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10:14 giovedì 21 maggio 2026
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.

C’è una canzone che simula la sensazione di cadere in un buco nero

19 Dicembre 2023

Era da diversi anni che la Nasa provava a collaborare con dei musicisti per permettere ai non vedenti di vivere le sensazioni che si provano nello spazio attraverso l’udito, ma senza successo. Fino a quest’anno, quando la compositrice Sophie Kastner ha collaborato con un’orchestra canadese per ricreare la sensazione di viaggiare verso il centro della galassia e sprofondare in un buco nero. Kastner ha strutturato l’inizio del pezzo in modo che l’ascoltatore senta una sensazione di vastità e stupore, che rappresenta il viaggio spaziale. Più l’astronauta immaginario si avvicina al buco nero, più il ritmo veicola timore e smarrimento. In un’intervista concessa al Washington Post Kastner ha concluso che la differenza tra scienziati e artisti non è così grande come si crede: alla fine entrambe le categorie provano a trovare il senso all’universo in cui vivono.

Nemmeno gli esperti sono in grado di associare rumori specifici ai buchi neri perché “nello spazio nessuno può sentirti urlare”, come recitava la locandina di Alien. Il lavoro che fino a oggi si era avvicinato di più era stato quello di Kimberly Arcand, una visualization scientist del Chandra X-Ray Observatory della Nasa, e aveva permesso, tramite un software, di “tradurre” immagine ottenute con telescopi spaziali in primi suoni essenziali. Nello stesso anno era uscita la prima interpretazione musicale di Arcand della Via Lattea, che Kastner ha poi trasformato in un vero e proprio brano.

Alla sua ultima composizione, quella sui buchi neri, Kastner ha voluto dare un tocco più personale e quindi, pur mantenendo come base una “riproduzione” del suono dei buchi neri realizzata dalla Nasa, ha poi scritto il brano quasi da zero. Anche le fotografie hanno avuto un ruolo essenziale, Kastner ha abbinato bagliori e altri elementi luminosi con suoni acuti e, viceversa, quelli più profondi con il buio. Poi si è trattato di scegliere gli strumenti, il titolo – “Where Parallel Lines Converge”, una citazione dalla poesia “Relativity” di Sarah Howe – e l’orchestra. Il risultato, un po’ avant-garde, ha soddisfatto Kastner, che ha definito l’ascolto «la miglior sensazione di sempre».

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