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La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.

I corpi di Cronenberg nel ‘700

Apre oggi alla Fondazione Prada di Milano Cere Anatomiche, una mostra di modelli anatomici del XVIII secolo in cui è stato coinvolto anche il maestro del body horror.

24 Marzo 2023

Walter Siti ha appena riunito i suoi racconti in un volume, in uscita per la BUR, che si chiama Tutti i nomi di Ercole. «Tutti questi racconti ci dicono che il corpo è tutto, in un’epoca che ci urla che il corpo non conta niente», dice Guia Soncini in una conversazione con l’autore che chiude il volume. «Che poi non è vero – risponde Siti – perché invece c’è una cura enorme per i corpi, c’è un’esibizione compulsiva dei corpi», E continua: «La cultura woke sostiene che il corpo va bene in qualunque forma, però ne ha fatto un idolo modaiolo. Se i canoni tradizionali di bellezza vengono percepiti come una forma sistemica di oppressione, per decostruirla si ricorre alla tecnologia che può creare corpi fantastici, non esistenti in natura». La nuova mostra di Fondazione Prada, Cere Anatomiche. La Specola di Firenze / David Cronenberg, ci presenta invece dei corpi finti che tendono al più realistico possibile, che vogliono assomigliare il più possibile a ciò che si trova in natura. Sono corpi finti, di cera, costruiti nel XVIII secolo con una funzione educativa, scolarizzante, ma che superano questa funzione dal momento in cui vengono accettati, complice il tempo, come opere d’arte, seppur artigiana, nell’allestimento very Prada di Random Studio. Oltre al luccichio della cera sotto la luce, i tessuti, la seta e i filamenti argentati su cui sono appoggiati, li fanno assomigliare a quei santi cristiani che si trovano nelle cappelle laterali delle chiese, martiri e vescovi chiusi nelle teche, inquietanti reliquie da adorare. Solo che qui la doppia nudità, epidermica e degli organi li fa sembrare dei santi sbudellati. Anzi, delle sante, perché si tratta solo di donne, di cui possiamo vedere, smontandole, i diversi strati labirintici dell’anatomia umana, tra vasi sanguigni, muscoli, stomaci, intestini, vesciche e tutto quello che abbiamo dentro.

Clemente Susini e Giuseppe Ferrini Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale Statua femminile giacente, detta “Venere” 1782 Modello scomponibile in cera policroma Collezione cere anatomiche, Sala dell’Ostetricia, teca n. 968 Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze © ph. Aurelio Amendola

Le veneri sventrate vengono da Firenze, dal museo universitario della Specola, costruite sull’onda illuminista come alternativa ingegnosa alla dissezione dei cadaveri, in modo che si potesse studiare l’anatomia in maniera tridimensionale. Ma anche perché il popolino – come l’ha chiamato alla conferenza stampa la Direttrice dei musei universitari fiorentini, Lucilla Conigliello – potesse imparare cos’abbiamo sotto la pelle. Un po’ antenati precisissimi del più cheap omino che si costruiva comprando ogni settimana in edicola i fascicoli di Esplorando il corpo umano. In una lettera il primo direttore della Specola ringraziava il benefattore, il granduca di Toscana Pietro Leopoldo, per voler «illuminare il suo popolo, facendolo felice rendendolo più colto». Ci sono anche degli uteri da studiare con diverse situazioni di parto, tra cui uno con un bambino cefalico che sembra pronto a uscire, o due gemelli tutti abbracciati, e poi disegni.

Le donne nelle teche sono fragilissime, visti i materiali, e bisogna mantenere una notevole distanza, altrimenti suona l’allarme, ma sembra quasi un modo per non farti avvicinare troppo perché solo da vicino ci si renderebbe conto che quei corpi, quelle donne, sono finte. Il nostro cervello fa fatica a capire che non bisogna aver paura della morte – come invece si fa davanti ai vescovi e martiri nelle cappelle – per via della loro verosimiglianza. Le teche con i corpi sono uscite dagli stanzini angusti del palazzo Torregiani, a dieci minuti da palazzo Pitti, per finire nelle sale “modello Milano” di Rem Koolhaas, in quel gioco di Prada che vuole mettere insieme collezioni ignorate del patrimonio nazionale e grandi nomi d’essai. Nel corto – cortissimo – video girato da David Cronenberg, il più mainstream tra i rappresentanti del sottogenere cinematografico del body horror (mutazioni, mutilazioni, deturpazioni), le veneri anatomiche galleggiano sull’acqua candidissima di quella che sembra una piscina hollywoodiana o mediterranea, e i suoni di piacere sessuale, i gemiti pre-orgasmici, vogliono rispecchiare l’espressione che gli artigiani fiorentini di qualche secolo fa hanno voluto regalare a questi modelli da allegro chirurgo. Un’espressione di estasi, di godimento, o di quel semi-addormentamento che si raggiunge, contenti e sazi e magari un po’ brilli, sotto un albero dopo un picnic estivo. «Guardiamo queste Veneri con gli occhi chiusi o socchiusi, col loro fine modellato, le pose aggraziate e sinuose delle braccia e delle gambe, la peluria del pube, la testa reclinata coi capelli veri ben acconciati, gli occhi di vetro, un senso di vanità lontano dal rigor mortis di tanti modelli anatomici dall’aspetto cadaverico che si diffondono nell’Ottocento». Scrive Riccardo Venturi nel catalogo. E anche lui, come Cronenberg, si chiede, «Che la Venere goda di tale eviscerazione?». A ognuno il suo kink. Gli effetti di straniamento sono multipli, e per alcuni con lo stomaco debole sarebbero comprensibili anche altri effetti, tanto che sarebbe consigliabile mettere dei sacchettini a disposizione, come si fa in aereo.

Immagine delle riprese del film di David Cronenberg Museo La Specola di Firenze Foto: Flavio Pescatori Courtesy Fondazione Prada

Cos’è la mostra di Prada? Una celebrazione del sapere medico italico e dell’artigianato toscano? Un tentativo di cabinet des horreurs? O forse è solo un altro tassello dell’ossessione dei corpi di cui parla Siti? Uscendo da largo Isarco, davanti alle decine di gru che costruiscono un nuovo pezzo della Milano post-Expo, ecco la pubblicità sul fianco di un bus di Bodyworlds – Il ritmo della vita. Aprirà alla stazione Centrale, con corpi, questi veri, plastinati, tutti in posa per sembrare che si bacino o che giochino a basket o a poker. Da non confondere con l’altra grande mostra itinerante sui corpi, Bodies: The Exhibition, criticata perché i corpi usati sarebbero di dissidenti cinesi giustiziati dal governo.

In apertura immagine tratta da Four Unloved Women, Adrift on a Purposeless Sea, Experience the Ecstasy of Dissection 2023
Un film di David Cronenberg, prodotto da Fondazione Prada
Video 4k, suono, 3:54 min.

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