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Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
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Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.

Il nuovo status symbol dei ricchi è la risonanza magnetica

20 Settembre 2023

Se c’è una cosa di cui il mondo ha un disperato bisogno sono i consigli di celebrity-influencer in fatto di esami diagnostici e prevenzione delle malattie. Secondo quanto raccontano Dani Blum e Callie Holtermann sul New York Times, c’è un esame che negli ultimi tempi è arrivato in cima alla lista delle pratiche ospedaliere più cool e desiderate: la risonanza magnetica a corpo intero. Ovviamente, la paziente zero è stata Kim Kardashian (dopo di lei sono arrivati tutti gli altri, si capisce: il giornalista di moda Olivier Zahm, il designer Zac Posen, la modella Lily Aldrige e la giornalista di Vogue Gabriella Karefa-Johnson, solo per citarne alcuni): nello scorso mese ha fatto sapere ai suoi 364 milioni di follower che una risonanza magnetica ha «salvato la vita di diversi miei amici». Ovviamente, alla foto e alla caption segue il tag a un’azienda: Prenuvo, specializzata proprio nella fornitura di risonanze magnetiche a corpo intero anche e soprattutto a pazienti che non ne avrebbero un impellente bisogno e per i quali il costo dell’esame non è quindi coperto dall’assicurazione.

https://www.instagram.com/p/CvszJqGyfqr/

Grazie ai contributi – volontari e gratuiti, si premurano di sottolineare tutti i coinvolti – di celebrity e influencer, Prenuvo è diventata in pochissimo tempo l’azienda leader nel settore delle whole body Mri, come si chiamano in inglese questi esami. Un settore piuttosto affollato e competitivo, stando all’articolo del New York Times: la concorrenza comprende aziende a quanto pare agguerritissime come Ezra, simonONE e Neko Health. Tutte aziende che forniscono questo servizio in nome della prevenzione, abitudine come sappiamo fondamentale. Prevenzione che però può prendere anche la forma di esami meno costosi e, soprattutto, in tanti casi coperti dalle compagnie assicurative e consigliati dai medici di famiglia. Esami che però non godono della stessa copertura social di cui sta godendo la risonanza magnetica negli ultimi tempi. E quindi non ritenute “salvavita”, come detto da Kim Kardashian, nonostante l’American College of Radiology abbia precisato, con un comunicato stampa dello scorso aprile, che nemmeno la risonanza magnetica lo è.

Per la sorpresa di nessuno, gli endorsement della celebrity hanno convinto moltissime persone perfettamente sane a prenotare – a spese loro – una risonanza magnetica. Molti lo fanno perché spaventati dall’idea di aver un cancro, convinti che questo esame permetterà loro di scoprirlo e cominciare a curarlo in tempo. Ovviamente, nessun influencer deliziato da una risonanza magnetica appena fatta spiega che quest’ultima da sola spesso non basta a capire se un tumore è benigno o maligno (e questo senza considerare la questione dei falsi positivi e dei falsi negativi), e che praticamente sempre sono necessari altri esami. Un rappresentante di Prenuvo contattato da New York Times ha detto che però i loro test non sono i test che si fanno nella maggior parte degli ospedali e dei centri specializzati: sono più precisi. Anche questo per la sorpresa di nessuno.
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