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Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
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Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.

La vera Martha di Baby Reindeer ha veramente fatto causa a Netflix

07 Giugno 2024

Fiona Harvey, la vera Martha Scott della serie Baby Reindeer, ha intentato una causa da 170 milioni di dollari contro Netflix. È successo giovedì 6 giugno, presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della California: Fiona Harvey ha accusato Netflix di diffamazione, inflizione intenzionale di disagio emotivo, negligenza, negligenza grave e violazione del suo diritto di pubblicità. Dopo essere stata individuata dai detective di internet che hanno riconosciuto la somiglianza tra i suoi profili social e quelli mostrati nella serie, Harvey ha confermato pubblicamente di essere stata lei ad aver coniato il soprannome “Baby Reindeer” e ad aver conosciuto Gadd al pub, ma ha negato di essere una stalker e di avergli inviato 41000 mail, centinaia di messaggi vocali e 106 lettere, come lui sostiene. In un’intervista di cui avevamo parlato qui, aveva detto: «Potrebbero esserci state un paio di e-mail, battute scherzose, ma questo è tutto».

Nella causa si legge: «Le bugie che gli imputati hanno raccontato su Harvey a oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo includono che Harvey è una stalker condannata due volte a cinque anni di prigione e che Harvey ha aggredito sessualmente Gadd. Gli imputati hanno raccontato queste bugie e continuano a farlo ancora adesso, perché quella era una storia migliore della verità, e le storie migliori fanno soldi». E ancora: «Netflix, una multinazionale da miliardi di dollari, non ha fatto letteralmente nulla per confermare la “storia vera” raccontata da Gadd. Cioè non ha mai indagato se Harvey fosse stata condannata, un gravissimo travisamento dei fatti. Non ha fatto nulla per capire il rapporto tra Gadd e Harvey, se ce n’è stato uno… A causa delle bugie, degli illeciti e della cattiva condotta assolutamente sconsiderata degli imputati, la vita di Harvey è stata rovinata. Semplicemente, Netflix e Gadd hanno distrutto la sua reputazione, il suo personaggio e la sua vita».

Harvey chiede almeno 50 milioni di dollari per danni effettivi, almeno 50 milioni di dollari di risarcimento danni per «angoscia mentale, perdita di divertimento e perdita di affari», almeno 50 milioni di dollari in quanto quota parte che le spetta di «tutti i profitti di Baby Reindeer» e 20 milioni di dollari per danni punitivi. Un portavoce di Netflix ha detto al Guardian: «Intendiamo difendere la questione con forza e sostenere il diritto di Richard Gadd di raccontare la sua storia».

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