Hype ↓
16:11 mercoledì 8 luglio 2026
A Bologna ha aperto la Biblioteca Eco, dove verranno conservati gli oltre 32 mila libri appartenuti a Umberto Eco Migliaia di volumi disposti secondo il principio del "buon vicino" usato da Eco: libri messi l'uno vicino all'altro in base alla loro affinità tematica.
Nel sequel di Heat Leonardo DiCaprio e Christian Bale erediteranno i ruoli che furono di Al Pacino e di Val Kilmer Adesso resta solo da scoprire chi interpreterà il giovane Neil McCauley, il personaggio che nel film del 1995 fu di Robert De Niro.
La tregua tra Stati Uniti e Iran è saltata perché in un mese di trattative sullo Stretto di Hormuz non si è fatto praticamente nessun passo avanti A ufficializzare la fine della tregua, le solite parole di Trump, che ha definito i vertici iraniani «gente malata».
Ci sono diversi indizi di un grande tour europeo degli Oasis nel 2027, con due date molto probabili a Roma Una risposta data da Liam Gallagher su X ad una fangirl che si lamentava ha dato speranza su due nuovi concerti allo Stadio Olimpico.
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella a Parigi, la sera sul red carpet a Londra: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".

Come Cardi B ha conquistato l’America

Con il suo album d'esordio l'ex-spogliarellista del Bronx ha già battuto una serie di record. Perché piace così tanto?

19 Aprile 2018

Una cosa a cui ho iniziato a fare caso da un po’, forse perché mi ci rivedo, sono le persone che utilizzano i social con troppo ardore. In realtà, c’è una regola: l’imbarazzo che provo di fronte al postatore compulsivo è inversamente proporzionale alla quantità di denaro che ricava con la sua pratica di auto-narrazione quotidiana. Guardare le stories dei componenti della Dark Polo Gang o di Chiara Ferragni, per dire, mi fa soffrire meno – fa parte del loro lavoro, penso – delle miriadi di video generati da persone che si comportano come Vip anche se hanno soltanto qualche centinaio di follower.

Se fossi capitata sul profilo Instagram dal quale Belcalis Almanzar, oggi conosciuta come Cardi B, ha iniziato a muovere i primi passi verso il successo, avrei forse provato quell’imbarazzo. La generosità con cui questa ragazza ha condiviso per anni ogni piccola parte della sua vita, esponendosi senza riserve, mi sarebbe sembrata insana. Qualche giorno fa ho dedicato un bel po’ di tempo a scorrere indietro (a oggi ha pubblicato 6031 post) per risalire alle immagini di quando era meno famosa. Sono arrivata a dei video in cui, coperta soltanto dall’accappatoio e con un asciugamano come turbante, la pelle rovinata, due minuscoli denti da latte ben visibili in mezzo all’arcata inferiore (ora il suo sorriso è perfetto), Cardi sproloquiava con il suo forte accento di ispanica del Bronx sui più disparati argomenti, pubblicando compulsivamente selfie, foto delle lunghissime unghie finte tempestate di finte pietre preziose, balletti mezza nuda, monologhi infarciti di versi animaleschi, risate sgangherate, insulti e imprecazioni varie (bestemmie mai, è molto religiosa).

Un tempo, chi voleva contestare una band o un personaggio pop lo accusava di essere stato “costruito a tavolino”. C’era, e continua a esserci, questa paradossale fame di genuinità, la pretesa che anche chi vive di fronte alle telecamere si comporti in modo spontaneo. Il successo dei reality e, appunto, dei profili Instagram o Twitter delle star (supponendo ingenuamente che se ne occupino davvero loro), è una prova di quest’ossessione anti-tavolino: nessuna costruzione, programma o copione. Deve sembrare che le star navighino a vista e reagiscano con spontaneità, che perdano il controllo, proprio come facciamo noi (lo facciamo? Non in pubblico, di solito).

Cardi B ha iniziato così: inondando Instagram di se stessa e delle sue chiacchiere, proponendo in tutte le salse le sue parrucche, le sue unghie, il suo culo kimkardashiano (ottenuto grazie a un intervento chirurgico illegale, fatto in uno scantinato) e la sua storia: la madre di Trinidad e il padre dominicano (ai quali deve il suo apprezzatissimo accento), il lavoro nel negozio di alimentari Amish e poi, dai 19 anni, la vita da stripper, ma soprattutto un’insolita capacità di far convivere comicità e sensualità, stupidità infantile e saggezza adulta, aggressività e tenerezza. Cardi B è un’attaccabrighe incredibile, ed è prima di tutto così che ha conquistato l’America, come personaggio televisivo, nel reality Love & Hip Hop: New York (una specie di Uomini e donne del mondo Hip Hop, seguitissimo negli Usa), in cui dal 2015 al 2017 ha sfoggiato outfit e capigliature pazzesche, ha tenuto una sorta di posta del cuore in cui dava il suo parere sulle più disparate faccende d’amore, e ha cercato di farsi strada in un’industria musicale dominata da figure maschili, uomini che non si è mai risparmiata di criticare e insultare con invidiabile veemenza, ottenendo il plauso del pubblico femminile.

Un atteggiamento da bullo di periferia in minigonna che ha funzionato a meraviglia: nello show il personaggio di Cardi B era amato soprattutto per la sua irruenza e spontaneità. Ci si chiedeva se dopo aver conquistato il cuore degli spettatori di un reality show abbastanza ignorante, la ragazza si sarebbe dimostrata capace di fare, e quindi scrivere e interpretare, quella musica per cui aveva sempre combattuto. Invasion of Privacy (Atlantic Records), immediatamente disco d’oro, si è subito piazzato al numero 1 nella Billboard 200, e da quando è uscito continua a battere record. Con il singolo che l’ha preceduto, “Bodak Yellow”, Cardi è diventata la seconda donna rapper della storia ad arrivare prima nella Hot 100 (la prima Lauryn Hill nel 1998).

Ma il successo del disco non è da imputare soltanto alla popolarità della 25enne. Certo, presentare il Tonight Show insieme a Jimmy Fallon e mostrare per la prima volta il pancione durante la sua esibizione al Saturday Night Live sono stati due modi molto efficaci di sponsorizzarlo. Ma non è tutto: secondo il New York Times e il New Yorker, l’album è molto bello e ben scritto. Il controllo che Cardi esercita sui testi non ha nulla a che fare con l’atteggiamento sguaiato con cui comunica sui social e in tv. Non si tratta nemmeno di un disco poi così pop: le sonorità hanno decisamente più a che fare con il rap degli anni ’90 che con la trap che funziona oggi, come dimostra “Bartier Cardi”. Apparso su Youtube due settimane fa, il video è diretto da Petra Collins ed è un trionfo edonista di lusso e femminilità.

Articoli Suggeriti
Nel sequel di Heat Leonardo DiCaprio e Christian Bale erediteranno i ruoli che furono di Al Pacino e di Val Kilmer

Adesso resta solo da scoprire chi interpreterà il giovane Neil McCauley, il personaggio che nel film del 1995 fu di Robert De Niro.

Vedove di Camus di Elena Rui è probabilmente uno dei più strani romanzi sull’amore mai scritti e certamente il più strano candidato al Premio Strega quest’anno

Mescolando biografia, carteggi e diari privati, interviste e memoir, il libro racconta la vita di Camus dal punto di vista delle quattro donne che lo hanno amato fino al giorno della sua morte.