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Damon Albarn non è d’accordo con Bob Dylan sul vietare i telefoni ai concerti

19 Luglio 2024

All’inizio di questa settimana Bob Dylan ha annunciato che a novembre sarà in Inghilterra per un tour di dieci date. Nell’annuncio, Dylan ha anche precisato ai fan che prima di comprare il biglietto per uno dei concerti devono pensare bene a quanto tempo riescono a resistere senza usare lo smartphone, perché in nessuna delle date di questo tour sarà consentito usarlo. Funzionerà così: all’ingresso verrà chiesto al pubblico di mettere il telefono in un apposito contenitore che si chiuderà automaticamente e si sbloccherà solo alla fine del concerto. Di questa decisione di Dylan si è discusso molto sia sui giornali inglese che sui social, tanto che oggi nella discussione è intervenuto anche Damon Albarn: «Si inizia vietando i telefoni e non si sa dove si finisce. Penso che un musicista debba limitarsi a salire sul palco e fare il suo mestiere», ha detto Albarn in un’intervista concessa a Bbc.

Albarn ha spiegato anche che secondo lui non c’è nessuna necessità di ricorrere a queste misure così estreme perché «la gente non sta al telefono se tu la intrattieni come si deve». Magari è vero, però è vero anche che Dylan non è il primo a usare queste contromisure durante i concerti. Per esempio, sia Dave Chapelle che Chris Rock avevano fatto la stessa rispettivamente nel 2015 e nel 2018 durante i loro tour. Nel 2022 Jack White aveva fatto tutto il suo tour nel Regno Unito “phone free”, e poi ancora Alicia Keys, Childish Gambino, Guns N Roses, Metallica e Lumineers. Per impedire che il pubblico usasse il telefono durante le loro esibizioni, tutti loro hanno fatto la stessa cosa che farà Dylan: hanno usato le Yondr Pouch, dei sacchetti appositamente pensati per questo scopo.

Anche in Italia si è discusso del modo in cui gli smartphone hanno cambiato il modo di vivere gli eventi dal vivo e in particolare i concerti. Nelle ultime settimane si è parlato molto, per esempio, della decisione di Cosmo di applicare dei bollini sulle fotocamere delle persone che partecipano ai suoi concerti, in modo da evitare che le persone si “distraessero” e si concentrassero solo sulla musica.

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