Libri per l'estate ↓
18:28 mercoledì 29 luglio 2026
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".

Bret Easton Ellis contro le anime candide

09 Agosto 2016

In un monologo registrato sul suo podcast, Bret Easton Ellis è intervenuto su un caso molto discusso negli Stati Uniti lo scorso giugno: sul settimanale LA Weekly il critico musicale Art Tavana ha scritto un essay dedicato alla cantante Sky Ferreira dal titolo “Sky Ferreira’s Sex Appeal Is What Pop Music Needs Right Now”. Nell’articolo, Tavana si concentra sull’aspetto fisico della star ventiquattrenne, usando toni diretti, e talvolta forti, per descriverne l’attrattività: ci sono riferimenti alle «tette irresistibili» di Sky, accostata a Madonna in una frase che recita «due paia di tette che hanno cambiato il corso della storia umana».

Tra le altre cose – e tra righe non sempre sobrie nello stile, va precisato – il critico scrive ciò che, leggendo l’articolo, sembra il nocciolo della tesi da lui propugnata: «Far finta che l’aspetto non conti nella musica pop è ridicolo. L’aspetto conta, e conterà sempre». Il pezzo di LA Weekly è stato accolto con clamore e critiche negative: Teen Vogue l’ha definito «assurdo», Jezebel «noioso» e Flavorwire l’ha parodiato scrivendone una versione con protagonista John Lennon. Proprio di queste reazioni ha parlato Ellis nel suo podcast, lo spazio che da un paio d’anni lo scrittore dedica soprattutto a discorsi sui film e sull’uso dei social media.

ITALY-CINEMA-VENICE-FILM-FESTIVAL

L’autore di American Psycho si scaglia con decisione contro i detrattori dell’articolo apparso sul settimanale, definiti «little snowflake justice warriors» (“anime candide che lottano per la giustizia”), e ragiona con un certo trasporto sui meccanismi che regolano l’indignazione su internet, sostenendo che Sky Ferreira sia stata posta in una posizione di vittima per comodità di chi ne ha preso le difese (gli «snowflake justice warriors», per l’appunto), persone che, di fatto, mettono in atto una sorveglianza permanente sull’uso del linguaggio e decidono cosa si può dire e cosa no, cosa è un articolo d’opinione lecito e cosa becera oggettificazione sessuale tout court.

Già, è delizioso, le piccole anime candide erano così incazzate e incredibilmente offese da questo pezzo da sentire il bisogno di stigmatizzarlo pubblicamente. Oh anime candide, siete diventate tutte nonne e matrone che stringono le loro perle con fare inorridito quando qualcuno ha un’opinione diversa su qualcosa e un modo di esprimersi che non è il riflesso del vostro, deboli vanitosi piagnucolanti? L’alto tono morale dei combattenti per la giustizia sociale non è mai commisurato a ciò che li indigna. In che momento questo esecrabile (e probabilmente snervante) modo di vivere ha iniziato a trasformarvi in una polizia del linguaggio di stampo autoritario, che pretende scuse da ogni panino o insalata che non gli è piaciuto?

Bret Easton Ellis è noto per i suoi interventi incendiari (molto del suo podcast finora è stato incentrato su prese di posizioni intelligenti ma spesso provocatorie), ma in questo caso ha ampliato la portata della sua invettiva a ciò che definisce una «wuss generation», cioè una generazione di inetti pronta a usare il femminismo e altre battaglie di per sé nobili come pretesto per bullizzare chi esce dal seminato, facendo gruppo e definendo i destinatari della propria insofferenza in base a «linee immaginarie di moralità».

«Far finta che un determinato aspetto o un determinato essere sexy, che tu sia un ragazzo o una ragazza, non dovrebbero renderti popolare, è una di quelle tristi prese di posizione da politically correct che mettono in discussione la validità, il senso di realtà dell’intero pensiero pol. corr.», ha spiegato Ellis, ammonendo su un momento culturale che giudica pericoloso per la libertà d’espressione. D’altronde, se tutto diventa motivo di «sdegno preconfezionato» basato su un piccolo insieme di regole severe da applicare pedissequamente, argomenta lo scrittore americano, che ne sarà del femminismo vero?

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