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14:59 lunedì 19 gennaio 2026
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.

Il primo film diretto da Bret Easton Ellis sarà un horror

28 Ottobre 2024

Bret Easton Ellis non ha mai nascosto di voler fare il regista. Ci ha provato per quarant’anni, a farsi affidare la regia di un lungometraggio: l’adattamento di Meno di zero voleva dirigerlo lui, per esempio. Negli anni successivi Ellis di cinema ne ha fatto tanto da sceneggiatore, con risultati spesso discutibili (The Canyons è un film bellissimo da odiare). Ultimamente, lo scrittore si è avvicinato moltissimo alla regia: si è parlato della sua firma sulla regia di diversi episodi della serie tv tratta dal suo ultimo romanzo, Le schegge (uno dei tanti progetti che a un certo punto sono passati per le mani di Luca Guadagnino), per esempio. Adesso, dopo una vita di tentativi, Ellis è finalmente riuscito ad aggiungere la voce “regista” al suo curriculum: farà il suo esordio con un horror intitolato Relapse.

Nella sinossi del film si legge che tutto comincia quando Matt Cullen, il protagonista della storia interpretato da Joseph Quinn, decide di farsi ricoverare in un centro di riabilitazione dopo aver assistito alla morte violenta di una persona durante una festa. Dopo tre mesi torna a vivere nella casa dei suoi genitori – ovviamente, essendo Ellis anche sceneggiatore oltre che regista, siamo a Los Angeles – all’inizio la sua vita sembra andare per il meglio ma le cose degenerano velocissimamente. Matt soffre di una forma grave di paranoia, aggravata da una dipendenza da social media, che presto gli fa abbandonare le cure. Ricomincia a drogarsi e si accorge di essere “inseguito” da una presenza misteriosa e mostruosa. Secondo il suo psichiatra, questa presenza non è reale ma frutto dell’immaginazione di Matt. Quest’ultimo invece è convinto che si tratti di un mostro in carne e ossa.

L’annuncio del suo esordio alla regia lo ha dato lo stesso Ellis nell’ultimo episodio del suo podcast. Ha detto che l’horror è il genere al quale ha sempre pensato per il suo primo film, perché è cresciuto guardando i classici degli anni ’70 e perché una delle sue ispirazioni letterarie è stata Stephen King. «In Relapse c’è una semplicità che mi è sembrata perfetta per il mio primo film: voglio qualcosa che sia diretto e d’impatto».

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