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01:42 sabato 29 agosto 2026
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.

Il fotografo che ha fatto la copertina dell’Espresso sugli abusi dei coloni israeliani in Palestina è stato costretto a pubblicare un video della scena per dimostrare che la foto non è fatta con l’AI

Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.

14 Aprile 2026

“L’Abuso”, oltre ad essere il titolo de L’Espresso uscito venerdì 10 aprile in edicola, è anche una parola che è stata usata contro il fotografo Pietro Masturzo, che ha scattato la fotografia scelta per la copertina di questo numero del settimanale. Masturzo è stato accusato di aver fatto abuso di intelligenza artificiale, cioè di aver spacciato per vera una foto in realtà realizzata con l’AI. Per chi non avesse visto la foto di cui stiamo parlando: è un’immagine che ritrae un colono israeliano, vestito con una vecchia divisa dell’IDF, un ghigno terrificante sul volto mentre riprende con il telefono una donna palestinese evidentemente stravolta.

Dopo la pubblicazione sui social della copertina, sono state talmente tante le persone che hanno messo in dubbio la veridicità della foto che Masturzo è stato costretto a pubblicare un video su Instagram in cui si vede tutto “l’incontro” tra il colono e la donna, incontro di cui la fotografia è solo una piccolissima parte. «In tanti stanno chiedendo se questa foto sia stata generata con l’IA, altri mi segnalano post in cui si da per accertato che questa foto sia stata generata con l’IA. Ebbene NO, la foto in questione non è frutto di Intelligenza Artificiale!» ha scritto Masturzo nella caption del post.

Il video è stato girato nel villaggio palestinese di Idhna (a ovest di Hebron) lo scorso 12 ottobre, nel primo giorno di raccolta delle olive (un giorno di festa per i palestinesi) dal fotografo Samuele Pellecchia. Come continua il fotoreporter Pietro Masturzo «l’espressione del colono ritratto è la conseguenza del gesto ripetuto dallo stesso, mimando il verso che fa il pastore per radunare il proprio gregge, rivolgendosi ai palestinesi come alle proprie bestie».

Ma le accuse non vengono solo dai social e non riguardano l’uso – che non c’è stato – non dichiarato dell’AI. Anche l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, con un post su X ha criticato la copertina. «Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L’immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio. Un giornalismo responsabile deve essere equilibrato e corretto». A schierarsi dalla parte de L’Espresso c’è stata anche l’ambasciata dello Stato di Palestina in Italia che, con un comunicato stampa pubblicato dalla stessa testata in cui si condannano «i tentativi, da parte della potenza occupante e delle sue rappresentanze diplomatiche, di stigmatizzare il lavoro giornalistico professionale con accuse di incitamento all’odio […]. È giornalismo responsabile, le violenze dei coloni avvengono in un contesto di totale impunità».

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