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Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione
Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Il Cern ha annunciato lo stop temporaneo del Large Hadron Collider (LHC), l’acceleratore di particelle situato al confine tra Svizzera e Francia, per una lunga fase di manutenzione programmata che dovrebbe durare almeno fino al 2030. Come riporta Futurism, la pausa è necessaria per effettuare controlli approfonditi e aggiornamenti su componenti critici dell’impianto, dopo un periodo di attività particolarmente intensa. Lo spegnimento rientra in quello che viene definito un long shutdown e durerà alcuni anni, al termine dei quali l’acceleratore tornerà in funzione in una versione potenziata, capace di sostenere esperimenti ancora più ambiziosi. Lo stop temporaneo, spiegano al Cern, è quindi il prezzo necessario per garantire la continuità e l’affidabilità di uno degli strumenti scientifici più avanzati mai costruiti e per prepararlo alle sfide della fisica dei prossimi decenni.
Secondo quanto spiegato dai responsabili del laboratorio, fermare periodicamente una macchina di questo tipo è parte della sua gestione ordinaria. Il LHC è un’infrastruttura estremamente complessa: un anello sotterraneo lungo 27 kilometri, composto da migliaia di magneti superconduttori, sistemi criogenici, cavi e apparati di controllo che richiedono interventi di manutenzione profonda per prevenire guasti, migliorare l’affidabilità e garantire la sicurezza delle future operazioni. Anche quando tornerà operativo, il Large Hadron Collider potrebbe non restare il cuore della fisica delle particelle a lungo. Il Cern infatti sta già pianificando un possibile successore, il Future Circular Collider (FCC), con una circonferenza di circa 90 kilometri, che renderebbe l’LHC quasi “una miniatura” al confronto. Il progetto, ancora in fase di studio, potrebbe mandare in pensione l’attuale LCH intorno al 2070.
Entrato in funzione nel 2008, l’LHC è stato essenziale per la scoperta del bosone di Higgs e ha contribuito in modo decisivo ai progressi nella comprensione delle particelle fondamentali e delle leggi che regolano l’universo. Gli scienziati sottolineano però che, durante gli anni di spegnimento, il lavoro non si fermerà: oltre alla manutenzione, i ricercatori continueranno ad analizzare l’enorme quantità di dati già raccolti, che potrà portare a nuove scoperte e a revisioni delle teorie attuali anche mentre l’acceleratore resterà spento.
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