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18:43 giovedì 20 agosto 2026
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
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David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

C’è una canzone che simula la sensazione di cadere in un buco nero

19 Dicembre 2023

Era da diversi anni che la Nasa provava a collaborare con dei musicisti per permettere ai non vedenti di vivere le sensazioni che si provano nello spazio attraverso l’udito, ma senza successo. Fino a quest’anno, quando la compositrice Sophie Kastner ha collaborato con un’orchestra canadese per ricreare la sensazione di viaggiare verso il centro della galassia e sprofondare in un buco nero. Kastner ha strutturato l’inizio del pezzo in modo che l’ascoltatore senta una sensazione di vastità e stupore, che rappresenta il viaggio spaziale. Più l’astronauta immaginario si avvicina al buco nero, più il ritmo veicola timore e smarrimento. In un’intervista concessa al Washington Post Kastner ha concluso che la differenza tra scienziati e artisti non è così grande come si crede: alla fine entrambe le categorie provano a trovare il senso all’universo in cui vivono.

Nemmeno gli esperti sono in grado di associare rumori specifici ai buchi neri perché “nello spazio nessuno può sentirti urlare”, come recitava la locandina di Alien. Il lavoro che fino a oggi si era avvicinato di più era stato quello di Kimberly Arcand, una visualization scientist del Chandra X-Ray Observatory della Nasa, e aveva permesso, tramite un software, di “tradurre” immagine ottenute con telescopi spaziali in primi suoni essenziali. Nello stesso anno era uscita la prima interpretazione musicale di Arcand della Via Lattea, che Kastner ha poi trasformato in un vero e proprio brano.

Alla sua ultima composizione, quella sui buchi neri, Kastner ha voluto dare un tocco più personale e quindi, pur mantenendo come base una “riproduzione” del suono dei buchi neri realizzata dalla Nasa, ha poi scritto il brano quasi da zero. Anche le fotografie hanno avuto un ruolo essenziale, Kastner ha abbinato bagliori e altri elementi luminosi con suoni acuti e, viceversa, quelli più profondi con il buio. Poi si è trattato di scegliere gli strumenti, il titolo – “Where Parallel Lines Converge”, una citazione dalla poesia “Relativity” di Sarah Howe – e l’orchestra. Il risultato, un po’ avant-garde, ha soddisfatto Kastner, che ha definito l’ascolto «la miglior sensazione di sempre».

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