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15:20 venerdì 19 giugno 2026
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.
Un videogioco in cui si gioca a nascondino ha venduto tre milioni di copie in appena una settimana Si intitola Meccha Chameleon e, oltre ad aver venduto tre milioni di copie, è diventato popolarissimo anche su TikTok, Twitch e YouTube.
Ormai gli affitti a New York sono così alti che diverse donne, pur di non lasciare la città, stanno andando a vivere in convento con le suore D'altronde, in una città in cui l'affitto medio è di 3600 dollari, se non ci si affida alla Divina Provvidenza è difficile davvero sopravvivere.
In Corea del Sud sono sempre più diffusi i “siti dopaminici”, cioè siti in cui fingi di comprare cose solo per far provare al cervello il piacere dell’acquisto Siti in cui si ordina cibo da ristoranti inesistenti o vestiti da negozi inventati. Tutto per avere quella scarica dopaminica senza spendere soldi.

Come Cardi B ha conquistato l’America

Con il suo album d'esordio l'ex-spogliarellista del Bronx ha già battuto una serie di record. Perché piace così tanto?

19 Aprile 2018

Una cosa a cui ho iniziato a fare caso da un po’, forse perché mi ci rivedo, sono le persone che utilizzano i social con troppo ardore. In realtà, c’è una regola: l’imbarazzo che provo di fronte al postatore compulsivo è inversamente proporzionale alla quantità di denaro che ricava con la sua pratica di auto-narrazione quotidiana. Guardare le stories dei componenti della Dark Polo Gang o di Chiara Ferragni, per dire, mi fa soffrire meno – fa parte del loro lavoro, penso – delle miriadi di video generati da persone che si comportano come Vip anche se hanno soltanto qualche centinaio di follower.

Se fossi capitata sul profilo Instagram dal quale Belcalis Almanzar, oggi conosciuta come Cardi B, ha iniziato a muovere i primi passi verso il successo, avrei forse provato quell’imbarazzo. La generosità con cui questa ragazza ha condiviso per anni ogni piccola parte della sua vita, esponendosi senza riserve, mi sarebbe sembrata insana. Qualche giorno fa ho dedicato un bel po’ di tempo a scorrere indietro (a oggi ha pubblicato 6031 post) per risalire alle immagini di quando era meno famosa. Sono arrivata a dei video in cui, coperta soltanto dall’accappatoio e con un asciugamano come turbante, la pelle rovinata, due minuscoli denti da latte ben visibili in mezzo all’arcata inferiore (ora il suo sorriso è perfetto), Cardi sproloquiava con il suo forte accento di ispanica del Bronx sui più disparati argomenti, pubblicando compulsivamente selfie, foto delle lunghissime unghie finte tempestate di finte pietre preziose, balletti mezza nuda, monologhi infarciti di versi animaleschi, risate sgangherate, insulti e imprecazioni varie (bestemmie mai, è molto religiosa).

Un tempo, chi voleva contestare una band o un personaggio pop lo accusava di essere stato “costruito a tavolino”. C’era, e continua a esserci, questa paradossale fame di genuinità, la pretesa che anche chi vive di fronte alle telecamere si comporti in modo spontaneo. Il successo dei reality e, appunto, dei profili Instagram o Twitter delle star (supponendo ingenuamente che se ne occupino davvero loro), è una prova di quest’ossessione anti-tavolino: nessuna costruzione, programma o copione. Deve sembrare che le star navighino a vista e reagiscano con spontaneità, che perdano il controllo, proprio come facciamo noi (lo facciamo? Non in pubblico, di solito).

Cardi B ha iniziato così: inondando Instagram di se stessa e delle sue chiacchiere, proponendo in tutte le salse le sue parrucche, le sue unghie, il suo culo kimkardashiano (ottenuto grazie a un intervento chirurgico illegale, fatto in uno scantinato) e la sua storia: la madre di Trinidad e il padre dominicano (ai quali deve il suo apprezzatissimo accento), il lavoro nel negozio di alimentari Amish e poi, dai 19 anni, la vita da stripper, ma soprattutto un’insolita capacità di far convivere comicità e sensualità, stupidità infantile e saggezza adulta, aggressività e tenerezza. Cardi B è un’attaccabrighe incredibile, ed è prima di tutto così che ha conquistato l’America, come personaggio televisivo, nel reality Love & Hip Hop: New York (una specie di Uomini e donne del mondo Hip Hop, seguitissimo negli Usa), in cui dal 2015 al 2017 ha sfoggiato outfit e capigliature pazzesche, ha tenuto una sorta di posta del cuore in cui dava il suo parere sulle più disparate faccende d’amore, e ha cercato di farsi strada in un’industria musicale dominata da figure maschili, uomini che non si è mai risparmiata di criticare e insultare con invidiabile veemenza, ottenendo il plauso del pubblico femminile.

Un atteggiamento da bullo di periferia in minigonna che ha funzionato a meraviglia: nello show il personaggio di Cardi B era amato soprattutto per la sua irruenza e spontaneità. Ci si chiedeva se dopo aver conquistato il cuore degli spettatori di un reality show abbastanza ignorante, la ragazza si sarebbe dimostrata capace di fare, e quindi scrivere e interpretare, quella musica per cui aveva sempre combattuto. Invasion of Privacy (Atlantic Records), immediatamente disco d’oro, si è subito piazzato al numero 1 nella Billboard 200, e da quando è uscito continua a battere record. Con il singolo che l’ha preceduto, “Bodak Yellow”, Cardi è diventata la seconda donna rapper della storia ad arrivare prima nella Hot 100 (la prima Lauryn Hill nel 1998).

Ma il successo del disco non è da imputare soltanto alla popolarità della 25enne. Certo, presentare il Tonight Show insieme a Jimmy Fallon e mostrare per la prima volta il pancione durante la sua esibizione al Saturday Night Live sono stati due modi molto efficaci di sponsorizzarlo. Ma non è tutto: secondo il New York Times e il New Yorker, l’album è molto bello e ben scritto. Il controllo che Cardi esercita sui testi non ha nulla a che fare con l’atteggiamento sguaiato con cui comunica sui social e in tv. Non si tratta nemmeno di un disco poi così pop: le sonorità hanno decisamente più a che fare con il rap degli anni ’90 che con la trap che funziona oggi, come dimostra “Bartier Cardi”. Apparso su Youtube due settimane fa, il video è diretto da Petra Collins ed è un trionfo edonista di lusso e femminilità.

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