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19:43 venerdì 17 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

In Canada migliaia di persone stanno protestando contro l'”ideologia gender”

22 Settembre 2023

Mercoledì 20 settembre migliaia di persone si sono riunite in tantissime città canadesi, soprattutto a Toronto, Vancouver e Ottawa, per protestare contro i contenuti dei programmi di educazione sessuale proposti nella scuola primaria. Questa serie di manifestazioni, intitolata “1 Million March 4 Children”, raccoglie «fratelli e sorelle dell’umanità che vogliono liberare i bambini dall’opprimente sistema di indottrinamento, concepito per sessualizzarli», si legge sul sito delle proteste. Uno dei raduni che ha registrato più presenze è avvenuto a Ottawa, come testimoniano video che stanno circolando su Twitter, ma in realtà Ctv News ha spiegato che contemporaneamente si stavano verificando anche controproteste. Tra chi ha condiviso il video compare anche Elon Musk, che ha aggiunto un eloquente “Wow”.

Al centro delle proteste c’è l’inserimento di Sogi 123 (Sexual Orientation and Gender Identities) tra gli argomenti di cui gli insegnanti sono invitati a parlare durante le ore di educazione sessuale. Sul sito di Sogi si legge che l’obiettivo del programma è rendere la scuola che lo adotta inclusiva e sicura per persone di qualunque orientamento sessuale e identità di genere, sottolineando l’alta percentuale di studenti appartenenti alla Lgbtq+ che oggi teme di subire discriminazioni a scuola. I manifestanti di “1 Million March 4 Children” sostengono invece che non spetti alle scuole introdurre i bambini a temi come l’identità di genere, soprattutto nella scuola primaria. Secondo questi ultimi, parlare in maniera esplicita e dettagliata di questi temi porterebbe ad una sessualizzazione prematura dei bambini e a un’indottrinamento potenzialmente dannoso.

Durante la protesta sono apparsi anche dei cartelli in cui membri della comunità Lgbtq+ sono stati etichettati come adescatori e pedofili, riporta Ctv News. Tra le domande poste più di frequente sul sito delle proteste compare anche “è contro la comunità Lgbtq+?”, la risposta è “assolutamente no”, aggiungendo che l’importante è condividere la stessa ideologia. Ancora più concisa è la risposta riservata a chi accusa gli organizzatori di “1 Million March 4 Children” di non ammettere l’esistenza delle persone transgender: “Nope.”.

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