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15:05 martedì 14 luglio 2026
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.

Il fotografo che ha fatto la copertina dell’Espresso sugli abusi dei coloni israeliani in Palestina è stato costretto a pubblicare un video della scena per dimostrare che la foto non è fatta con l’AI

Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.

14 Aprile 2026

“L’Abuso”, oltre ad essere il titolo de L’Espresso uscito venerdì 10 aprile in edicola, è anche una parola che è stata usata contro il fotografo Pietro Masturzo, che ha scattato la fotografia scelta per la copertina di questo numero del settimanale. Masturzo è stato accusato di aver fatto abuso di intelligenza artificiale, cioè di aver spacciato per vera una foto in realtà realizzata con l’AI. Per chi non avesse visto la foto di cui stiamo parlando: è un’immagine che ritrae un colono israeliano, vestito con una vecchia divisa dell’IDF, un ghigno terrificante sul volto mentre riprende con il telefono una donna palestinese evidentemente stravolta.

Dopo la pubblicazione sui social della copertina, sono state talmente tante le persone che hanno messo in dubbio la veridicità della foto che Masturzo è stato costretto a pubblicare un video su Instagram in cui si vede tutto “l’incontro” tra il colono e la donna, incontro di cui la fotografia è solo una piccolissima parte. «In tanti stanno chiedendo se questa foto sia stata generata con l’IA, altri mi segnalano post in cui si da per accertato che questa foto sia stata generata con l’IA. Ebbene NO, la foto in questione non è frutto di Intelligenza Artificiale!» ha scritto Masturzo nella caption del post.

Il video è stato girato nel villaggio palestinese di Idhna (a ovest di Hebron) lo scorso 12 ottobre, nel primo giorno di raccolta delle olive (un giorno di festa per i palestinesi) dal fotografo Samuele Pellecchia. Come continua il fotoreporter Pietro Masturzo «l’espressione del colono ritratto è la conseguenza del gesto ripetuto dallo stesso, mimando il verso che fa il pastore per radunare il proprio gregge, rivolgendosi ai palestinesi come alle proprie bestie».

Ma le accuse non vengono solo dai social e non riguardano l’uso – che non c’è stato – non dichiarato dell’AI. Anche l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, con un post su X ha criticato la copertina. «Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L’immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio. Un giornalismo responsabile deve essere equilibrato e corretto». A schierarsi dalla parte de L’Espresso c’è stata anche l’ambasciata dello Stato di Palestina in Italia che, con un comunicato stampa pubblicato dalla stessa testata in cui si condannano «i tentativi, da parte della potenza occupante e delle sue rappresentanze diplomatiche, di stigmatizzare il lavoro giornalistico professionale con accuse di incitamento all’odio […]. È giornalismo responsabile, le violenze dei coloni avvengono in un contesto di totale impunità».

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