Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.
È uscito il trailer di Bones and All, il nuovo film di Luca Guadagnino
Il prossimo film di Luca Guadagnino – di cui si è già parlato moltissimo perchè alla Mostra del cinema di Venezia ha vinto un Leone d’argento per la regia e anche il Premio Marcello Mastroianni per Miglior attore o attrice emergente assegnato a Taylor Russell – racconta una storia d’amore tra due adolescenti cannibali nell’america reaganiana. I due protagonisti sono Timothée Chalamet, che è tornato a lavorare con il regista del film che l’ha reso famoso (Chiamami col tuo nome) e la stessa Taylor Russel. Arriverà nelle sale il 23 novembre e nel trailer, uscito il 29 settembre, si possono vedere: Timothée con i capelli rosa, paesaggi americani, romanticismo, horror, sangue e violenza estrema.
LUCA GUADAGNINO’S BONES AND ALL pic.twitter.com/tz2PenfKb7
— Timothée Chalamet (@RealChalamet) September 29, 2022
Guadagnino nel descrivere il suo nuovo lavoro ha detto che parla degli esclusi e che è proprio questo che ad affascinarlo: «C’è qualcosa nei diseredati, nelle persone che vivono ai margini della società, che mi attrae, che mi tocca. Voglio scoprire quali possibilità il mondo conceda loro, così incastrati nelle sfide impossibili che devono affrontare». Il film è basato sull’omonimo romanzo di Camille De Angelis, tradotto in Italia con il titolo di Fino all’osso, che racconta l’adolescenza sulla strada, in viaggio, dei due cannibali adolescenti Maren (Russell) e Lee (Chalamet). Nel cast di Bones and All ci sono anche il premio Oscar Mark Rylance, Michael Stuhlbarg, André Holland, Chloë Sevigny, David Gordon Green, Jessica Harper e Jake Horowitz. Ma il film non è una “semplice” trasposizione del libro: Guadagnino ha detto che, come spesso gli capita, ci ha inserito anche un nota autobiografica, personale. Perché per lui Bones and all rappresenta «una riflessione» sulla sua identità e sulla possibilità di superare le emozioni, in particolare quelle che difficili se non impossibili da controllare. Infine, il film è per lui soprattutto una domanda: «È possibile ritrovare se stessi nello sguardo degli altri?».
Il secondo lungometraggio di Laura Samani è un film "piccolo", ambientato in una città di confine e che racconta quella terra di mezzo che è l'adolescenza. E lo fa con un linguaggio che si è visto raramente nel cinema italiano.
Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.