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È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.
Emmanuel Grégorie, il nuovo sindaco di Parigi, ha festeggiato la vittoria alle elezioni facendo un bel giro in bicicletta per la città Ha vinto con il 52 per cento dei voti e non ha perso l'occasione per ribadire che Parigi resterà una città antifascista, accogliente e sostenibile.
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

Chi è stato il primo poeta della storia?

27 Giugno 2017

Charles Halton, un esperto di testi biblici alla St Mary’s University, ha scritto per LitHub un articolo su quella che definisce «il primo poeta della storia». Che, tecnicamente, fu una poetessa: una sacerdotessa Enheduanna, vissuta nella Mesopotamia di 4200 anni fa, che fu autrici di vari inni e poesie religiose scoperte dagli archeologi negli anni Venti e pubblicati in inglese a partire dagli anni Sessanta. La maggior parte delle sue poesie, spiega l’autore, celebravano la dea Innana, che era la divinità del sesso e della guerra: «In una delle poesia di Enheduanna, Inanna uccide An, la divinità a capo del pantheon mesopotamico, e diventa la leader degli dei. Non sono certo di come l’abbia presa establishment religioso maschile, presumo non fossero entusiasti».

L’articolo di Halton è piuttosto polemico: sostiene che il nome della prima poetessa della storia è rimasto sconosciuto ai più, mentre tutti conosciamo il nome del primo romanziere della storia (Murasaki Shikibu, autrice Storia di Genji nell’Undicesimo secolo) a causa di un certo sessismo nel mondo letterario, per non parlare del fatto che la letteratura Mesopotamica è poco conosciuta. In realtà, già sul fatto che esista una concordia sul nome del primo romanziere della storia si potrebbe discutere: alcuni potrebbero fare notare che Dafni e Cloe di Longo Sofista, che è di svariati secoli antecedenti a Storia di Genji, è un romanzo.

Eneheduanna

Poi, non è che il nome di Enheduanna sia così sconosciuto, almeno tra chi s’interessa di letteratura antica. Qualche anno fa l’archeologo Paolo Matthiae le aveva dedicato un profilo sul Domenicale del Sole24Ore, dove raccontava: «Era figlia del grande Sargon, il fondatore della dinastia di Akkad e del più antico impero della storia, che iniziò il suo lungo regno negli anni attorno al 2340 a. C». La sua opera più celebre, successivamente intitolata “L’esaltazione di Inanna”, è giunta ai giorni nostri «in oltre cinquanta diverse copie su tavolette cuneiformi», prosegue lo studioso, «a dimostrazione della sua popolarità e diffusione negli ambienti scribali dei maggiori centri sumerici».

Disco votivo di Enheduanna; bassorilievo dedicato alla divinità Inanna
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