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22:12 mercoledì 18 marzo 2026
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.
Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.
L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.

La vera Martha di Baby Reindeer ha veramente fatto causa a Netflix

07 Giugno 2024

Fiona Harvey, la vera Martha Scott della serie Baby Reindeer, ha intentato una causa da 170 milioni di dollari contro Netflix. È successo giovedì 6 giugno, presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della California: Fiona Harvey ha accusato Netflix di diffamazione, inflizione intenzionale di disagio emotivo, negligenza, negligenza grave e violazione del suo diritto di pubblicità. Dopo essere stata individuata dai detective di internet che hanno riconosciuto la somiglianza tra i suoi profili social e quelli mostrati nella serie, Harvey ha confermato pubblicamente di essere stata lei ad aver coniato il soprannome “Baby Reindeer” e ad aver conosciuto Gadd al pub, ma ha negato di essere una stalker e di avergli inviato 41000 mail, centinaia di messaggi vocali e 106 lettere, come lui sostiene. In un’intervista di cui avevamo parlato qui, aveva detto: «Potrebbero esserci state un paio di e-mail, battute scherzose, ma questo è tutto».

Nella causa si legge: «Le bugie che gli imputati hanno raccontato su Harvey a oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo includono che Harvey è una stalker condannata due volte a cinque anni di prigione e che Harvey ha aggredito sessualmente Gadd. Gli imputati hanno raccontato queste bugie e continuano a farlo ancora adesso, perché quella era una storia migliore della verità, e le storie migliori fanno soldi». E ancora: «Netflix, una multinazionale da miliardi di dollari, non ha fatto letteralmente nulla per confermare la “storia vera” raccontata da Gadd. Cioè non ha mai indagato se Harvey fosse stata condannata, un gravissimo travisamento dei fatti. Non ha fatto nulla per capire il rapporto tra Gadd e Harvey, se ce n’è stato uno… A causa delle bugie, degli illeciti e della cattiva condotta assolutamente sconsiderata degli imputati, la vita di Harvey è stata rovinata. Semplicemente, Netflix e Gadd hanno distrutto la sua reputazione, il suo personaggio e la sua vita».

Harvey chiede almeno 50 milioni di dollari per danni effettivi, almeno 50 milioni di dollari di risarcimento danni per «angoscia mentale, perdita di divertimento e perdita di affari», almeno 50 milioni di dollari in quanto quota parte che le spetta di «tutti i profitti di Baby Reindeer» e 20 milioni di dollari per danni punitivi. Un portavoce di Netflix ha detto al Guardian: «Intendiamo difendere la questione con forza e sostenere il diritto di Richard Gadd di raccontare la sua storia».

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