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19:47 lunedì 24 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Vita e performance di Bruce Nauman

Dal 23 maggio fino al 9 gennaio il guru dell'arte contemporanea è il protagonista della mostra "Contrapposto Studies" allestita a Punta della Dogana.

24 Maggio 2021

«Tramonti, fiori, paesaggi: questo genere di cose non mi interessa. Li lascio lì, senza muovere un dito. Il mio lavoro invece nasce dalla frustrazione, dalle fratture, dai danni che la condizione umana si porta dietro da sempre. Le mie opere traggono linfa vitale dalla nostra crudeltà e dall’assenza di comprensione reciproca. Non posso ovviamente risolvere questi problemi, ma almeno li porto alla luce». Si può riassumere così la mastodontica poetica di Bruce Nauman, guru dell’arte contemporanea. Proprio in questi giorni, dal 23 maggio fino al 9 gennaio, il maestro originario dell’Indiana, è protagonista della mostra Contrapposto Studies, allestita a Punta della Dogana, a Venezia. Si tratta di un compendio della sua sterminata produzione artistica, a partire dagli anni ’60. In mezzo secolo l’artista, che non ha mai amato le luci della ribalta e le interviste, ha esplorato linguaggi diversi, dalla fotografia alla performance, dalla scultura al video, sperimentandone le potenzialità concettuali e indagando la definizione stessa di pratica artistica.

L’esposizione in scena sul Canal Grande è curata da Carlos Basualdo, The Keith L. and Katherine Sachs Senior Curator of Contemporary Art al Philadelphia Museum of Art, e da Caroline Bourgeois, conservatrice della Pinault Collection, ed è considerata uno degli eventi più attesi del 2021. Mr. Nauman, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2009, parte da un concetto base: la sua arte interviene solo quando la parola non riesce più a essere funzionale, solo quando non è più capace di spiegare. E di cose da chiarire, soprattutto in questi ultimi tormentati tempi, ce ne sarebbero moltissime. Oppressione, confinamento, alienazione: sono temi attuali, ma sono anche temi fondanti della ricerca di Nauman, che attraverso la sua ricerca esplora l’assurdità della vita e la nostra grande vulnerabilità. Il maestro, classe 1941, si trasforma così in psicanalista e analizza e scompone la nostra condizione, ne studia le fragilità e le insicurezze e ce le mostra in tutta la loro essenza.

A Venezia Nauman mette in scena, fra gli altri, i video realizzati negli ultimi cinque anni, quelli ispirati al famoso “Walk with Contrapposto” del 1968. Un po’ la sua Monna Lisa. Si fa riferimento al contrapposto, che è una formula compositiva dell’arte classica, in cui la figura umana è rivelata attraverso una leggera torsione del busto intorno a un asse, in modo che la parte superiore ruoti in senso opposto rispetto a quella inferiore, alla ricerca di un bilanciamento tra le membra. Questa regola ha letteralmente rivoluzionato la scultura della Grecia Antica e si è sviluppata nel corso dei secoli dal Rinascimento fino alle sperimentazioni contemporanee.

Con questi nuovi lavori, quattro in tutto (uno realizzato proprio per questa mostra e tre inediti in Europa) Nauman tenta l’impresa: oltrepassa i limiti imposti dalla tecnologia e firma qualcosa che non era tecnicamente possibile alla fine degli anni Sessanta, quando con “Walk with Contrapposto” si mostrava dentro un corridoio nel suo studio, mentre si sforzava a mantenere la posa classica. Stavolta l’artista va oltre sfruttando l’evoluzione tecnica: “Acoustic Wedge (Mirrored), 2020”, è la reinterpretazione di una precedente installazione dal titolo “Acoustic Wedge (Sound Wedge – Double Wedge)” del 1969-1970; i due lavori nuovi della serie Contrapposto, sono sviluppati con la tecnologia 3D, “Contrapposto Split, 2017” e “Walking a Line, 2019”; “Nature Morte, 2020”, è una mappatura interattiva dello studio dell’artista.

Accanto a questa produzione recente, sono poi raccolti alcuni dei suoi grandi classici. Tutti ripercorrono i passi fondamentali della sua analisi sui temi del suono, della performance e dello spazio. Come ad esempio “Bouncing in the Corner No.1”, del 1968, e “Lip Sync”, del 1969, o la riproposizione dal vivo di tre performance di fine anni Sessanta interpretate dal vivo per tutto il periodo della mostra da quattordici performer. L’arte di Nauman non è semplice. Per essere apprezzate alcune delle sue installazioni video richiedono decine di minuti, in alcuni casi addirittura ore di osservazione. Ci sono opere in cui attraverso la cacofonia di suoni l’artista cerca di creare un senso di alienazione, mentre in altri video fa semplici gesti ripetuti ossessivamente, in modo quasi maniacale, come fosse una persona rimasta troppo tempo chiusa dentro quattro mura. Impossibile non fare un collegamento con quanto vissuto nell’ultimo anno. I riferimenti sono evidentissimi. Superato lo choc iniziale, la strada si fa così meno irta. Il senso di isolamento che molti di noi hanno provato durante il lockdown rende tutto più concreto, vicino. Il maestro ci svela i nostri limiti per aiutarci ad andare avanti. «Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura», diceva Sun Tzu. E Nauman segue lo stessa linea di pensiero.

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