Hype ↓
02:53 mercoledì 22 aprile 2026
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.
Disney sta realizzando per la comunità sorda nuove versioni delle canzoni dei suoi film in cui i personaggi usano la lingua dei segni Per il momento si tratta di 3 canzoni: Il passo successivo da Frozen II, Oltre l'orizzonte da Moana 2 e Non si parla di Bruno di Encanto, disponibili su Disney+ dal 27 aprile.
La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68 La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.
Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.

Autumn Beat, il rap come una favola

L'esordio alla regia di Antonio Dikele Distefano è un film che racconta i temi cruciali del presente, dall'integrazione delle seconde generazioni all'importanza delle community.

16 Novembre 2022

«Non sto piangendo, mi è entrato un Dikele nell’occhio»: è quello che avrei commentato alla fine del film se fosse stato un video TikTok, usando la formula che si usa per dire che qualcosa ti ha commosso anche se non l’avresti voluto. È un po’ imbarazzante abboccare all’esca di un autore il cui primo scopo sembra commuovere il suo pubblico, come dimostrano i libri che ha scritto e pubblicato finora, la serie Netflix Zero (un esperimento non proprio riuscito) tratta dal suo romanzo Non ho mai avuto la mia età e i piccoli monologhi che pubblica sul suo profilo TikTok con l’hashtag #relazioni. Nel suo film d’esordio come regista, Autumn Beat (da Qua è rimasto autunno, Rizzoli), dal 10 novembre su Prime Video, si capisce subito dove andrà a parare: la musica struggente, le frasi a effetto, il protagonista balbuziente, la madre schizofrenica, il padre scomparso da cercare in giro per la città con una polaroid in mano.

La differenza qui, però, la fa il rap, la prima e vera passione di Antonio Dikele Distefano, esperto intervistatore dei più importanti rapper italiani. Insieme a un efficace bombardamento di primissimi piani e a una colonna sonora che accosta grandi classici (tipo “Giorni matti” di Bassi Maestro e “Tornerò da re” dei Club Dogo) a nuove ispirazioni come la versione gospel di “Gioventù bruciata” di Mahmood o “Autumn Beat“, il primo singolo del protagonista Paco (interpretato dal vero rapper Abby 6ix, quartiere Barona), il rapporto dei protagonisti con il rap salva tutto il film, rendendolo allo stesso tempo più leggero e più profondo. Più leggero grazie ai rapper famosi che compaiono qua e là, soprattutto Guè nei panni di «se stesso dieci anni fa» (l’ha detto lui) e Tredici Pietro che sfida il protagonista in una gara di freestyle (c’è anche Sfera Ebbasta, in una brevissima, luccicante apparizione finale). Più profondo per via dello sguardo puro e delicato, quasi infantile («Wu Tang, ma che sono cinesi?», chiede un bambino-futuro rapper mentre fruga tra i cd di un altro bambino-futuro produttore), con cui Dikele racconta come il rap ha salvato l’adolescenza dei protagonisti, Paco e Tito, italiani di seconda generazione, fratelli che non sono veri fratelli ma crescono uniti da una vita difficile con una madre/matrigna malata e pochissimi soldi nella periferia di Milano. Alla loro storia si intreccia quella della bellissima Ife, adottata da genitori bianchi (Genemé Tonini) e dell’amico David (Dylan Magon), aspirante produttore. Elegantissimo, consacrato dalla copertina di un numero di Rivista Studio appesa nel suo prestigioso studio in centro, David Lenfle è l’unico che saprà e potrà davvero godersi il successo.

Su Gq Dikele ha definito Autumn Beat «un film su una famiglia che cambia nel tempo. Per come sono cresciuto io, la famiglia non si può incasellare in un unico genere. Non è il modello a cui sono storicamente abituati gli italiani: alla fine, la società è sempre un passo avanti a quanto descritto sui giornali». Nessuno dei protagonisti cresce in una famiglia “tradizionale”, un modello che viene completamente infranto e oltrepassato, tra adozioni e genitori scomparsi («È un po’ strana tua madre, l’ho vista che gridava a un cane», dice Ife da piccola, «mia mamma sarà strana ma la tua è bianca», risponde Tito). A unire è l’appartenenza alla comunità del rap, l’unica vera famiglia: «Noi non siamo una squadra, siamo un’entità / è una questione di energia, più che di identità», canta Paco in “Autumn Beat”, la hit con cui riesce a convincere Guè a puntare su di lui. Le parole, però, non sono sue: sono segretamente scritte dal fratello Tito (Hamed Seydou) che non può rappare perché balbetta. Paco aiuta Tito a crescere e porta il rap nella sua vita, ma al tempo stesso gli ruba tutto: la voce, le parole, l’amore. Alla fine, però, qualcosa gli lascia, e la favola si conclude con questo “regalo”, la conferma di come sempre più spesso, nella realtà, il concetto di “famiglia tradizionale” si riveli stretto, vecchio, senza senso.

Articoli Suggeriti
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare

Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.

Disney sta realizzando per la comunità sorda nuove versioni delle canzoni dei suoi film in cui i personaggi usano la lingua dei segni

Per il momento si tratta di 3 canzoni: Il passo successivo da Frozen II, Oltre l'orizzonte da Moana 2 e Non si parla di Bruno di Encanto, disponibili su Disney+ dal 27 aprile.

Leggi anche ↓
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare

Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.

Disney sta realizzando per la comunità sorda nuove versioni delle canzoni dei suoi film in cui i personaggi usano la lingua dei segni

Per il momento si tratta di 3 canzoni: Il passo successivo da Frozen II, Oltre l'orizzonte da Moana 2 e Non si parla di Bruno di Encanto, disponibili su Disney+ dal 27 aprile.

di Studio
Soft Matters, il design che dimentica l’etichetta

Per la Milano Design Week, Secolo e TABLEAU presentano la loro prima collaborazione, Soft Matters. Un progetto che nasce dal prodotto ma si espande fino a diventare spazio, gesto e immaginario condiviso. Tra divani oversize, schiume di scarto e fiori disegnati a occhi chiusi.

Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré

Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.

Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì

A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.

Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini

E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.