Hype ↓
18:40 giovedì 19 marzo 2026
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.

Cannes prima di Cannes

La Croisette prima del Festival: atmosfere retrofuturistiche che rimpiangono la Francia anni Ottanta, l’ultima volta che la grandeur ha potuto specchiarsi nella realtà.

10 Maggio 2016

La Croisette la domenica mattina prima dell’inizio del Festival è un ciondolare di pensionate dai capelli viola per la tinta scolorita e bambini in monopattino che fanno lo slalom tra i passanti. L’atmosfera è quella del benessere ovattato del sonno che si dirada quando ci si sveglia nella seconda casa. Tanto che, se chiudo gli occhi e li riapro di colpo, per un attimo posso pensare di essere sul lungomare di Bordighera, se non fosse che tutti leggono Nice-Matin. È la serenità di chi sa di essere oltre: sarà che ogni cosa, dai baracchini della “glace à l’italienne” – che poi sono cornetti Algida – alla manciata di giostre accanto al Palais du cinéma, rimanda a un’epoca d’oro che non è il presente. Ma non è neanche qualche decennio mitico della belle époque o della nouvelle vague: no, sono gli anni Ottanta di Mitterrand, l’ultima volta che la grandeur francese ha potuto specchiarsi nella realtà e non sentirsi inadeguata.

Processed with VSCOcam with h3 preset

Anche la speculazione edilizia ha incorporato quell’estetica: mentre lascio la Croisette e rientro nella città, soprattutto nella sua parte a est a ridosso del Porto nuovo, c’è quell’atmosfera vagamente retrofuturistica che emana oggi dagli anni Ottanta francesi. Qui nella versione domestica, petit bourgeois da condominio per le vacanze, ben diversa da quella che respiri girando la collina, il quartiere Californie (occasionissime immobiliari a partire da duemilioni e seicentomila euro). I pensionati-rentier non sembrano infastiditi dal brulicare di operai che attraversano la passeggiata scaricando dai camion assi di legno, teli plastificati, casse acustiche, sedie di legno: preparano gli stabilimenti delle spiagge dove tra quattro giorni inizieranno i party, le feste post-proiezione, gli aperitivi pre-proiezione, i servizi fotografici, i collegamenti televisivi. Dev’essere la natura delle località di villeggiatura: quella di assorbirti, di farti scivolare nel suo torpore prima che tu possa opporre resistenza. Così mi ritrovo anch’io a fissare i lavori negli stabilimenti, o le facciate liberty dell’Hotel Carlton impacchettate da manifesti del nuovo film di George Clooney, o i manifesti della Quinzaine sponsorizzati Nespresso, o l’Hollywood Reporter trasformare un american bar accanto al Casino nel suo nuovo quartier generale. Mi ritrovo mio malgrado a fissare languidamente una spiaggia rimasta fuori dal giro degli eventi, vuota e deserta, in cui un artista di strada ha costruito un castello di sabbia in cambio di qualche monetina da gettare su un telo da mare, manco mi stessi rimettendo dalla tisi.

Processed with VSCOcam with h3 preset

Anche il Palais du cinéma ha qualcosa di retrofuturistico: non fosse per quell’insegna gialla che annuncia la 69 edizione assomiglia più alla base di Mazinga che al tempio della settima arte. Neanche qui sono riusciti a fuggire all’idea un po’ cheap delle impronte di mani davanti all’ingresso. Capisco Scola, ma quella di Meg Ryan ci sarà per sbaglio, perché è inciampata ed è caduta nel cemento fresco? Quando entro nell’ufficio informazioni c’è una guardia che perquisisce le borse: chissà perché la controllano al donnone davanti e non a me. Peccato che i manifesti – quest’anno c’è una splendida inquadratura dal Disprezzo – non siano disponibili fino all’inizio del Festival: dovrò farmene portare uno da qualche amico inviato. Ecco, gli inviati: non possono trattenermi da un moto di pietà per questi forzati dell’informazione mentre la sera salgo per rue du Suquet, lo stretto budello che dal mare porta alla città vecchia sulla collina. Quanto mangerete male! Consigli non richiesti agli inviati alle prime armi: attaccatevi a un collega più anziano – non è difficile: i giornalisti sono ben contenti di fare sfoggio delle proprie ferite di guerra conquistate in anni di ristornati e ricevute da girare al giornale – e comunque evitate i posti con i ballerini di capoeira davanti all’ingresso. Sembra scontato, ma non lo è.

Processed with VSCOcam with f2 preset

Sì, perché rue du Suquet è una lunga successione di ristorantini, brasserie, wannabe Ducasse, ognuno col suo buttadentro pronto a cogliere la minima indecisione dell’incauto viaggiatore che esita in attesa che Tripadvisor carichi in roaming. È inutile anche cercare di evitare gli italiani: sono ovunque, e sentire la ragazza che simula la nasalità francese sull’accento romano mentre racconta dei lavori che sta facendo fare alla casa alle Egadi è solo un’altra forma di tassa di soggiorno. Ma prima del Festival, e lontano dalle zone più turistiche, e da quelle occupate militarmente da Zara, si può ancora trovare un pastis per due euro e cinquanta, magari vicino alla stazione, dove Cannes svela il suo volto in comune con tutte le città francesi di provincia, con i suoi sexy shop dietro alle tendine da fruttivendolo sulla porta, i suoi internet cafè, i Despar e le boulangerie dove comprare del pain d’epice.

Processed with VSCOcam with a1 preset

Ritorno davanti al Palais. Sto attraversando i giardini tra questo e il municipio listato di tricolori quando sento un cioccare metallico: mi volto e vedo un gruppo di vecchietti che gioca a petanque. La petanque è una variante delle bocce tipica del Sud-Est, tra Provenza e Costa Azzurra, ma molto diffusa anche in Piemonte e Liguria. Prendo una chaise bleue e mi siedo a guardarli in attesa che alle nostre spalle gli operai finiscano di montare il sogno. Del resto a Cannes prima del Festival, diciamolo, c’è poco altro da fare.

Foto dell’autore.
Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.

Per Bruce Sterling, quello che succede alla musica succederà all’intelligenza artificiale

Dal 14 al 15 marzo si tenuto al Macro di Roma il convegno The Dream Syndicate. Tra gli ospiti c'era anche la leggenda della letteratura cyberpunk Bruce Sterling, che ha parlato di musica, AI, arte degli umani e arte delle macchine. Riportiamo qui il suo intervento integrale.

Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.

La seconda vita di Tracey Emin sembra molto più serena della prima

Oltre a ripercorrere la carriera della rockstar dell’arte contemporanea, la mostra alla Tate Modern di Londra celebra il suo rinnovato amore per la pittura e una pace finalmente raggiunta.

Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr

Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.