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Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Un libro di poesie contro la poesia

Canzoniere dei parchi acquatici di Alessandro Gori-Lo Sgargabonzi è un omaggio in versi alla tradizione lirica italiana e una sfida alle correnti che hanno dominato la nostra poesia nel Novecento, quella nazionalista a destra e quella retorica a sinistra.

14 Settembre 2023

«Stefania / vita mia / ti amo da impazzire / come il primo giorno / sono stato debole / ti ho tradita e lo ammetto / ma / amore mio bellissimo / non hai mai pensato / che ho ceduto alla tentazione / proprio perché sicuro / del mio sentimento per te? / stavo bene / alla grande / servito e riverito / e così / mi è scappato / il tradimento–relax / adesso ti è chiaro / mitica? / accendere il cervellino / ogni tanto / ti va? / ovviamente sto scherzando / sei l’incanto mio / il candido albor dell’aprile in fior».

È una delle 137 poesie che compongono il Canzoniere dei parchi acquatici (Rizzoli) di Alessandro Gori-Lo Sgargabonzi che, come evidente già da questi pochi versi e dal titolo, gioca con una delle più antiche tradizioni della lirica italiana, sia per scrivere d’amore che per raccogliere in questa confezione componimenti di argomenti molto diversi. Buona parte delle poesie sono indirizzate a Stefania che è la Laura di questo Canzoniere, Stefania ha lasciato l’autore dopo ripetuti tradimenti e l’autore spera di riconquistarla – è ciò che si conviene nella poesia stilnovistica – in parte raccontando il loro amore e celebrandolo come la forma più alta di sentimento umano, ma soprattutto mettendo in mostra la versione di sé che di solito, almeno secondo le convenienze del pudore, si è tenuti a nascondere. Quindi il poeta rilancia e rivendica la liceità dei tradimenti, alterna un linguaggio alto a delle notazioni più che triviali, invita Stefania a cedere alle tentazioni e a mostrarsi anche lei per quello che è, rinunciando a modelli o ideali.

Gori vuole farci intendere che la poesia dovrebbe servire a questo: a svelarsi e a mettere a nudo le passioni intime e reali, non a identificarsi o ad ispirarsi a modelli astratti, fasulli e irrealizzabili. L’amore esiste, ma è straordinario proprio perché si innamorano anche delle persone orrende e incapaci di amare. In questo modo, anzi, ci invita implicitamente a riconsiderare anche i vecchi canzonieri, chissà che perfino quelli non siano altro che cataloghi di disonestà e che abbiano raccolto solo ciò che si può dire dell’amore, facendo finta che ciò che non si può dire non esista e basta.

Naturalmente che la poesia d’amore dei canzonieri fosse in molti casi forzatamente alta e, di conseguenza, buffa e lontana dalla realtà non se ne sono accorti solo degli studenti svogliati settecento anni dopo, ma era evidente già ai coevi. Il tono alto dello Stil Novo era, infatti, deriso già allora: perfino Dante scrisse componimenti giocosi e si fece beffe in modo serio del tono artefatto di certi poeti che pretendevano di essere sublimi. E Cecco Angiolieri, il più noto dei poeti di questo genere di poesia comico-realistica-giocosa, aveva anche lui la sua Beatrice o Laura e cioè Becchina e, non a caso, in uno dei sonetti più noti chiedeva a Becchina di perdonarla di un tradimento.

Proprio come il meccanismo comico di questi antichi poeti che, purtroppo, l’Italia ha dimenticato molto facilmente preferendo, da sempre, il tono retorico (nazionalistico da destra e sentimentale da sinistra, ma questo sarebbe un altro argomento), Gori suscita il riso mostrando come i modelli alti vengano rimasticati e snaturati dal discorso comune. È un canzoniere di un poeta, ma l’autore più che parlare una lingua si fa parlare dalla lingua. Sembra un’intelligenza artificiale che usa una lingua solo per imitazione o uno dei concorrenti di Temptation Island quando deve spiegare un gesto durante uno dei cosiddetti falò di confronto. Non è l’amore in sé a far ridere, ma come le persone pensano di poter utilizzare parole e sentimenti alti senza possederli e senza forse averli neanche compresi. Ma il meccanismo dell’abbassamento e del disvelamento della pretenziosità di molti di questi racconti in forma di poesia non riguarda solo l’amore. Sono tantissimi, infatti, gli ambiti dell’esistenza in cui con la lingua finta della retorica proviamo a velare la verità. Ecco la sofferenza: «Di là / in camera / mia mamma / immobile / su un materasso antidecubito / che piange sommessa / per non farsi sentire / e se / incrocia il mio sguardo / accenna un sorriso / di qua / in cucina / mio padre / in salopette / che balla / con una volpe impagliata / e canta / “tu sei la mia / simpatia” / di casadei». O ecco, per fare un altro esempio, questa poesia in cui ci si prende gioco dell’ossessione per gli aneddoti fintamente sapienziali che dilaga ormai incontrollata sulle piattaforme social attraverso le card o negli status: «Quando hai fame /lo stolto / ti dà del pesce / il saggio invece / ti dà la canna da pesca / si siede con te / e / t’insegna a usarla / perché / deve fare il fenomeno / ABBIAMO UNO SPIRITO GENTE / VIENI ATTILIO GUARDA QUESTO COGLIONE”. E ancora un gioco a scoprire quanto siano pomposi e retorici tutti i discorsi teorici sulla satira e il grande valore della satira e l’importanza sociale della satira: “satira satira / nessuno ti dava due lire / eppure / grazie alle tue frecciate / stai cambiando un po’ le cose / in questo paese / peccato / perché a me piaceva».

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