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Si è scoperto che Van Gogh ha firmato solo il 15 per cento della sue opere perché tutte le altre le considerava troppo brutte per firmarle Lo ha rivelato una ricerca del Van Gogh Museum di Amsterdam, la prima dedicata esclusivamente alla firma "Vincent".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".

5 ristoranti per festeggiare il Capodanno cinese

È iniziato l'anno del Cane: i nostri consigli su come partecipare alla festa della comunità cinese mangiando bene.

di Studio
16 Febbraio 2018

Oggi, 16 febbraio, è ufficialmente iniziato il nuovo anno cinese con festeggiamenti che dureranno fino al 2 marzo e che culmineranno nel celebre festival delle lanterne. Come ogni anno la Chinatown milanese ospiterà domenica una parata che celebrerà l’anno del Cane sfilando in via Sarpi, con partenza da piazza Gramsci alle 14.  Nel numero 32 di Studio nel nostro speciale sul cibo abbiamo raccontato come questa strada stia diventando il vero punto di riferimento per lo street food nel capoluogo lombardo, qui invece conisgliamo 5 ristoranti dove pranzare prima della parata o dove andare a cena in questi giorni di festa per la comunità cinese.

Trattoria Long Chang (via Sarpi 42)
È aperta dal ’98 ed il miglior indirizzo “casalingo” della Chinatown milanese. Una cucina cinese all’apparenza standard, ma che può rivelare alcune sorprese, sopratutto nei piatti di pesce. Cose da ordinare per forza: le polpette di gambero, le melanzane in agrodolce, il totano in pentola, gli spaghetti trafilati ai frutti di mare, le fave cinesi con erba cipollina. Particolarmente utile se vi accompagnate a qualcuno che non apprezza particolarmente questa cucina: nel menu c’è uno strano, ma veramente ottimo polpo con rucola.

Houjie (via Lomazzo 14)
Niente spaghetti, niente riso, addirittura niente bacchette per mangiare, o quasi. Di Houjie è specializzato in spiedini alla piastra, di ogni tipo. Carne: pollo, manzo, maiale, ma anche ventrigli di pollo (molto buoni) e parti meno nobili di ogni animale. Pesce: gamberi, teste di calamari, soprattutto però tentacoli di calamari. E verdure, moltissime: cavolfiori, taro, broccoli, anche aglio. Ci sono anche claypot, ma il side dish o antipasto migliore da affiancare ai teppanyaki (spiedini) sono i ravioli di carne, sempre alla griglia, che arrivano caldissimi in tavola. Non toccateli subito: un cameriere li dovrà prima staccare con una spatola o un coltello dalla griglia rovente. Sono piccoli e leggeri, con carne, aglio, erba cipollina. Di Houjie (o Hiujie? Si chiamerà ristorante Di Houjie perché è effettivamente di Houjie?) è originale anche nell’arredamento: la sala principale sembra un diner americano degli anni Cinquanta, con divanetti che si guardano l’un l’altro separati dal tavolo.

Wang Jiao (via Lomazzo 16)
È uno dei primi marchi della rivisitazione cool della cucina cinese e a Milano conta ben quattro locali, in via Padova, a Porta Venezia, in viale Col di Lana e poi quest’ultimo, in zona Sarpi, proprio di fianco a Houjie. L’interior design ha praticamente azzerato i cliché: niente lanterne o tavoli girevoli, a guardarlo si direbbe un ristorante italiano un po’ fighetto. La fa da padrona la scodella di fuoco (di carne o di pesce), piccantissima e rovente. Molto buono anche il branzino allo zenzero e ravioli decisamente sopra la media.

Maoji (piazza Aspromonte 43)
Ci allontaniamo da Sarpi e ci avviciniamo a Loreto. Nato come succursale del vicino Mao, questo piccolo locale è l’indirizzo di riferimento della gioventù cinese alla moda. E offre una carta a metà tra lo street food e il ristorante vero e proprio. Straordinari bao e baozi (i panini imbottiti), ottimi spaghetti freddi con pollo, si può ordinare anche pho (la zuppa vietnamita) e pentole di riso in varie versioni (la migliore è probabilmente quella con la carne di manzo e i fagiolini). Si mangia con piatti e bicchieri di latta con estetica maoista.

Wan’z e gli altri
Se volete guardare la parata senza però sedervi a ristorante, Sarpi offre moltissime possibilità di mangiare rapidamente o in piedi. Per esempio, la ravioleria che ha spopolato nel 2017, Tang gourmet (specializzato in zuppe e dim sum), Foodie (che nonostante il nome banale offre uno dei migliori takoyaki in città), e anche Wan’zn, che dall’insegna sembra curatissimo, ma che invece offre cibo da strada molto autentico, come gli spiedini di interiora (da provare il cuore di maiale) e la piadina cinese (una specie di crêpe ripiena di verza).

Nelle immagini: i primi festeggiamenti del Capodanno in Cina nel 2018 (Getty)
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