sia valido solo per scrittori che si sono affermati prima dell’arrivo dei social o se questa discrezione sia ancora possibile anche per i più giovani. Di certo, la percezione degli scrittori che si ha frequentando molto i social network è deformata e non rispetta la realtà. E di certo, le bolle sono meravigliose, fanno sognare mentre volano, ma sono destinate a scoppiare al primo soffio di vento.

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