Uscito il 20 marzo su Netflix il film celebra, una canzone post-punk dopo l’altra, la fine della saga per come l’abbiamo conosciuta e imparata ad amare.
Il Ceo di Netflix Reed Hastings ha detto a Biden di ritirarsi
È da venerdì mattina che negli Stati Uniti si discute soltanto di una cosa: Joe Biden deve continuare la campagna elettorale o sarebbe meglio per lui, per il Partito democratico, per il Paese se si ritirasse e lasciasse il posto a qualcun altro (ma chi, nel caso)? L’opinione pubblica è divisa più o meno a metà, il partito – almeno a giudicare dai retroscena raccontati dai giornali – anche, Jill Biden e Anna Wintour sembrano le uniche persone assolutamente certe che Joe sia l’unica persona al mondo che può battere Trump a novembre. Hollywood ancora deve esprimersi sulla questione e, per quando possa sembrare una frivolezza, si sa che le campagne elettorali negli Stati Uniti si fanno anche con gli endorsement delle celebrity: c’è una ragione se Biden spera con tutte le sue forze che Taylor Swift si decida prima o poi a dire che voterà democratico.
In attesa che attori e attrici di Hollywood dicano la loro, è arrivata la pubblica presa di posizione di Reed Hastings, co-fondatore, presidente del consiglio di amministrazione e Ceo di Netflix, cioè uno degli uomini più ricchi e influenti nell’industria dell’intrattenimento americana. In una mail inviata al New York Times (giornale tra i più convinti sostenitori della mozione “Biden ritirati”) Hastings ha scritto che «Biden deve farsi da parte e permettere a un leader democratico nel pieno delle forze di battere Trump e garantire la nostra sicurezza e il nostro benessere». La dichiarazione di Hastings ha fatto scalpore negli Stati Uniti perché in passato è stato uno dei principali finanziatori del Partito democratico e della campagna elettorale di Biden: assieme alla moglie, negli scorsi anni Hastings ha donato al partito 20 milioni di dollari, e nel 2020 contribuì con un milione e mezzo di dollari alla campagna Biden-Harris.
Nonostante i segnali tutt’altro che positivi, Biden ha ribadito – anche per mezzo della sua addetta stampa Karine Jean-Pierre – che non ha nessuna intenzione di ritirarsi. A questo punto, però, viene da chiedersi se il partito e l’opinione pubblica gli lasceranno scelta.
In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.
L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.