Hype ↓
05:32 mercoledì 14 gennaio 2026
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.
Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.

Cosa tenere d’occhio a Cannes 2021

Alcune delle opere più consigliate dalla critica, dal film di apertura Annette fino a Tre piani di Nanni Moretti.

di Studio
05 Luglio 2021

In Italia lo sappiamo già, lo sappiamo almeno da quando Nanni Moretti lo aveva annunciato dal suo profilo Instagram: il nostro film del cuore a Cannes 2021, pronta a tornare finalmente da domani (fino al 17 luglio) dopo più di un anno di attesa a causa della pandemia e con la data posticipata rispetto al periodo abituale, sarà con molta probabilità Tre piani, l’opera del regista italiano (nonché l’unica italiana in concorso, anche se Sergio Rubini sarà sulla Croisette il 14 luglio per il film The Story of my Wife, prodotto anche dall’Italiana Palosanto Films con Rai Cinema) che stiamo aspettando da troppo tempo e che per quanto riguarda rilasci e non rilasci – cos’è che vuoi, più tempo, meno tempo, come lo chiede Apicella in Bianca – è stato secondo solo a The French Dispatch di Wes Anderson, per cui ogni settimana c’era “una nuova data d’uscita!”. E adesso che al ritorno delle due settimane francesi di film e premiazioni mancano poche ore, e che Spike Lee è arrivato sulla Croisette in tuta Jordan e marsupio, abbiamo avuto la conferma che sia tutto vero. Vedremo Tre piani, The French Dispatch e tutti gli altri film (qui l’elenco completo) di cui forse non sapevamo neanche l’esistenza. Ventiquattro film in concorso più quelli fuori dalla selezione ufficiale, molti dei quali (12 in tutto) secondo Vulture dovremmo tenere d’occhio tra le varie sezioni, per un’edizione come ha scritto Variety caratterizzata dal ritorno dei grandi autori (peccato non dall’avvento delle registe, solo 4 su 24 film). Basandoci su quanto consigliato da diverse redazioni internazionali, di selezione ne abbiamo fatta una anche noi.

Parliamo di Annette, del regista francese Leos Carax presentato proprio come film di apertura della kermesse a nove anni di distanza dal successo di Holy Motors. Con Marion Cotillar e Adam Driver, che ne è anche produttore, il film rientra secondo IndieWire in quella New Wave del musical a cui assisteremo quest’anno come nel 2016 accadde con La La Land. Nato da un’idea degli Sparks e scelto dal presidente Pierre Lescure perché «è un regalo agli amanti del cinema, della musica e della cultura, mai così necessarie», racconta la storia d’amore – alla maniera degli Amanti del Pont-Neuf – tra un cabarettista e una cantante di successo, e della loro misteriosissima figlia, Annette, dotata di poteri speciali. Uscirà in Italia con I Wonder Pictures che lo distribuirà nelle nostre sale a data da definirsi.

Procedendo in ordine alfabetico, grande attesa anche per il nuovo film di Kogonada, After Yang (in Un Certain Regard): un dramma familiare ambientato nel futuro con Colin Farrell e Jodie Turner-Smith su una coppia che cerca di salvare la propria babysitter robot malfunzionante; così come per Benedetta, il nuovo film di Paul Verhoeven che, come scrive Vulture «farà sicuramente colpo sulla giuria così come farà incazzare la Chiesa». Annunciato a maggio, quando numerose testate l’avevano salutato già al tempo come un «film da non perdere», è stato girato nell’estate 2018 anche in Toscana, tra Montepulciano e San Quirico d’Orcia, in collaborazione con Toscana Film Commission, ed è ispirato alla vera storia di una religiosa di Pescia, vissuta nel tardo Rinascimento e divenuta famosa per avere stigmate e possessioni mistiche considerate eretiche nel pieno clima della Controriforma (e anche erotiche, considerando che sarebbero avvenute durante amplessi sessuali nel convento, ma non spoileriamo).

Benedetta, Paul Verhoeven

Bergman Island, di Mia Hansen-Love

Segue Bergman Island, su cui punta anche ScreenDaily e con cui Mia Hansen-Love debutta in Concorso con un dramma in lingua inglese interpretato da Tim Roth e Vicky Krieps su una coppia che visita l’isola svedese di Faro per un omaggio cinefilo a Ingmar Bergman; e COW, il documentario della regista inglese Andrea Arnold che ruota attorno alla vita di due mucche. Sarà presentato in Cannes Premiere, una nuova sezione del festival che debutta in occasione di Cannes 2021 dedicata ai film che avrebbero potuto far parte della competizione ufficiale, ma che sono stati esclusi solo per una questione di “numero”.

Tralasciando The French Dispatch di cui abbiamo scritto così tanto che ci sembra di averlo già visto, da considerare c’è secondo IndieWire Memoria (inserito ancora prima di sapere la lineup del Festival tra i 40 film che la redazione avrebbe voluto vedere a Cannes – tra questi c’è anche Qahreman, dell’iraniano Ashgar Farhadi, Oscar per il miglior film straniero nel 2012 con Una separazione e in corsa per la Palma d’oro). Del thailandese Apichatpong Weerasethakul, già vincitore di una Palma d’oro, è la storia di una turista in Colombia che ha un’esperienza rivelatrice in uno scavo archeologico. Nel cast c’è Tilda Swinton, che reciterà anche in The Souvenir Part II, prodotto da Martin Scorsese e seguito del primo film di Joanna Hogg, sulla relazione tossica di una studentessa di cinema e un uomo più grande di lei.

Memoria di Apichatpong Weerasethakul

Tre piani di Nanni Moretti

Red Rocket, prodotto dalla A24, è una commedia americana diretta da Sean Baker e interpretata da Simon Rex nei panni di Mikey Saber, una pornostar fallita che torna nella sua piccola città natale in Texas, dove nessuno lo vuole. Poi ancora Titane, consigliato da numerose testate, secondo film di Julia Ducournau che nel 2016 sempre a Cannes aveva fatto svenire alcuni spettatori con Raw. Della nuova opera non si sa niente, se non quello che viene mostrato dal trailer in cui si intravedono spogliarelliste che si dimenano strusciandosi su auto, combattimenti, corpi mutilati, incendi, danze spasmodiche e molto altro. Tra le proiezioni speciali, infine, soprattutto quello che incuriosisce maggiormente, Bill Murray’s Party: New Worlds, The Cradle of a Civilisation di Andrew Muscato, cronaca e film concerto degli spettacoli fatti nel 2017 dall’attore assieme al violoncellista Jan Vogler.

Chiudiamo con l’attesissimo Tre piani, firmato da uno dei registi più amati a Cannes, dove portò Caro Diario e vinse con La stanza del figlio, ora alla sua ottava volta sulla Croisette. Il suo giorno è domenica 11 luglio, quando passerà in concorso Nanni Moretti con il suo adattamento dall’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, pronto da tempo e poi al cinema dal 23 settembre; e con Vortex, che a Gaspar Noè piace tantissimo andare a Cannes e turbare la vita di chiunque, come aveva fatto con Love prima e come farà con Vortex adesso, un «film in stile documentario pseudo erotico che ruota attorno agli ultimi giorni di una coppia di anziani». Presente anche Dario Argento, non si sa in quale ruolo.

Articoli Suggeriti
La Veneto Wave iniziata con Le città di pianura continua con i libri di Giulia Scomazzon

Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.

Il nuovo cinema di guerra americano

Da Civil War a House of Dynamite passando per Una battaglia dopo l'altra, questa nuova America bellicosa e incomprensibile è passata sugli schermi prima di diventare realtà.

Leggi anche ↓
La Veneto Wave iniziata con Le città di pianura continua con i libri di Giulia Scomazzon

Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.

Il nuovo cinema di guerra americano

Da Civil War a House of Dynamite passando per Una battaglia dopo l'altra, questa nuova America bellicosa e incomprensibile è passata sugli schermi prima di diventare realtà.

di Studio
Sono stati i Golden Globe di chi non aveva mai vinto un Golden Globe

La prima volta di Timothée Chalamet e di Paul Thomas Anderson, di vecchissime volpi e nuovissime leve dell'intrattenimento, è stata una notte di novità e sorprese.

Il più ambizioso scrittore europeo di cui non avete mai sentito parlare

È morto nel 1986, si chiamava Hubert Fichte e scriveva libri inclassificabili a metà tra poesia, giornalismo e antropologia. Di suo è da poco uscito in Italia Resoconto di una ricerca.

Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga

Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.

L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online

Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.