Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?
Le puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti sono state trascritte parola per parola in un libro
A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntate del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».
Chiunque si trovasse a stilare una classifica dei più memorabili momenti della storia della televisione italiana, a un certo punto sarebbe inevitabilmente costretto a porsi la domanda: le puntate del Maurizio Costanzo Show con protagonista Carmelo Bene vanno inserite entrambe? Ne va messa una soltanto? In questo caso, come si fa a scegliere l’una o l’altra? Se vanno inserite entrambe, invece, vanno inserite in una menzione unica o va fatta una menzione per ogni puntata? E per spiegare cosa sono state queste due puntate del Maurizio Costanzo Show per la televisione italiana, quali e quante delle uscite di Bene (e di diversi dei suoi interlocutori) bisognerebbe usare? Se alle prime domande è oggettivamente difficile trovare una risposta, a quest’ultima è possibile quanto meno provare a darne una grazie a un libro uscito a ottobre del 2025 per Luni Editrice: si intitola Nessuno contro tutti ed è una trasposizione, parola per parola, di tutto quello che fu detto nell’episodio del Maurizio Costanzo Show del 27 giugno 1994 e in quello del 23 ottobre 1995.
Sono i due episodi passati alla storia, appunto, con il titolo di “Carmelo Bene: contro tutti”, due episodi talmente popolari da avere una loro voce dedicata su Imdb, come fossero puntate di una serie tv, come fossero lungometraggi. Per chi fosse interessato, al momento la valutazione sulla piattaforma è 9.2 su 10. Come si legge nella presentazione del libro pubblicata sul sito di Luni Editrice, «a trent’anni esatti da quelle due puntate, si pubblica, per la prima volta autorizzati, il testo integrale dei dialoghi corredato di un commentario analitico e capitoli d’approfondimento, perché si dia testimonianza completa di quella che Cristante (Stefano, docente di Sociologia della comunicazione e Sociologia della scrittura giornalistica e della comunicazione online presso l’Università del Salento, ndr), nella postfazione, definisce “una battaglia” vera e propria – contro tutta la televisione – “dall’esito impossibile, come in ogni guerra totale tra gli esseri umani e le loro estensioni, e il cui scopo è viverla e riviverla ancora, mentre intorno a noi le estensioni stesse cambiano e si ri-mediano incessantemente”.
Ora, è impossibile qui riportare tutti i momenti di quel “Contro tutti” che meriterebbero di essere riportati. E neanche vogliamo limitarci alle citazioni più pigre e scontate («Io non sono qui, io non sono io»; «Parli con il professor Heidegger vada a fare in…»; «Sputate sulla libertà! E sui tribuni della libertà, soprattutto. Liberatevi della libertà!»; «Il linguaggio vi fotte, vi trafora… voi applaudite l’ovvio»). Ci limitiamo a riportarne uno soltanto, uno dei più sottovalutati, in cui Bene per un attimo, almeno in parte, smette i panni del provocatore – è stato, d’altronde, il padre di tutti quelli che oggi definiremmo troll e che ieri chiamavamo shock jock – e indossa quelli dell’amante dell’arte: descrivendo “L’estasi della beata Ludovica Albertoni”, Bene spiega come quell’opera «eccede il capolavoro e fa del Bernini un capolavoro, non è più un capolavoro del Bernini», concludendo questo momento di trasporto con la chiusa più Carmelo Bene che ci sia: «Non so se rendo la non idea».
Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?
Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
Nel film di Nicolangelo Gelormini, ispirato a uno dei più sconvolgenti casi di cronaca nera italiana, c'è una riflessione di cui non si è parlato abbastanza: quella secondo la quale la letteratura, oggi, in questo mondo, rende deboli.