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18:38 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

La nostra vita dietro agli schermi

L'editoriale del direttore che racconta Behind The Screen, in edicola dal 27 giugno.

27 Giugno 2020

Offline e online, ci siamo arrivati più o meno tutti, è una divisione che non ha ormai più nessun senso. Questa prima metà del 2020, i mesi durissimi di lockdown e tutto il conseguente discorso sul distanziamento sociale come primo antidoto alla pandemia, ce l’hanno confermato: ogni singola esperienza che facciamo passa dai nostri schermi. Relazionarci agli altri, lavorare, intrattenerci, istruirci, impegnarci politicamente e socialmente, comprare, curarci, informarci, persino viaggiare. E se praticamente tutto passa da lì, ci siamo detti, allora la qualità delle scelte che facciamo dietro, quelle che danno forma al making of della nostra esperienza davanti agli schermi dei device, assume ancora più importanza. Behind The Screen – il progetto speciale di Rivista Studio che inauguriamo con il numero che esce il 27 giugno, e che ci accompagnerà su rivistastudio.com e sui nostri social per tutta questa strana estate – vorrebbe, nelle intenzioni, proprio essere questo: un’indagine culturale larga sul tempo che stiamo vivendo e su quell’enorme, meraviglioso e controverso backstage in cui si sono trasformate le nostre vite.

Ci siamo serviti delle voci di cinque personaggi diversi fra loro ma le cui riflessioni ci possono aiutare a inquadrare il tema da punti di vista differenti e complementari. E così con Espérance Hakuzwimana Ripanti, attivista culturale italiana e voce importante per quel che riguarda le tematiche razziali nel nostro Paese, di cui trovate il volto in copertina, abbiamo parlato della relazione fra social network, razzismo sistemico, attivismo digitale e coscienza. Abbiamo poi coinvolto una star dell’arte contemporanea come Francesco Vezzoli, che da sempre lavora sul nostro rapporto coi media, video soprattutto, e sul dualismo fra realtà e finzione; due scrittori di fama globale come William Gibson – gigante della science fiction, padre del Cyberpunk e inventore di mondi dove macchine e umani si incontrano e si scontrano – e Michael Pollan, uno dei più brillanti saggisti del nostro tempo, studioso attento delle dinamiche che regolano il rapporto fra umanità e natura. Infine, a completare le nostre storie di copertina, Jia Tolentino, influencer culturale, una delle voci più importanti della sua generazione, i Millennial, il cui saggio Trick Mirror (in uscita in Italia a fine giugno) è una critica feroce al nostro modo di intendere internet e alle dinamiche che lo regolano.

Un’ultima cosa a cui teniamo particolarmente: le immagini che corrono lungo le interviste sono parte integrante dell’indagine sul mondo Behind The Screen. Partono infatti da vere e proprie sculture digitali fatte per noi dal giovane artista australiano law_degree e rielaborate e interpretate in esclusiva per Rivista Studio dai talenti che stanno dietro la piattaforma multimediale NO TEXT Azienda, che da Milano si è fatta spazio nel mondo grazie ai video da loro firmati per artisti musicali e brand della moda. Il video che va su carta e viceversa; il fisico che si fa digitale e, al contrario, il digitale che si fa materiale vivo da scolpire. Esattamente come nel quotidiano di tutti noi.

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