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03:19 giovedì 30 aprile 2026
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

La vera Martha di Baby Reindeer ha veramente fatto causa a Netflix

07 Giugno 2024

Fiona Harvey, la vera Martha Scott della serie Baby Reindeer, ha intentato una causa da 170 milioni di dollari contro Netflix. È successo giovedì 6 giugno, presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della California: Fiona Harvey ha accusato Netflix di diffamazione, inflizione intenzionale di disagio emotivo, negligenza, negligenza grave e violazione del suo diritto di pubblicità. Dopo essere stata individuata dai detective di internet che hanno riconosciuto la somiglianza tra i suoi profili social e quelli mostrati nella serie, Harvey ha confermato pubblicamente di essere stata lei ad aver coniato il soprannome “Baby Reindeer” e ad aver conosciuto Gadd al pub, ma ha negato di essere una stalker e di avergli inviato 41000 mail, centinaia di messaggi vocali e 106 lettere, come lui sostiene. In un’intervista di cui avevamo parlato qui, aveva detto: «Potrebbero esserci state un paio di e-mail, battute scherzose, ma questo è tutto».

Nella causa si legge: «Le bugie che gli imputati hanno raccontato su Harvey a oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo includono che Harvey è una stalker condannata due volte a cinque anni di prigione e che Harvey ha aggredito sessualmente Gadd. Gli imputati hanno raccontato queste bugie e continuano a farlo ancora adesso, perché quella era una storia migliore della verità, e le storie migliori fanno soldi». E ancora: «Netflix, una multinazionale da miliardi di dollari, non ha fatto letteralmente nulla per confermare la “storia vera” raccontata da Gadd. Cioè non ha mai indagato se Harvey fosse stata condannata, un gravissimo travisamento dei fatti. Non ha fatto nulla per capire il rapporto tra Gadd e Harvey, se ce n’è stato uno… A causa delle bugie, degli illeciti e della cattiva condotta assolutamente sconsiderata degli imputati, la vita di Harvey è stata rovinata. Semplicemente, Netflix e Gadd hanno distrutto la sua reputazione, il suo personaggio e la sua vita».

Harvey chiede almeno 50 milioni di dollari per danni effettivi, almeno 50 milioni di dollari di risarcimento danni per «angoscia mentale, perdita di divertimento e perdita di affari», almeno 50 milioni di dollari in quanto quota parte che le spetta di «tutti i profitti di Baby Reindeer» e 20 milioni di dollari per danni punitivi. Un portavoce di Netflix ha detto al Guardian: «Intendiamo difendere la questione con forza e sostenere il diritto di Richard Gadd di raccontare la sua storia».

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