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Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.
Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.
L’AI sta facendo perdere il lavoro a così tante persone che si inizia a parlare di mega layoff, cioè di mega licenziamenti A quanto pare sta diventando un vero e proprio "trend" tra le aziende, tanto che molte licenziano anche se non sono in difficoltà economiche.
È stato annunciato un altro sequel di Top Gun e ovviamente anche stavolta il protagonista sarà Tom Cruise Del film si sa ancora pochissimo, ma l'unica conferma che importa davvero c'è già: Maverick non va in pensione, nemmeno a 63 anni.
Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.

Vale la pena andare a vedere Avengers: Endgame?

Una rassegna di articoli per i fan della saga Marvel (e anche per chi non l’ha mai vista).

di Studio
27 Aprile 2019

È il film del momento: ha già incassato 200 milioni di dollari e punta dritto al miliardo nel primo weekend di programmazione, un traguardo che potrebbe consacrarlo di diritto come la pellicola più vista nella storia del cinema. Parliamo di Avengers: Endgame di Anthony e Joe Russo, uscito lo scorso 24 aprile, l’ultimo tassello che conclude la saga Marvel – o meglio, che compone il Marvel Cinematic Universe – durata ben 11 anni e 21 film. Come Game of Thrones, anche l’ultimo capitolo degli Avengers è dibattutissimo su internet e in questi giorni sta scatenando infiniti thread. Oltre ai milioni al botteghino, il film sta poi macinando anche recensioni estremamente positive – Pete Bradshaw sul Guardian lo premia addirittura con cinque stelle – mentre l’unico “difetto” che in molti hanno sottolineato sembra essere l’eccessiva lunghezza (182 minuti, tanto che Mashable ha stilato una lista dei momenti più adatti per fare pipì senza perdersi nulla). Non è sbagliato pensare all’universo cinematico costruito da Marvel in questi anni come a una sorta di cosmogonia, «la cosa più vicina alla mitologia greca che il mondo moderno abbia escogitato di recente» con le parole dell’Hollywood Reporter, un fenomeno pop che ha segnato in maniera indelebile il modo di immaginare e realizzare le grandi serie cinematografiche hollywoodiane.

“Avengers: Endgame” Review: The Real Heroes Were the Friends We Made Along the Way – The New York Times
«Abbiamo vissuto con questi personaggi e con gli attori che li hanno interpretati per più di dieci anni, e anche quando la festa è diventata frenetica, stupida o affollata, non c’è mai stato motivo di lamentarsi degli ospiti. Per la maggior parte del tempo è stato bello vederli di nuovo ed è un po’ triste dirsi addio». Marvel e Disney staranno già cercando altri modi di monetizzare su improbabili spin-off, ma il film dei Russo dà a tutti i fan un meritato senso di chiusura, seppur momentaneo, scrive A.O. Scott sul Nyt.

“Avengers: Endgame” is the final gambit in Marvel’s triumph of diversity– The Guardian
In Avengers: Infinity War Thanos (Josh Brolin) ha cancellato metà dell’universo così come lo conosciamo, supereroi compresi. In quell’occasione sono spariti Black Panther (Chadewick Boseman), Falcon (Anthony Mackie), Nick Fury (Samuel L Jackson), Gamora (Zoe Saldana) e Heimdall (Idris Elba) tra gli altri. Sono sopravvissuti, invece, Iron Man (Robert Downey Jr.), Thor (Chris Hemsworth) e Capitan America (Chris Evans). Nonostante queste premesse, però, il nuovo universo di Avengers: Endgame è decisamente più diverso e multietnico di quello passato. Scrive infatti Ben Child che uno dei grandi meriti del film, e della saga più in generale, è stato quello di sapersi dimostrare al passo del dibattito culturale sulla rappresentazione.

The Narrative Experiment That is the Marvel Cinematic Universe – The New Yorker
Ventidue film per cinquantanove ore e sette minuti di proiezione: tanto sono durate le maratone organizzate da Marvel in vista dell’uscita del capitolo conclusivo del MCU (Marvel Cinematic Universe, appunto), «il titanico esperimento narrativo» che è stato inaugurato da Iron Man nel 2008. La grandiosità di questo gigantesco racconto sta proprio nella sua presunta “estensibilità” e nei dubbi che essa solleva, dice Maya Phillips sul New Yorker: «fino a quanto un universo si può espandere? Fino a quanto una storia può allargarsi? Può estendersi all’infinito oppure esiste un limite naturale che le permette di non perdere di significato?». L’universo espanso di Marvel è allo stesso tempo una prova inedita di storytelling e un nuovo modello di business.

“Avengers: Endgame” Will Break Box-Office Records, and That’s Bad for BusinessIndieWire
Le previsioni che davano Avengers: Endgame come una schiacciasassi al botteghino si sono rivelate tutte esatte, considerando che il film potrebbe diventare uno dei più visti della storia del cinema. Dietro ai record, però, non ci sono solo aspetti positivi. Lo nota Tom Brueggemann quando fa presente come, in casi come questo, le sale avranno meno capacità di contrattare con i distributori sul prezzo del singolo film. Non solo: una gran fetta di pubblico potrebbe “abituarsi” troppo facilmente a prodotti di intrattenimento così concepiti e non uscire così dalla propria “comfort zone”, mentre di rimando sarà sempre più difficile che film indipendenti possano gareggiare con questi colossi dai budget stratosferici, diminuendo così le possibilità di rinnovare il genere. Il rischio, insomma, è una sorta «monocultura cinematografica».

The Myth of the EndgameSlate
Molti dei prodotti di intrattenimento attualmente più di successo, da Game of Thrones al Marvel Cinematic Universe, giocano con il concetto, ereditato dagli scacchi, della grande “resa dei conti” finale, della partita decisiva. In realtà “endgame” negli scacchi sta per la parte finale del gioco, senza particolari connotazioni apocalittiche, che sono sempre implicite, invece, quando si tratta di film o serie tv: la fine del gioco non sarà mai pacifica o tesa come lo sono le finali dei tornei di calcio, ma piuttosto sempre spettacolare ed epica. È una fissazione tutta americana, dice Heather Schwedel, che ha a che fare con il modo, sempre più complesso, con cui si raccontano le storie oggi. Perché accontentarsi di un semplice finale, quando si può avere il finale dei finali?

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