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00:55 lunedì 17 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Ciao Vasco, ciao

30 Giugno 2011

Lo scorso 26 giugno Vasco Rossi ha annunciato il suo ritiro delle scene. Il problema, dice, è la vecchiaia. Non può, continua, fare il rocker a 60 anni. Ma vale la pena crederci? Il concetto di andare in pensione nel rock è piuttosto liquido; i Rolling Stones, gli Who e tanti altri grandi gruppi che hanno fatto la storia del genere sono decenni che annunciano il proprio ritiro dalle scene — quasi sempre in coincidenza con “l’ultimo tour” — eppure questo non impedisce a Keith Richards di cadere dagli alberi ogni anno.

Questa è però la prima volta che ciò accade per un cantante italiano, l’unico che giornalisti non-musicali e la televisione in generale sono in grado di identificare come rock. Ho sempre immaginato che il target di Vasco Rossi fossero i 35enni coi capelli retrocessi con 8 giornate d’anticipo che indossano la bandana nei mesi estivi e che hanno studiato un piano per diventare ricchi attraverso l’apertura di negozi Wind in franchising. Ma ho fatto i miei calcoli dopo l’annuncio del ritiro, e non tornano per intero. Il video per l’ultimo singolo del cantante di Zocca su YouTube registra 9 milioni di visualizzazioni. Per i suoi ultimi concerti è stato necessario concedere l’intero stadio di San Siro per cinque serate, tutte sold-out. Queste sono cifre da popstar internazionale, ma Vasco Rossi non esiste all’estero.

La spiegazione di questo plebiscito nazionale va ricercata nell’essenza stessa dell’autore di “Alba Chiara”. Spesso la musica significa molto per poche persone, quella di Vasco Rossi non ha alcun sapore, per milioni. Nei suoi pezzi non si trovano messaggi politici, campagne sociali, opinioni controcorrenti, è una specie di hamburger ISO 9000 che può essere reso appetibile tramite la giusta presentazione, e il giusto aroma, a milioni di persone diverse. Per questo personaggi come Matteo Salvini, quello che voleva dividere la metro a Milano in scompartimenti per negri, non hanno problemi a dichiararsi suoi grandi fan e presenziare ai suoi concerti. Per questo può, allo stesso tempo, essere utilizzato come colonna sonora da Milena Gabanelli per il suo Report. Per loro Vasco Rossi serve ad ammantarsi di trasgressione, quella da impiegato di banca che il sabato mattina cavalca la sua Harley Davidson da 40.000 €. È un brand, non un artista. E come tale viene concesso in licenza di utilizzo a chiunque, senza discrezione.

C’è qualcuno che da anni cerca di convincermi che c’è stato un periodo nella carriera di Vasco Rossi che merita rispetto e attenzione. I primi album, dicono, come sempre. Diceva cose nuove, mi assicurano. Mi è sempre suonato un po’ come se qualcuno mi dicesse “Ti ricordi quanto era più facile scrivere su Windows 95 rispetto alla penna?” Sì, eccetto tutte quelle volte in cui apparivano le schermate blu e quelle scritte bianche senza senso — e tutto ciò che avevi scritto scompariva per sempre. Come se non fosse mai esistito.

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