Breaking ↓
18:00 mercoledì 21 gennaio 2026
Il nuovo film di Tom Ford, Cry to Heaven, sarà girato tutto in Italia, tra Roma e Caserta Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
È stato indetto in Italia il primo sciopero generale dei meme per protestare contro un mondo ormai troppo assurdo anche per i meme Un giorno intero senza meme, perché a cosa servono questi in una realtà che è diventata più estrema pure della sua caricatura?
Michelangelo Pistoletto ha risposto a Britney Spears, dopo che Britney Spears ha chiesto «da dove ca**o salta fuori» la mela di Michelangelo Pistoletto in Stazione Centrale a Milano Con un post Instagram, l'artista ha rivendicato la paternità dell'opera e invitato la popstar ad andare a trovarlo a Biella.
Il regime iraniano sta facendo causa e confiscando i beni di tutte le celebrity che hanno sostenuto le proteste Attori, sportivi, imprenditori, figure pubbliche in generale: il regime sta punendo chiunque si sia espresso a favore dei manifestanti.
Su internet è in corso un’affannosa ricerca per scoprire di che marca sono gli occhiali da sole indossati da Macron a Davos Gli aviator sfoggiati dal Presidente sono diventati allo stesso tempo meme e oggetto del desiderio: sono Louis Vuitton? Ray-Ban? Baijo?
I monaci benedettini tedeschi sono stati costretti a vendere il più antico birrificio del mondo perché anche in Germania si beve sempre meno birra In attività da 975 anni, il birrificio Weltenburger vive una crisi talmente profonda da aver costretto i monaci benedettini a metterlo in vendita.
Aphex Twin ha superato Taylor Swift per numero di ascoltatori mensili su YouTube Music Merito soprattutto di una canzone, "QKThr", diventata una delle più usate come colonna sonora di video su YouTube.
C’è un sito in cui si possono leggere e scaricare centinaia di fanzine punk italiane degli anni ’80 Si chiama FanziNet e lo cura Paolo Palmacci, che da anni si dedica a questo progetto di recupero della memoria underground italiana.

Hit Me Hard and Soft, i dolori della giovane Billie Eilish

Il terzo disco della cantante è una sorta di ritorno alle origini malinconiche e macabre di When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, un'autocelebrazione più simile a un diario che a un album.

24 Maggio 2024

Si dice che il terzo sia l’album più importante per una popstar, quello che ne decreta il successo, duraturo e autorevole, oltre il fuoco di paglia. Hanno superato la prova e confermato la regola artiste come Madonna (True Blue), Mariah Carey (Music Box), Björk (Post), altre l’hanno confermate scivolando inesorabilmente dalla strada per lo stardom a quella per il tinello Norah Jones (Not Too Late), Christina Aguilera (Bionic), Lorde (Solar Power). Ci sono poi carriere che confutano tutte queste teorie da cialtroni del roxy bar, come quella di Aretha Franklin o Tina Turner, ma possiamo – per comodità – sistemarle nell’insieme delle eccezioni.

Ecco quindi, insomma, che dopo esserci goduti senza troppe fisime Future Nostalgia e Happier Than Ever, ora sia per Dua Lipa che per Billie Eilish sembra essere arrivato il momento della verità. Profetica la copertina di Radical Optimist, che vede Dua Lipa nuotare in cattive acque (con tanto squalo). Billie Eilish, invece, con Hit Me Hard and Soft ha fatto immediatamente incetta di streaming a destra e a manca, raccattando critiche entusiastiche (molte, non tutte).

Le prime registrazioni casalinghe a 13 anni, poi i primi brani pubblicati su Soundcloud (con “Ocean Eyes”, sobria e dolente, diventata virale in breve tempo), ora, all’alba del suo terzo album, a 22 anni Billie Eilish vanta già 9 Grammy e 2 Oscar (più svariati milioni di ascolti), riuscendo in quello in cui ha fallito Hannah Horvath, diventare la voce della sua generazione, e anche un po’ di più: piace alle giovani ragazze incomprese e malinconiche (“when the party’s over”, “My Future”), alle Milf deluse che passano senza successo da una delusione amorosa all’altra (“Bad Guy”), ai Millennial omosessuali che non hanno mai superato il trauma delle scuole medie (“Happier Than Ever”).

Con l’album di esordio, When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, Billie Eilish impone fin da subito un immaginario, musicale e visuale, personale e unico, giocando con suggestioni macabre (tarantole, siringhe e occhi sanguinanti) e dando voce con immagini semplici a situazioni complicate (la depressione); in “Everything I Wanted” canta di pensieri suicidi. Diventa adulta sul palco, di fronte al pubblico, la sua sessualità diventa un argomento da tabloid: il pensiero dell’immagine che gli altri hanno di lei la influenza. Con il secondo album cerca di scrollarsi di dosso la propria immagine sorprendente e inquietante, vuole dimostrare di poter essere “diversa” da sé stessa e prova un’esplorazione al di fuori della sua comfort zone, abbandona t-shirt e bermuda extra large in favore di corsetti e tacchi (gasp!) – dura poco. Nell’album sperimenta di più, gioca con l’ambizione (“Billie Bossa Nova”), e seppur con maggiore controllo resta musicalmente coerente alla sua dimensione vulnerabile e intima. Ora, con Hit Me Hard and Soft, la superstar “alternativa” torna sui suoi passi, non si sente più in dovere di dover dare spiegazioni e torna a esprimere la sua beata inquietudine, con un album “alla Billie Eilish”, riproponendo formule ormai consolidate del suo repertorio. Questa misura è al tempo stesso un grande pregio dell’album quanto un suo limite (piccolo o grande probabilmente lo capiremo più in là).

Scritto e prodotto sempre con l’inseparabile fratello, Finneas, Hit Me Hard and Soft fonde suoni elettronici con elementi acustici (rispetto al passato si aggiunge un quartetto d’archi), con deliziosi arrangiamenti vocali vaporosi e ovattati, un melange che ci riporta nuovamente in un mondo intriso di vulnerabilità, intimo e carico di aspettative e delusioni. Vocalmente Billie si muove più sicura che in precedenza tra i beat elettronici e le aperture orchestrali, come una moderna Julie London – precisa, ariosa e dolente – che incontra gli orizzonti musicali della Björk di “Jóga” (ma senza foga). Rispetto al passato si sente l’influenza del lavoro di Billie e Finneas nel mondo del cinema (“No Time To Die” per la colonna sonora di 007 e “What Was I Made For” per quella di Barbie), esperienza che rende l’impatto musicale più maturo, sicuro, ma anche più magniloquente e, talvolta, retorico (l’inizio alla Nino Rota di The Diner). Si passa da parti acustiche e delicate a outro elettronici e aggressivi, in uno schema ormai classico per gli O’Connell, quello della canzone che inizia da una parte e finisce in tutt’altra – a lungo andare qualcosa che assomiglia a un trucco, come in “The Greatest” – che ripropone lo schema di “Happier Than Ever”, senza superarla – o in “L’Amour de Ma Vie”. I testi parlano (per la prima volta) di amori lesbici, lambendo territori (anche sonori) più sensuali; in “Lunch”, canzone scelta come singolo promozionale che richiama alla mente i Gorillaz dei tempi migliori (“Feel Ggood Inc”), Billie canta «I could eat that girl for lunch / Yeah, she dances on my tongue / Tastes like she might be the one / And I could never get enough». “Birds of a Feather”, nonostante sia una canzone d’amore sepolcrale («I want you to stay / ‘Til I’m in the grave / ‘Til I rot away, dead and buried»), sa di papaia, citronella e Janet Jackson, in una dimensione di (mortifera) leggerezza nuova per Billie, che le dona molto.

Questo nuovo album è un viaggio diaristico attraverso una nuova consapevolezza, un excursus triste e maturo, consolatorio e confortevole, nel groviglio delle proprie emozioni. Restando inquieta, oscura anche senza il suo lato più smaccatamente macabro, Billie Eilish a soli 22 anni è già un classico.

Articoli Suggeriti
Il nuovo film di Tom Ford, Cry to Heaven, sarà girato tutto in Italia, tra Roma e Caserta

Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.

Giovanni Lindo Ferretti contro il mondo moderno

Per la nostra nuova digital cover abbiamo parlato di spiritualità, musica, politica e isolamento con il leader dei CCCP, che da Cerreto Alpi si prepara alla sua prima tournée teatrale.

Leggi anche ↓
Il nuovo film di Tom Ford, Cry to Heaven, sarà girato tutto in Italia, tra Roma e Caserta

Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.

Giovanni Lindo Ferretti contro il mondo moderno

Per la nostra nuova digital cover abbiamo parlato di spiritualità, musica, politica e isolamento con il leader dei CCCP, che da Cerreto Alpi si prepara alla sua prima tournée teatrale.

Hbo Max è arrivata in Italia per fare una cosa completamente diversa

È l'ultima piattaforma streaming ad arrivare nel nostro Paese, forte però di una fama senza pari nel panorama televisivo. Li abbiamo incontrati e con loro abbiamo parlato di Harry Potter e Portobello, della competizione con YouTube e delle (notevoli) difficoltà del mercato italiano.

Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo

Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.

In Cover-Up c’è la vita di Seymour Hersch, cioè la storia del giornalismo d’inchiesta dalla carta fino a Substack

Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.

Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro

Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.