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06:35 lunedì 5 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

Perché molti pensano che Ayo Edebiri sia irlandese

17 Gennaio 2024

Qualche giorno fa, dopo la cerimonia dei Golden Globe, abbiamo pubblicato un articolo dedicato alla nuova generazione di attori irlandesi che ha conquistato Hollywood, degni successori di Cillian Murphy e Colin Farrell, e cioè Barry Keoghan, Paul Mescal, Andrew Scott e Saoirse Ronan. Tra i commenti al post Instagram in cui abbiamo raccolto le immagini di alcune delle loro interpretazioni migliori degli ultimi anni (il breakdown di Connell dallo psicologo in Persone normali, l’inquietantissimo adolescente che viene visitato dal medico in Il sacrificio del cervo sacro, il prete hot di Fleabag, l’indomita Jo March di Piccole donne) è comparso qualcuno che ci redarguiva per aver dimenticato Ayo Edebiri, l’attrice che interpreta la chef Sydney Adamu di The Bear. Qualcuno ha riso, qualcuno ha messo like, qualcuno è rimasto perplesso: ma come, non è americana? In realtà sì, Edebiri, 28 anni, nata il 3 ottobre 1995 a Boston, Massachusetts, è americanissima. Ma come sempre accade quando c’è di mezzo un meme, la storia della sua “irlandesità” non ha niente a che fare con la realtà, e si è sviluppata, ovviamente, sui social.

Come ha raccontato anche Av Club, ricostruendo l’origine di questa strana storia, tutto è iniziato lo scorso marzo quando Edebiri, scherzando coi suoi fan, ha parlato del suo ruolo in The Banshees Of Inisherin, un film in cui non ha mai recitato (mentre promuoveva il film in cui aveva lavorato realmente, Bottoms). Edebiri raccontava di aver interpretato un personaggio chiamato Jenny the Donkey che, come si può evincere, altro non era che un asino: «Ho vissuto in Irlanda per circa quattro mesi», delirava con un accento irlandese, «e sono entrata davvero nel personaggio e sono rimasta a quattro zampe per quattro mesi ed è stato davvero doloroso, ma anche bello». Peccato che, sempre secondo quanto riportato dall’attrice, alla fine le parti in cui lei interpreta “Jenny l’asino” non sono state incluse nel montaggio finale del film, in cui invece abbiamo visto all’opera Colin Farrell, Brendan Gleeson, un non ancora mainstream Barry Keoghan e un’asina di nome Jenny che però era una vera asina (diventata poi una star, raccontata tra gli altri anche da The Hollywood Reporter e Vulture. I fan hanno reagito con entusiasmo a questa assurda messinscena, e non hanno perso occasione per citarla sotto a tutti i post e i video in cui compare l’attrice, tanto che da inside joke tra lei e loro è diventato un meme (anche perché, nel frattempo, i suoi follower sono diventati quasi un milione). Un meme che molte persone continuano a non conoscere, però, e quindi, l’effetto di questo scherzo, è che in tanti adesso pensano che Ayo Edebiri sia davvero irlandese.

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