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10:59 mercoledì 18 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione

Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.

30 Gennaio 2026

TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle giornaliste palestinesi più seguite sui social e apprezzate nel mondo, senza fornire alcuna spiegazione alla diretta interessata e ad Al Jazeera, che ha interpellato la piattaforma per avere una spiegazione uffil’accaduto. Owda ha denunciato pubblicamente la sospensione permanente del profilo tramite Instagram e X: «TikTok ha cancellato il mio account. Avevo 1.4 milioni di follower e ci ho impiegato quattro anni a costruire quella piattaforma». Ha poi confermato di non aver ancora ricevuto comunicazioni precise sulle ragioni del ban da parte di TikTok, entrato in vigore il 28 gennaio. La giornalista, già vincitrice di un Emmy per il documentario It’s Bisan From Gaza realizzato in collaborazione con Al Jazeera, è diventata famosa a livello internazionale per i video e i reportage pubblicati durante l’invasione della Striscia di Gaza. Nei suoi contenuti – che spesso si aprivano con il saluto «Parla Bisan da Gaza, sono ancora viva» –  documentava la vita quotidiana sotto i bombardamenti e le conseguenze del conflitto israelo-palestinese sulla popolazione civile. La chiusura dell’account ha suscitato reazioni immediate tra attivisti, colleghi e organizzazioni per la libertà di stampa, che parlano di un ennesimo episodio di censura nei confronti dei giornalisti palestinesi.

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È stata Owda stessa a individuare un possibile “mandante” di questo bando, ricordando come il Presidente israeliano Benjamin Netanyahu in un incontro con influencer pro-Israele dello scorso settembre avesse auspicato il passaggio di TikTok Usa a una cordata di imprenditori americani, possibilmente trumpiani: «Dobbiamo combattere con le armi più efficaci sul campo di battaglia in cui ci muoviamo e le più importanti ora sono i social media» aveva dichiarato Netanyahu all’epoca «spero che l’operazione vada in porto, perché può avere conseguenze fondamentali». TikTok non ha ancora pubblicato dichiarazioni ufficiali sul caso, silenzio che alimenta ulteriormente le voci di un inasprimento della censura politica sulla piattaforma dal momento in cui è diventata di proprietà americana. In molti (Owda compresa), in queste ore, stanno ricondividendo, come una implicita spiegazione di quello che è successo, un frase pronunciata da Adam Presser, il nuovo Ceo di TikTok Usa. Presser spiega, durante un incontro in cui ha preso parte al World Jewish Congress tenutosi a maggio del 2025, che, quanto era Head of Operations di TikTok negli Stati Uniti, fece in modo che  «l’uso del termine sionista come sostituto per un epiteto razzista fosse considerato hate speech». Secondo Presser, sulla piattaforma l’uso della parola sionista dovrebbe essere consentito solo se usata in frasi come «sono un orgoglioso sionista». 

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