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23:36 martedì 19 maggio 2026
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.

I motivi assurdi con cui Franco censurava la musica in Spagna

18 Luglio 2016

In Spagna solo quarant’anni fa c’era una dittatura di stampo fascista, in cui la censura veniva largamente utilizzata: subito dopo che il generale Franco salì al potere, nel 1939, molti libri, giornali, trasmissioni radiofoniche, opere teatrali e attività culturali vennero proibiti; nel 1960, l’esplosione della musica pop in Inghilterra e negli Stati Uniti, tra gli altri, portò una notevole mole di lavoro ai censori che operavano per conto del regime: fino al 1977, questi ultimi vietarono la distribuzione di oltre quattromila canzoni, a causa dei loro contenuti ritenuti a sfondo sessuale, blasfemi o sovversivi a livello politico.

Una mostra a Barcellona, Vibracions Prohibides, documenta le giustificazioni grottesche fornite dai censori per proibire la diffusione di alcuni brani musicali sul territorio spagnolo. Il titolo dell’esposizione, aperta fino al 28 agosto, è un hat tip al pezzo “Good Vibrations” dei Beach Boys, censurato per il seguente motivo: «Il testo è stato scritto da un gruppo di tossicodipendenti statunitensi la cui filosofia di vita si basa sul sesso; le vibrazioni di cui parla il brano si riferiscono evidentemente all’orgasmo. La canzone potrebbe portare molti giovani spagnoli a ballare in modo osceno, per questo non dovrebbe essere autorizzata la sua distribuzione».

Franco Spagna Censura

Durante il regime venne proibito, tra gli altri, anche il pezzo “Donna” degli Hair, in cui si sente dire «c’era una vergine sedicenne», perché presupponeva, secondo i censori, che ci fossero poche ragazze vergini in giro. Chi valutava se un brano poteva essere distribuito o meno spesso non conosceva l’inglese, ed è per questa ragione che “Just Like a Woman” di Bob Dylan venne scambiata per una canzone a tema omosessuale. Anche “Waiting for the Man” dei Velvet Underground, che tratta di droga, fu mal interpretata nello stesso senso: i funzionari franchisti si convinsero che parlasse di una ragazza che aspetta il suo fidanzato. Invece “Heroin”, paradossalmente, non è stata vietata in quanto inno alla droga, ma per un “foiking” (Lou Reed canta in realtà «for the kingdom»): «Non riesco a trovare questa parola nei dizionari: credo sia un errore ortografico di “fucking”, per questo dev’essere proibita», annotò un uomo della censura spagnola.

Anche il ricorso a immagini religiose era fonte di sospetti: in “American Pie” Don McLean si riferisce a «il padre, il figlio e lo Spirito Santo», lamentandosi della perdita dei musicisti Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Bopper in un incidente aereo, ma in ogni caso la versione spagnola del pezzo è stata privata della citazione. Anche brani pacifisti, come “We Shall Not Be Moved” di Joan Baez e “Ohio” dei Crosby, Stills, Nash and Young, vennero proibiti, così come “The Ballad of John and Yoko” dei Beatles, quest’ultimo censurato perché parlava del matrimonio della coppia a Gibilterra nel momento in cui Franco rivendicava la sovranità sulla Rocca.

In testata: la statua di Francisco Franco nel comune di Ponteareas, in Spagna. Nel testo: la statua di Francisco Franco nel comune di Ponteareas, in Spagna, mentre viene rimossa (Miguel Riopa/Getty Images).
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